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giovedì 20 maggio 2010

100 sindaci sono andati 'al tappeto'

FIRENZE - Uno squillo di sirena e 100 sindaci sono andati 'al tappeto' in piazza della Signoria, in mezzo ad una folla di turisti assai stupiti. Si è appena svolto così il flash mob organizzato dagli amministratori locali dell'Italia centrale per protestare contro la rigidità del patto di stabilità e chiedere al Governo un allentamento dei vincoli di bilancio. I sindaci, tutti con addosso la fascia tricolore, si sono sdraiati all'unisono in terra sopra dei lenzuoli con sopra scritto "stanno mettendo il tuo comune al tappeto". Poco prima, una delegazione dei sindaci ha incontrato il prefetto di Firenze Andrea de Martino, quindi i manifestanti con striscioni e vessilli dei Comuni si sono diretti in Piazza della Signoria. Tra questi, Alessandro Cosimi presidente di Anci Toscana e il vicesindaco di Firenze Dario Nardella. La protesta è stata organizzata dalle Anci regionali di Toscana, Umbria, Emilia Romagna, Lazio, Marche e Abruzzo.

"In questi anni, i comuni sono stati gli unici enti pubblici a ridurre la spesa è l'ora di dire basta", ha detto il sindaco di Livorno e presidente dell'Anci Toscana Alessandro Cosimi, "siamo arrivati al punto di non essere più in grado di garantire i servizi e così si va ad incidere sulla carne viva dei diritti dei cittadini". Il vicesindaco di Firenze, Dario Nardella, ha sottolineato come occorra "dare una maggiore flessibilità ai comuni nella gestione dei loro budget", invitando il Governo "a non spalmare il debito pubblico solo in periferia". Tra i manifestanti anche un sindaco del Pdl Claudio Scarpetti primo cittadino di Firenzuola (Firenze) "i problemi dei sindaci e dei comuni - ha detto - sussistono a prescindere dal colore politico; siamo tutti i giorni in prima fila per i cittadini e abbiamo bisogno della massima attenzione e sostegno, soprattutto i piccoli comuni come il nostro".

A Tutti i Sindaci la Solidarietà e la vicinanza di Legautonomie Piemonte

giovedì 4 marzo 2010

Appello ai Parlamentari piemontesi sul patto di stabilità

Appello ai Parlamentari piemontesi sul patto di stabilità

Carissimi Parlamentari,
nel corso della discussione sulla conversione del decreto legge recante disposizioni urgenti per gli enti locali, il Governo e i Presidenti delle Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera hanno deciso di rigettare ogni emendamento concernente il patto di stabilità interno.
La decisione è grave, perché gli emendamenti erano tesi ad alleggerire il peso di un meccanismo insostenibile per le risorse degli enti locali e lontano dalle esigenze dei cittadini e del tessuto economico e produttivo locale.

Non si capisce cosa ci sia di più urgente, in un decreto che riguarda gli enti locali, che consentire a questi ultimi di garantire l’erogazione dei servizi e di realizzare i necessari investimenti sul territorio.
Tutto ciò è inaccettabile e contravviene i più elementari principi di federalismo e di rispetto delle autonomie locali i Comuni e le Province rivendicano da tempo maggior rispetto per il loro ruolo e per l’importante funzione di contrasto alla crisi economica che essi possono svolgere. Essi realizzano la gran parte degli investimenti pubblici ma concorrono per meno del 4% alla formazione del debito pubblico.

Inoltre da una nostra rilevazione fra i Comuni, risultano evidenti le difficoltà dei Comuni e delle Province per la chiusura dei bilanci di previsione per il 2010. Mai come quest’anno sono inserite vendite di quote di patrimonio per finanziare manutenzioni. Così come, per la crisi,sono crollati gli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione
E’ tempo, quindi, che il governo la smetta di proclamare inesistenti risultati di politica economica e guardi onestamente al paese reale e ai suoi problemi. Gli enti locali non possono essere solo un costo da tagliare ma importanti e decisivi alleati per ridare slancio e competitività al sistema paese, oggi sempre più strangolato dalla morsa della crisi e da una politica economica del Governo miope e inconcludente.

Facciamo appello ai Parlamentari eletti in Piemonte perché ascoltino e trasmettano nelle sedi opportune questo grido di dolore.

Umberto D’OTTAVIO per la Presidenza di LEGAUTONOMIE del PIEMONTE

giovedì 19 marzo 2009

Legautonomie Piemonte propone a tutti i giovani amministratori

Legautonomie Piemonte propone a tutti i giovani amministratori
degli Enti Locali di dare vita ad un network a loro dedicato.


E’ tra i compiti della nostra associazione costituire per gli enti, ma anche per i singoli amministratori un punto di riferimento per lo scambio di informazioni, la realizzazione di incontri tematici e di formazione dedicati a chi è impegnato nella vita delle istituzioni locali.

Per questo presenteremo il 25 marzo alle ore 17 presso la sala Microplex del King Kong di via Po n.21, l’avvio di quella che noi speriamo possa diventare una occasione in più per chi ha assunto o assumerà impegni istituzionali, con particolare attenzione ai più giovani.

Partiremo con un sito appositamente creato e con la gestione di alcuni blog e forum telematici di interesse condiviso, proposti e seguiti da alcuni giovani collaboratori della nostra associazione e, con il contributo di esperti, cercheremo di approfondire quanto può essere utile allo svolgimento della funzione di consigliere comunale o di assessore o sindaco.

Nata all’inizio del ‘900 come Lega dei comuni socialisti, la storia di Legautonomie si è sviluppata negli anni attraverso un dialogo aperto a tutte le forze riformiste e il sostegno al processo di rinnovamento istituzionale fondato sulla valorizzazione delle amministrazioni locali e regionali.

Legautonomie si è sempre caratterizzata per la sua organizzazione federale, articolata sul territorio e tesa al dialogo con le comunità locali. Raccoglie migliaia di enti aderenti in tutta Italia, senza distinzioni fra comuni, province o regioni ed è aperta alle adesioni anche in forma individuale, cioè come singolo amministratore.

Uno dei suoi obiettivi è stato e resta quello di aiutare la crescita di nuove classi dirigenti che nascono dall’esperienza di governo dei comuni e dall’esperienza dell’associazionismo.
Mai come ora, col venir meno del ruolo tradizionale dei partiti e con la crescente esigenza di rinnovamento della classe dirigente, riteniamo nostro compito essere a disposizione dei giovani che già sono amministratori o che vorrebbero diventarlo per offrire loro uno spazio e l’aiuto che ci verrà richiesto per diventare anche dei “bravi” amministratori in grado di rinnovare, non solo anagraficamente, il governo della Pubblica Amministrazione.

Noi da qui vogliamo partire: dal coinvolgimento, anche solo virtuale, dei singoli giovani amministratori che decidono di dedicare un po’ del loro tempo allo scambio con altri amministratori che magari condividono le stesse difficoltà o che hanno realizzato diverse esperienze.

La nostra Associazione vuole aprire ai giovani e offrire loro un punto di riferimento.

Vi aspettiamo

Il Presidente
Umberto D’Ottavio