Il Welfare piemontese da tempo vive drammaticamente il tema delle risorse: sempre di più in calo mentre aumentano le richieste dei cittadini.
Per questo Lega Autonomie del Piemonte a conclusione di un convegno proprio sul tema del Welfare rivolge un appello al Consiglio regionale e ai Consiglieri Regionali del Piemonte affinché trovino le condizioni per evitare l’appuntamento referendario del 3 giugno, ovviamente andando incontro alle richieste dei promotori del referendum e evitino di spendere i circa 30 milioni di costo a carico della Regione.
Non si tratta di una provocazione, ma di una necessità a fronte di una realtà che vede sempre di più Comuni e Consorzi Socio Assistenziali rispondere di no alle richieste dei cittadini piemontesi.
Lega Autonomie del Piemonte non è contro lo strumento del referendum, peraltro mai utilizzato ancora in Piemonte, ma ritiene che il Consiglio Regionale possa svolgere il suo lavoro ed evitare una spesa significativa in un periodo di risorse scarse.
Si approvi, quindi, una nuova legge sulla caccia, più moderna e più vicina alla sensibilità dei piemontesi e si destini la spesa per lo svolgimento del referendum alle politiche per il welfare di cui c’è tanto bisogno.
Si invita gli organi di informazione a dare notizia di questo comunicato e si ringrazia per l’attenzione.
Il Presidente di Lega Autonomie Piemonte
Umberto D’OTTAVIO
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martedì 3 aprile 2012
lunedì 29 agosto 2011
La protesta dei Comuni a Milano
MILANO - In diverse centinaia i sindaci arrivati con la fascia tricolore al grattacielo Pirelli di Milano, per la manifestazione di protesta contro i tagli per gli enti locali inseriti dal governo in manovra. "Siamo qui - ha detto il presidente di Anci Lombardia, Attilio Fontana, sindaco leghista di Varese - per far sentire la nostra voce e far capire che la manovra ammazza gli enti locali e i cittadini". Alla manifestazione sono presenti sindaci di centrosinistra, come il vicepresidente dell'Anci nazionale Graziano Delrio (Reggio Emilia), Virginio Merola (Bologna), Giuliano Pisapia (Milano). Il corteo dei sindaci è aperto da uno striscione con la scritta 'Giu' le mani dai Comuni. Più forte il tuo Comune più forti i tuoi dirittì. In prima fila, il sindaco di Verona, Flavio Tosi, quello di Roma, Gianni Alemanno, e quello di Torino, Piero Fassino.
Ma anche di centrodestra, come il presidente vicario dell'Anci Osvaldo Napoli, che ha detto di essere "ottimista" sui cambi che potranno essere apportati alla manovra con l'incontro di oggi tra Berlusconi e Bossi. Alle 15 una delegazione dei primi cittadini andrà in prefettura a incontrare il ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Non siamo qui per protestare - ha sottolineato Delrio - ma per fare proposte per far crescere il paese e ridurre il debito". Secondo il sindaco di Reggio, infatti, i Comuni hanno già tagliato le spese mentre quelle dell'amministrazione centrale sono aumentate. "Bisogna invertire la rotta. La giornata di oggi - ha concluso - è importante non per i sindaci ma per il Paese".
"Siamo noi, siamo noi, la risorsa dell'Italia siamo noi". E' il coro improvvisato dalle centinaia di sindaci che stanno attraversando Milano per raggiungere Palazzo Marino, sede dell'amministrazione comunale milanese. Su alcuni cartelli è rappresentato uno squalo, con la scritta 'Governo che mangia dei pesci piccoli' che rappresentano, per l'appunto, i Comuni. I sindaci hanno quindi intonato l'inno di Mameli.
PISAPIA, DA RITIRARE TAGLI PER ENTI COMUNALI - Per il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, la manovra finanziaria "per quanto riguarda i tagli agli enti comunali, deve essere completamente ritirata". Il sindaco di Milano lo ha detto al suo arrivo alla manifestazione dei sindaci contro la manovra finanziaria. Una manifestazione che Pisapia ha definito "di protesta ma anche di proposta e, soprattutto, che dimostra il senso di responsabilità degli enti locali che sono i soggetti istituzionali più vicini ai cittadini e che possono dare le risposte di cui i cittadini hanno bisogno". Pisapia ha definito i tagli ai Comuni "l'ultima goccia di un vaso che ormai ha strabordato". "Non è più possibile per gli enti comunali accettare ulteriori tagli e, soprattutto, in questo modo e con questo metodo: cioé, senza essere consultati o dopo essere stati consultati, ma senza tenere conto di indicazioni precise, di proposte alternative che sono venute finora da parte dei Comuni" ha concluso.
FASSINO, TANTI SINDACI DIMOSTRANO ERRORE TAGLI - Il fatto che a Milano "siano accorsi tanti sindaci dimostra che i tagli sono sbagliati. La protesta è corale": così ha detto il primo cittadino di Torino, Piero Fassino, che partecipa alla manifestazione milanese dei sindaci appena partiti dal grattacielo Pirelli in corteo verso piazza della Scala. "I sindaci sono sempre in mezzo alla gente - ha detto Fassino", aggiungendo che ora si aspetta di sapere "in concreto" le modifiche alla manovra che presenterà al Governo. La mobilitazione dei sindaci, scesi oggi in piazza a Milano contro la manovra economica, continuerà. "La mobilitazione continuerà - ha detto il sindaco di Torino, Piero Fassino, parlando da un palco in piazza della Scala - finché non avremo risposte chiare sul ruolo che gli enti locali saranno chiamati ad avere in futuro". Il suo è un messaggio ai vertici del governo riuniti oggi ad Arcore per studiare modifiche alla manovra. Una manovra che Fassino definisce "iniqua". Il momento è difficile ma gli sforzi vanno fatti "con equità". "Da 10 anni - ha sottolineato - ogni manovra ha caricato in primo luogo gli enti locali e ora siamo ad un limite sotto cui sono in discussione i servizi. Qui è in gioco quello che accade a milioni di famiglie".
ALEMANNO, O CAMBIA O DISABILI DAVANTI A P.CHIGI - "Se i tagli non vanno via, dovremo portare i disabili e le persone delle mense della Caritas davanti a Palazzo Chigi": lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che partecipa in prima fila al corteo dei sindaci organizzato a Milano contro la manovra economica. Alemanno ha affermato che se le cose restano come ora i tagli saranno "devastanti", con 270 milioni in meno per Roma l'anno prossimo, tagli che riguardano "servizi essenziali ai cittadini, la mobilità, i servizi sociali".
Ansa 29 agosto 2011
Ma anche di centrodestra, come il presidente vicario dell'Anci Osvaldo Napoli, che ha detto di essere "ottimista" sui cambi che potranno essere apportati alla manovra con l'incontro di oggi tra Berlusconi e Bossi. Alle 15 una delegazione dei primi cittadini andrà in prefettura a incontrare il ministro dell'Interno Roberto Maroni. "Non siamo qui per protestare - ha sottolineato Delrio - ma per fare proposte per far crescere il paese e ridurre il debito". Secondo il sindaco di Reggio, infatti, i Comuni hanno già tagliato le spese mentre quelle dell'amministrazione centrale sono aumentate. "Bisogna invertire la rotta. La giornata di oggi - ha concluso - è importante non per i sindaci ma per il Paese".
"Siamo noi, siamo noi, la risorsa dell'Italia siamo noi". E' il coro improvvisato dalle centinaia di sindaci che stanno attraversando Milano per raggiungere Palazzo Marino, sede dell'amministrazione comunale milanese. Su alcuni cartelli è rappresentato uno squalo, con la scritta 'Governo che mangia dei pesci piccoli' che rappresentano, per l'appunto, i Comuni. I sindaci hanno quindi intonato l'inno di Mameli.
PISAPIA, DA RITIRARE TAGLI PER ENTI COMUNALI - Per il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, la manovra finanziaria "per quanto riguarda i tagli agli enti comunali, deve essere completamente ritirata". Il sindaco di Milano lo ha detto al suo arrivo alla manifestazione dei sindaci contro la manovra finanziaria. Una manifestazione che Pisapia ha definito "di protesta ma anche di proposta e, soprattutto, che dimostra il senso di responsabilità degli enti locali che sono i soggetti istituzionali più vicini ai cittadini e che possono dare le risposte di cui i cittadini hanno bisogno". Pisapia ha definito i tagli ai Comuni "l'ultima goccia di un vaso che ormai ha strabordato". "Non è più possibile per gli enti comunali accettare ulteriori tagli e, soprattutto, in questo modo e con questo metodo: cioé, senza essere consultati o dopo essere stati consultati, ma senza tenere conto di indicazioni precise, di proposte alternative che sono venute finora da parte dei Comuni" ha concluso.
FASSINO, TANTI SINDACI DIMOSTRANO ERRORE TAGLI - Il fatto che a Milano "siano accorsi tanti sindaci dimostra che i tagli sono sbagliati. La protesta è corale": così ha detto il primo cittadino di Torino, Piero Fassino, che partecipa alla manifestazione milanese dei sindaci appena partiti dal grattacielo Pirelli in corteo verso piazza della Scala. "I sindaci sono sempre in mezzo alla gente - ha detto Fassino", aggiungendo che ora si aspetta di sapere "in concreto" le modifiche alla manovra che presenterà al Governo. La mobilitazione dei sindaci, scesi oggi in piazza a Milano contro la manovra economica, continuerà. "La mobilitazione continuerà - ha detto il sindaco di Torino, Piero Fassino, parlando da un palco in piazza della Scala - finché non avremo risposte chiare sul ruolo che gli enti locali saranno chiamati ad avere in futuro". Il suo è un messaggio ai vertici del governo riuniti oggi ad Arcore per studiare modifiche alla manovra. Una manovra che Fassino definisce "iniqua". Il momento è difficile ma gli sforzi vanno fatti "con equità". "Da 10 anni - ha sottolineato - ogni manovra ha caricato in primo luogo gli enti locali e ora siamo ad un limite sotto cui sono in discussione i servizi. Qui è in gioco quello che accade a milioni di famiglie".
ALEMANNO, O CAMBIA O DISABILI DAVANTI A P.CHIGI - "Se i tagli non vanno via, dovremo portare i disabili e le persone delle mense della Caritas davanti a Palazzo Chigi": lo ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che partecipa in prima fila al corteo dei sindaci organizzato a Milano contro la manovra economica. Alemanno ha affermato che se le cose restano come ora i tagli saranno "devastanti", con 270 milioni in meno per Roma l'anno prossimo, tagli che riguardano "servizi essenziali ai cittadini, la mobilità, i servizi sociali".
Ansa 29 agosto 2011
lunedì 22 agosto 2011
In difesa dei piccoli comuni
Le fasce tricolori, i gonfaloni sorretti dai vigili, i cartelli listati a lutto, gli striscioni, il microfono da cui gridare il proprio «no», l’Inno di Mameli cantato a squarciagola e senza banda: così, da Torino, è partita la protesta dei sindaci dei piccoli Comuni, quelli che si vedono minacciati dalla manovra varata dal Governo a Ferragosto. Al presidio, in una piazza Castello resa torrida dal sole, si sono presentati in cinquecento.
Oltre ai «piccoli sindaci», spartanamente abbigliati con polo o in camicia a quadrettoni, c’erano anche i primi cittadini di Comuni che, pur non essendo a «rischio di estinzione», hanno voluto portare la loro solidarietà; e poi c’erano i Presidenti di Provincia (il torinese Antonio Saitta e il vercellese Carlo Riva Vercellotti), i parlamentari, gli assessori della giunta regionale guidata dal leghista Roberto Cota, il quale, ricevendo una delegazione di manifestanti, ha promesso un aiuto. «Farò di tutto - ha detto - perché in Parlamento questa parte della manovra venga migliorata».
Non è un caso che la mobilitazione - promossa da Anci, Ancpi, Uncem e Lega delle Autonomie - sia partita da Torino: il Piemonte ha 1.206 Comuni e quasi la metà (597) non raggiungono la soglia dei mille abitanti, sotto la quale debbono accorparsi e cancellare giunte e consigli. «Questo provvedimento - ha detto Lido Riba, dell’Uncem - è l’8 settembre della nostra regione». Il risparmio, infatti, ammonterebbe circa a 10.000 euro all’anno per ogni municipio: «Per questo – sostengono gli amministratori – è necessaria un’operazione di convergenza di tutte le associazioni contro una manovra demagogica, che butta solo polvere negli occhi della gente».
E il Piemonte sarà in prima linea quando la protesta assumerà contorni nazionali: i prossimi appuntamenti sono a Roma il 26 agosto e a Milano il 29. «Sto già allestendo il pullman per chi vuole partecipare», tuona dal palco Franca Biglio, sindaco di Marsaglia (Cuneo) e presidente dell’Ancpi piemontese. «Dicono che tutti devono fare la loro parte, ma - aggiunge - noi la stiamo già facendo da un pezzo. Dicono che vogliono tagliare 22 mila poltrone, ma si tratta di 44 mila braccia che, a costo zero, tengono letteralmente in piedi l’Italia: è la manovalanza volontaria della pubblica amministrazione. Sapete quanto risparmiano con questo provvedimento? Cinque milioni. Il costo di dodici deputati».
In Piemonte, a rischio, sono soprattutto le borgate di montagna, «dove - spiega Nilo Durbiano, sindaco di Venaus (Torino) - siamo l’unico presidio dello Stato, quello che vigila e tutela il territorio». In certe vallate - osservano i tanti che si alternano sul palco - il provvedimento non si può nemmeno applicare: anche accorpando tutte le frazioni e tutti i Comuni non si arriva agli abitanti necessari per creare la nuova municipalità.
Argomenti spiegati ai vertici della Prefettura nel corso di un incontro al quale ha partecipato Elena Maccanti, assessore regionale agli enti locali. Dalla Prefettura partirà un telegramma al Governo che riassumerà le ragioni dei «piccoli sindaci».
L’appoggio del mondo politico regionale è gradito ai sindaci, anche se qualcuno, come Durbiano, non nasconde le perplessità. «C’è un governo di un certo colore che propone, e un Parlamento che vota: chi è sceso in piazza con noi non dovrebbe votare a favore». «E i parlamentari - aggiunge Umberto D’Ottavio, della Lega delle Autonomie - ricordino che prima o poi, nel 2013 se non prima, ci saranno le elezioni».
La Stampa Web 22 agosto 2011
Oltre ai «piccoli sindaci», spartanamente abbigliati con polo o in camicia a quadrettoni, c’erano anche i primi cittadini di Comuni che, pur non essendo a «rischio di estinzione», hanno voluto portare la loro solidarietà; e poi c’erano i Presidenti di Provincia (il torinese Antonio Saitta e il vercellese Carlo Riva Vercellotti), i parlamentari, gli assessori della giunta regionale guidata dal leghista Roberto Cota, il quale, ricevendo una delegazione di manifestanti, ha promesso un aiuto. «Farò di tutto - ha detto - perché in Parlamento questa parte della manovra venga migliorata».
Non è un caso che la mobilitazione - promossa da Anci, Ancpi, Uncem e Lega delle Autonomie - sia partita da Torino: il Piemonte ha 1.206 Comuni e quasi la metà (597) non raggiungono la soglia dei mille abitanti, sotto la quale debbono accorparsi e cancellare giunte e consigli. «Questo provvedimento - ha detto Lido Riba, dell’Uncem - è l’8 settembre della nostra regione». Il risparmio, infatti, ammonterebbe circa a 10.000 euro all’anno per ogni municipio: «Per questo – sostengono gli amministratori – è necessaria un’operazione di convergenza di tutte le associazioni contro una manovra demagogica, che butta solo polvere negli occhi della gente».
E il Piemonte sarà in prima linea quando la protesta assumerà contorni nazionali: i prossimi appuntamenti sono a Roma il 26 agosto e a Milano il 29. «Sto già allestendo il pullman per chi vuole partecipare», tuona dal palco Franca Biglio, sindaco di Marsaglia (Cuneo) e presidente dell’Ancpi piemontese. «Dicono che tutti devono fare la loro parte, ma - aggiunge - noi la stiamo già facendo da un pezzo. Dicono che vogliono tagliare 22 mila poltrone, ma si tratta di 44 mila braccia che, a costo zero, tengono letteralmente in piedi l’Italia: è la manovalanza volontaria della pubblica amministrazione. Sapete quanto risparmiano con questo provvedimento? Cinque milioni. Il costo di dodici deputati».
In Piemonte, a rischio, sono soprattutto le borgate di montagna, «dove - spiega Nilo Durbiano, sindaco di Venaus (Torino) - siamo l’unico presidio dello Stato, quello che vigila e tutela il territorio». In certe vallate - osservano i tanti che si alternano sul palco - il provvedimento non si può nemmeno applicare: anche accorpando tutte le frazioni e tutti i Comuni non si arriva agli abitanti necessari per creare la nuova municipalità.
Argomenti spiegati ai vertici della Prefettura nel corso di un incontro al quale ha partecipato Elena Maccanti, assessore regionale agli enti locali. Dalla Prefettura partirà un telegramma al Governo che riassumerà le ragioni dei «piccoli sindaci».
L’appoggio del mondo politico regionale è gradito ai sindaci, anche se qualcuno, come Durbiano, non nasconde le perplessità. «C’è un governo di un certo colore che propone, e un Parlamento che vota: chi è sceso in piazza con noi non dovrebbe votare a favore». «E i parlamentari - aggiunge Umberto D’Ottavio, della Lega delle Autonomie - ricordino che prima o poi, nel 2013 se non prima, ci saranno le elezioni».
La Stampa Web 22 agosto 2011
martedì 15 febbraio 2011
Legautonomie: "Faremo proposta a altre associazioni per campagna nazionale per riforma Parlamento"
Ribadiamo il nostro no molto fermo al federalismo municipale proposto dal governo e chiediamo un percorso di condivisione con autonomie locali e regioni. Dopo l'azzardo di un decreto incostituzionale si deve ripartire col piede giusto.
Le autonomie locali e le regioni devono alzare il tiro. Serve la camera delle regioni e delle autonomie locali, altrimenti il federalismo non è credibile. Dunque sono gli amministratori locali che devono promuovere la riforma del Parlamento, col superamento del bicameralismo paritario.
Legautonomie farà una proposta alle altre associazioni e a forze e personalità rappresentative. Per una campagna nazionale e una petizione sul web, anche utilizzando i social newtwork”.
Lo ha dichiarato Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, durante il Consiglio federale dell’associazione che si è svolto lunedì 14 febbraio a Roma a Palazzo San Macuto, al quale sono intervenuti, tra gli altri, il senatore Franco Bruno (Alleanza per l’Italia), Salvatore Cherchi (Anci), Enrico Borghi (Uncem), l’on. Antonio Misiani (Copaff), l’on. Oriano Giovanelli.
"Una sola camera che fa le leggi e dà la fiducia a i governi, con il dimezzamento dei parlamentari eletti. Una camera dei rappresentanti delle autonomie che gestisce l'ordinamento federale e i rapporti con le regioni e gli enti locali. E' una riforma che i cittadini apprezzano, perché ridurrebbe i tempi di approvazione delle leggi, diminuirebbe i costi e darebbe maggiori garanzie di autogoverno e responsabilità alle comunità locali. Serve il coraggio di una grande riforma, che può avere una spinta dal basso molto potente di cui gli amministratori locali devono farsi promotori ed interpreti".
Le autonomie locali e le regioni devono alzare il tiro. Serve la camera delle regioni e delle autonomie locali, altrimenti il federalismo non è credibile. Dunque sono gli amministratori locali che devono promuovere la riforma del Parlamento, col superamento del bicameralismo paritario.
Legautonomie farà una proposta alle altre associazioni e a forze e personalità rappresentative. Per una campagna nazionale e una petizione sul web, anche utilizzando i social newtwork”.
Lo ha dichiarato Marco Filippeschi, presidente nazionale di Legautonomie e sindaco di Pisa, durante il Consiglio federale dell’associazione che si è svolto lunedì 14 febbraio a Roma a Palazzo San Macuto, al quale sono intervenuti, tra gli altri, il senatore Franco Bruno (Alleanza per l’Italia), Salvatore Cherchi (Anci), Enrico Borghi (Uncem), l’on. Antonio Misiani (Copaff), l’on. Oriano Giovanelli.
"Una sola camera che fa le leggi e dà la fiducia a i governi, con il dimezzamento dei parlamentari eletti. Una camera dei rappresentanti delle autonomie che gestisce l'ordinamento federale e i rapporti con le regioni e gli enti locali. E' una riforma che i cittadini apprezzano, perché ridurrebbe i tempi di approvazione delle leggi, diminuirebbe i costi e darebbe maggiori garanzie di autogoverno e responsabilità alle comunità locali. Serve il coraggio di una grande riforma, che può avere una spinta dal basso molto potente di cui gli amministratori locali devono farsi promotori ed interpreti".
giovedì 27 maggio 2010
il Premio Nobel per la Pace 2010 all’Internet
Legautonomie aderisce alla campagna “Internet For Peace”, lanciata dalla rivista mensile Wired, per il Premio Nobel per la Pace 2010 all’Internet. Marco Filippeschi, presidente di Legautonomie e sindaco di Pisa, invita gli enti locali ad aderire alla campagna con iniziative di informazione e promozione.
“Si tratta di un'iniziativa importante per la Rete, una novità assoluta, perchè sposta il ragionamento sul valore di Internet, ad un livello superiore: Internet è un diritto fondamentale dell'uomo e non va ormai più visto solo come un semplice strumento. E' auspicio di ogni paese diffondere lo strumento internet su tutto il proprio territorio, e un diritto di ogni cittadino avere la possibilità di accedere a questo infinito patrimonio di conoscenza e di scambio tra i popoli e le comunità”, commenta Filippeschi.
Per aderire: segreteria@legautonomie.it ; ufficiostampa@legautonomie.it
Legautonomie darà visibilità sul sito web www.legautonomie.it a tutte
“Si tratta di un'iniziativa importante per la Rete, una novità assoluta, perchè sposta il ragionamento sul valore di Internet, ad un livello superiore: Internet è un diritto fondamentale dell'uomo e non va ormai più visto solo come un semplice strumento. E' auspicio di ogni paese diffondere lo strumento internet su tutto il proprio territorio, e un diritto di ogni cittadino avere la possibilità di accedere a questo infinito patrimonio di conoscenza e di scambio tra i popoli e le comunità”, commenta Filippeschi.
Per aderire: segreteria@legautonomie.it ; ufficiostampa@legautonomie.it
Legautonomie darà visibilità sul sito web www.legautonomie.it a tutte
venerdì 15 gennaio 2010
D'Ottavio riconfermato presidente di Legautonomie Piemonte
L’ASSESSORE PROVINCIALE D’OTTAVIO RICONFERMATO PRESIDENTE DELLA LEGAUTONOMIE PIEMONTE
Umberto D’Ottavio, assessore all’Istruzione della Provincia di Torino, è stato riconfermato alla presidenza regionale della Legautonomie Piemonte. La nomina è avvenuta oggi nel corso del Congresso regionale tenutosi al Centro del Restauro della Venaria Reale. Legautonomie è una associazione di Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane, Consorzi e ogni altra forma di articolazione degli Enti Locali che si pone come obiettivo la crescita del sistema delle Autonomie Locali, attraverso l'attuazione del federalismo solidale e attraverso la riorganizzazione e il rinnovamento dell’Amministrazione. “ Legautonomie – ha dichiarato D’Ottavio – intende impegnarsi per portare al centro del dibattito politico il ruolo dei territori e degli enti locali fornendo proposte e strategie utili al futuro del paese. In questo contesto è fondamentale dare voce al sempre più diffuso senso di impotenza espresso dagli amministratori locali, spesso sfiduciati e rassegnati all’impossibilità di cambiamento.”
Umberto D’Ottavio, assessore all’Istruzione della Provincia di Torino, è stato riconfermato alla presidenza regionale della Legautonomie Piemonte. La nomina è avvenuta oggi nel corso del Congresso regionale tenutosi al Centro del Restauro della Venaria Reale. Legautonomie è una associazione di Comuni, Province, Regioni, Comunità Montane, Consorzi e ogni altra forma di articolazione degli Enti Locali che si pone come obiettivo la crescita del sistema delle Autonomie Locali, attraverso l'attuazione del federalismo solidale e attraverso la riorganizzazione e il rinnovamento dell’Amministrazione. “ Legautonomie – ha dichiarato D’Ottavio – intende impegnarsi per portare al centro del dibattito politico il ruolo dei territori e degli enti locali fornendo proposte e strategie utili al futuro del paese. In questo contesto è fondamentale dare voce al sempre più diffuso senso di impotenza espresso dagli amministratori locali, spesso sfiduciati e rassegnati all’impossibilità di cambiamento.”
domenica 10 gennaio 2010
Congresso Regionale di Legautonomie Piemonte
Congresso Regionale
di Legautonomie Piemonte
GOVERNARE AL TEMPO DELLA CRISI
Istituzioni e Comunità locali insieme
per sostenere i cittadini e rilanciare il Sistema Piemonte
Venerdì 15 gennaio 2010 dalle ore 9,00 alle ore 13,30
presso il Centro del Restauro della Venaria Reale”,
Piazza della Repubblica, Venaria Reale
Ore 9,00 registrazione dei partecipanti – caffè di benvenuto
Ore 9,30 inizio lavori
Presiede e coordina
Marita Peroglio Segretario regionale Legautonomie Piemonte
Relazione di apertura
Umberto D’Ottavio Presidente Legautonomie Piemonte
Saluti delle Autorità e delle altre Associazioni delle Autonomie locali.
Interventi e dibattito
Ore 12,30 adempimenti congressuali
Ore 13,00 chiusura dei lavori
Saranno presenti, tra gli altri:
Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte,
Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino
Sergio Deorsola, Assessore agli Enti Locali della Regione Piemonte
Sindaci e Amministratori,
Le Associazioni delle Autonomie locali,
Rappresentanze della Comunità piemontese.
di Legautonomie Piemonte
GOVERNARE AL TEMPO DELLA CRISI
Istituzioni e Comunità locali insieme
per sostenere i cittadini e rilanciare il Sistema Piemonte
Venerdì 15 gennaio 2010 dalle ore 9,00 alle ore 13,30
presso il Centro del Restauro della Venaria Reale”,
Piazza della Repubblica, Venaria Reale
Ore 9,00 registrazione dei partecipanti – caffè di benvenuto
Ore 9,30 inizio lavori
Presiede e coordina
Marita Peroglio Segretario regionale Legautonomie Piemonte
Relazione di apertura
Umberto D’Ottavio Presidente Legautonomie Piemonte
Saluti delle Autorità e delle altre Associazioni delle Autonomie locali.
Interventi e dibattito
Ore 12,30 adempimenti congressuali
Ore 13,00 chiusura dei lavori
Saranno presenti, tra gli altri:
Mercedes Bresso, Presidente della Regione Piemonte,
Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino
Sergio Deorsola, Assessore agli Enti Locali della Regione Piemonte
Sindaci e Amministratori,
Le Associazioni delle Autonomie locali,
Rappresentanze della Comunità piemontese.
giovedì 10 dicembre 2009
manifestazione dei sindaci sulla finanziaria
Roma, 10 dicembre. "Dopo la grande e bipartisan manifestazione di stamane, che ha visto in piazza sindaci e amministratori da tutta Italia, occorre un segnale di reale ascolto del disagio mostrato dai rappresentanti democratici delle istituzioni locali. Cosi', mentre rilanciamo un invito al governo a riflettere sulle conseguenze di provvedimenti improvvidi e gravidi di conseguenze, rinnoviamo il nostro appello al presidente della Camera affinche' vengano stralciate le parti ordinamentali dalla manovra finanziaria. Ormai e' chiaro che il taglio del fondo ordinario agli enti locali non c'entra nulla con i costi della politica: si provveda pertanto a riportare il dibattito sui giusti binari, e ci attendiamo che il presidente Fini eserciti la sua azione di garanzia gia' sviluppata sin qui in altri frangenti".
Così la Confederazione Legautonomie-Uncem - attraverso la voce dei suoi Presidenti Enrico Borghi e Oriano Giovanelli - dopo la manifestazione di questa mattina a Montecitorio contro la manovra Finanziaria e all'indomani del convegno romano organizzato sempre dalla Confederazione Legautonomie-Uncem sul Ddl Calderoli che ha denunciato i costi del centralismo e i rischi del consociativismo.
Così la Confederazione Legautonomie-Uncem - attraverso la voce dei suoi Presidenti Enrico Borghi e Oriano Giovanelli - dopo la manifestazione di questa mattina a Montecitorio contro la manovra Finanziaria e all'indomani del convegno romano organizzato sempre dalla Confederazione Legautonomie-Uncem sul Ddl Calderoli che ha denunciato i costi del centralismo e i rischi del consociativismo.
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