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martedì 28 febbraio 2012

Lettera di Saitta e Barducci agli amministratori pd delle province

Ai 43 Presidenti PD delle Province
Ai 19 Vicepresidenti PD delle Province
Ai 26 Presidenti PD dei Consigli provinciali
Ai 174 Assesssori provinciali PD
Agli 813 Consiglieri Provinciali PD
p.c. Pierluigi Bersani, Enrico Letta,
Rosy Bindi, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro
p.c. ai Deputati e Senatori PD
delle Commissioni affari cosituzionali


Carissimi,
ci siamo fatti carico di un’operazione verità sulle Province relativamente a funzioni e costi e di richiedere con forza una riforma complessiva degli assetti istituzionali nel nostro Paese.
Un’azione coerente con la posizione assunta dal nostro partito con la presentazione della proposta di legge costituzionale del 21 giugno 2011 a firma Bersani-Franceschini-Bressa e altri che in sintesi prevede l’istituzione delle città metropolitane, la contrarietrà all’istituzione delle nuove Province e
la riduzione del numero di Province esistenti. Questa pdl nasceva dall’assunto che il PD “ non è stato mai per l’abolizione dell’istituzione Provincia, poiché, ad esempio, le questioni relative ai trasporti, all’assetto idrogeologico, agli aspetti ambientali e alle strade costituiscono una dimensione non più gestibile dal singolo comune e che non dovrebbe essere gestita dalle regioni: in quest’ottica cancellare con un colpo di bacchetta magica le province ci consegnerebbe una
dimensione di confusione totale che sarebbe esattamente l’opposto di quello che i cittadini chiedono, ossia responsabilità, correttezza e trasparenza nell’amministrazione dei propri interessi.
Il PD è, quindi, per la ridefinizione delle province anche all’interno della Costituzione”(pag. 2 della relazione).
Dobbiamo purtroppo constatare come questa posizione sia stata abbandonata perché i gruppi parlamentari del PD di fatto hanno votato, con l’approvazione del decreto “salva Italia”, l’abolizione della Provincia che non avrà più funzioni amministrative dal 1 gennaio 2013 calpestando in modo palese la Costituzione (si veda l’intervento del prof. Onida su Il Sole 24 Ore del 20 gennaio scorso) .
Evidentemente abbiamo protestato verso i nostri dirigenti nazionali perché i nostri gruppi parlamentari hanno contribuito ad alimentare (insieme al prof. Monti) la falsità che abolendo le Province si risparmierebbero 12 miliardi di euro: come ormai abbiamo dimostrato - anche attraverso un autorevole studio dell’Università Bocconi - questa è la spesa che le Province sostengono per
svolgere le proprie competenze, spesa che aumenterebbe trasferendole a Regioni e Comuni.
Ci è stato promesso che in qualche provvedimento legislativo si sarebbe rivista la decisione assunta.
Di fatto i comportamenti sono stati di segno diverso:
· il nostro partito nell’apposita Commissione parlamentare è stato compatto nel sostenere che le
amministrazioni provinciali che andranno al voto in primavera devono essere commissariate
anziché prorogate di un anno come se fossero amministrazione mafiose o in bancarotta. Hanno
prorogato enti di nominati che avrebbero dovuto essere eliminati qualche anno fa (esempio Ato
acqua e rifiuti) e commissariato istituzioni garantite dalla Costituzione;
· a differenza di alcune Regioni guidate dal centrodestra, nessuna di quelle guidate dal
centrosinistra ha impugnato alla Corte Costituzionale il decreto “salva Italia” per la parte sulle
Province;
· il nostro responsabile nazionale degli enti locali in occasione della mobilitazione dei Consigli
provinciali del 31 gennaio ha suggerito ai gruppi consiliari di non approvare l’ordine del giorno
dell’Upi (che abbiamo contribuito a redigere) sottolineando l’inopportunità di promuovere
ricorsi alla Corte Costituzionale (per fortuna è stata una grida manzoniana, perché tutti i
Consigli d’Italia l’hanno approvato).
Siamo ancora stupefatti e riteniamo grave non difendere la Costituzione sempre.
In ogni caso non ci siamo rassegnati.
Abbiamo costruito lavorando come presidenti del PD all’interno dell’UPI (in particolare con Nicola
Zingaretti, Fabio Melilli, Piero Lacorazza, Giovanni Florido e Beatrice Draghetti) una proposta di
legge che riducendo il numero delle Province, istituendo le città metropolitane, abolendo il numero
gli uffici periferici ed eliminando gran parte degli enti intermedi consente la riduzione reale della
spesa pubblica di 5 miliardi di euro (anziché di soli 65 milioni come prevede il decreto “salva
Italia”). L’abbiamo presentata alla stampa, poi ai gruppi parlamentari e al Governo.
Sicuramente è stata aperta una breccia. Lo abbiamo constatato nel seminario del PD che si è tenuto
a Roma martedì scorso. Nel documento presentato all’inizio dell’incontro anche se timidamente si
afferma che l’eliminazione delle Province non ha senso, che forse occorrerà cambiarne il nome, che
devono avere poche funzioni, che è giusto ridurre il numero degli uffici periferici dello Stato, ma è
fondamentale che gli organi non siano non più eletti a suffragio universale.
Tutti i presidenti di Provincia presenti hanno sostanzialmente contestato l’elezione di secondo grado
chiedendo che cosa ci sia di così grave in democrazia nell’essere eletti direttamente dal popolo.
Abbiamo motivato che il sistema elettorale di secondo grado di fatto equivale a indebolire le
Province e accentuare il neocentralismo regionale.
Abbiamo osservato che oggi i cittadini chiedono di poter scegliere i propri rappresentanti e non
accettano più che siano i partiti a nominarli.
Non c’è stato verso di far cambiare opinione al gruppo dirigente nazionale, anche se era in
minoranza: ha preferito fare propria la posizione di Astrid elaborata in modo determinante con il
contributo degli onorevoli Vitali, Lanzillotta e Bassanini.
Questa dunque la posizione del nostro partito.
Secondo noi occorre spiegare urgentemente al gruppo dirigente nazionale il grande errore che sta
compiendo se fa proprie non le opinioni di consiglieri, assessori o presidenti provinciali, ma quelle
di un piccolo gruppo che ha deciso di decidere per conto di tutti noi.
Dobbiamo e vogliamo coinvolgere i parlamentari dei singoli territori, gli organi provinciali e
regionali.
Sinceramente rammarica essere stati abbandonati dal nostro partito.
Stupisce che con queste decisioni, che rincorrono l’antipolitica, il PD stia colpevolizzando e
demotivando una parte importante della sua classe politica diffusa sul territorio nazionale che ha il
grande merito di essere stata eletta direttamente dal popolo e di essere presente nelle istituzioni.
Il PD non dovrebbe fidarsi un po’ più di noi?
Antonio Saitta e Andrea Barducci

mercoledì 7 dicembre 2011

Che cosa significa davvero abolire le Province

L’abolizione delle Province, se passerà la modifica costituzionale, è la vittoria del centralismo statale contro l’autonomia locale.

Questo è ,e non altro, il significato vero dell’abolizione delle Province. Non altro perché, lo capiscono tutti che l’eliminazione dell’ente non è accompagnato dalla scomparsa delle questioni di cui si occupa. Infatti, sarà necessario stabilire chi avrà l’incombenza della viabilità, dell’edilizia scolastica, dei trasporti, della pianificazione territoriale, dell’agricoltura, della pesca, dei rifiuti, dell’acqua e dell’aria, del turismo, della montagna, delle attività produttive, del lavoro, dei centri per l’impiego, della formazione professionale, delle infrastrutture e di altre questioni di cui si occupa la Provincia.

E’ la vittoria del centralismo statale e del ritorno in auge delle sue ramificazioni di origine napoleonica fatta di prefetture e provveditorati preposti all’attuazione di scelte ministeriali che con una circolare risolvono i problemi.

La nostra storia, quella unitaria, quella dei 150 anni è un continuo scontro tra la necessità di mantenere unito un Paese molto differente al suo interno e ricco di realtà locali piene di iniziative e proposte verso un ruolo forte delle autonomie loali.
In realtà la Costituzione repubblicana con la cancellazione del Regno d’Italia aveva fatto la scelta dello sviluppo dell’autonomia locale dando ai governi espressione della democrazia diffusa sul territorio un ruolo importante. La riforma del titolo V° della Costituzione ha sancito che la Repubblica Italiana è costituita “dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni”.

Di più non si poteva chiedere per le autonomie locali.

La scelta drastica, forse incostituzionale, del provvedimento del Governo sul futuro delle Province è sbagliata perché fuori dal contesto del percorso per l’attuazione del titolo V° della Costituzione e teso a rispondere ad un bisogno di riduzione dei costi della politica di cui non si capisce il criterio.

Però sono convinto che il tema riguarda non tanto Monti quanto i partiti (tutti). Infatti non ci sarà nessuna manifestazione di protesta delle Province, perché se la politica italiana non ritiene utile un ente di governo di area vasta si assumerà la responsabilità di aver avviato un processo di riduzione della democrazia diffusa di cui non è difficile immaginare gli esiti e che di sicuro non saranno limitati al livello provinciale.

Altro che “glocal” per pensare globalmente e agire localmente. Avanti con centralismo e prefetture!



Umberto D’Ottavio

Presidente di Legautonomie del Piemonte

martedì 6 dicembre 2011

Province: “Modifiche non cambiano il giudizio nettamente negativo”

Province, Castiglione “Modifiche non cambiano il giudizio nettamente negativo”
Ricorso alla Consulta contro norme incostituzionali

“La versione definitiva della norma della manovra finanziaria che riguarda le Province non sposta di una virgola la posizione e il giudizio nettamente negativo espresso dall’Upi in questi giorni. L’articolato deve essere stralciato dal decreto, perché le riforme istituzionali, per avere un effetto reale di riduzione della spesa pubblica, non possono essere improvvisate e devono essere condivise e complessive”.

Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Giuseppe Castiglione, al termine dei lavori dell’Assemblea Generale delle Province che si è chiusa oggi a Roma.

“E’ già ridicolo e umiliante – afferma Castiglione – che le norme che aboliscono le Province, istituzioni previste dalla Costituzione come parte fondante della Repubblica, vengano inserite nello stesso articolo in cui si parla di Autorità di Governo e Autorità indipendenti.
La relazione tecnica e il Parlamento chiariranno che gli effetti finanziari della norma in termini di risparmio sono pari a zero, e anzi, che si produrranno nuovi costi.

Come abbiamo annunciato oggi – conclude Castiglione – faremo ricorso alla Corte Costituzionale contro una norma che, come hanno confermato illustri costituzionalisti, incide con un decreto su una materia che gode di copertura costituzionale e lede l’autonomia organizzativa degli enti garantita dalla Costituzione, perché incide sugli statuti. Un intervento che certo non può essere fatto per decreto”.

Roma, 6 dicembre 2011

domenica 26 dicembre 2010

IL TRASPORTO PUBBLICO EXTRAURBANO AFFIDATO A EXTRA.TO

Oltre 31 milioni di euro all’anno per effettuare circa 21 milioni di chilometri: è questo l’ordine di cifre di cui si parla in materia di trasporto pubblico extraurbano su gomma in provincia di Torino. La concessione del servizio è stata firmata oggi, a Palazzo Cisterna, a conclusione di una gara d’appalto espletata in estate, che ha visto presentarsi un unico concorrente: Extra.to. In realtà Extra.to è un consorzio che vede raggruppate in associazione temporanea d’impresa le aziende che già effettuavano il servizio per la Provincia di Torino: G.T.T., Sadem, Cavourese Autostradale, Martoglio, Bellando Tours, Autoservizi Novarese, Autoservizi M. Canuto, Autoindustriale Vigo, Autoservizi Viaggi F.lli Munaro – Vi.Mu., Seren, V.I.T.A., Sapav, Seag, A.T.A.P., Autolinee Torinese Astigiane Vigo – A.T.A.V, Chiesa, S.T.A.A.V. – Caluso viaggi, Marletti autolinee, Bouchard Enzo & c., Autoservizi Menini, Viaggi Furno.

“Ma la novità di aver costituito un unico consorzio per la Provincia è importante” spiega l’assessore ai trasporti Piergiorgio Bertone “non solo perché ci porta a una notevole semplificazione amministrativa, ma soprattutto in termini di qualità e razionalizzazione del servizio: in questo modo infatti tutti i membri del consorzio potranno concorrere con tutto il personale e i mezzi a disposizione a garantire continuità delle prestazioni, superando i problemi legati alla piccola dimensione delle imprese e l’eccessiva frammentazione che ostacolano il raggiungimento di soddisfacenti livelli di sinergia e di efficienza economica”.

La gara d’appalto riguarda non solo il trasporto pubblico extraurbano su gomma della Provincia di Torino, delle Comunità montane Valli Lanzo, Ceronda e Casternone, Valle Susa e Valle Sangone, Valli Chisone e Germanasca, Pellice e Pinerolese Pedemontano, Val Chiusella Valle Sacra e Dora Baltea Canavesana, Alto Canavese, ma anche i servizi di trasporto pubblico dei Comuni di Pinerolo, Ivrea, Bardonecchia, Carmagnola e Giaveno, per i quali la Provincia di Torino si è fatta stazione appataltante, per una cifra di circa 3milioni e trecentomila euro per effettuare quasi 2 milioni di chilometri. Il servizio di trasporto pubblico extraurbano in questa nuova veste prenderà il via il primo gennaio e scadrà alla fine del 2016 ed è previsto che sia effettuato in misura prevalente con mezzi Euro 3 ed Euro 4, attrezzati per disabili, dotati di sistema di condizionamento dell’aria e dotati di impianto audiovisivo interno ed esterno al mezzo per l’avviso di prossimità di fermata.

Tutto il parco autobus circolante dovrà inoltre essere dotato di apparecchiature per la rilevazione satellitare: “La Provincia” spiega ancora l’assessore Bertone “monitora il servizio e la regolarità delle corse sia con proprio personale ‘viaggiante’ sia controllando a video, proprio grazie alla rilevazione satellitare”. Fra le novità previste dal contratto rientra anche Provibus, il servizio pubblico di trasporto a chiamata previsto in aree a domanda debole o in orari a domanda rarefatta o per utenza particolare.

“In più è stato previsto un particolare sistema di incentivazione della qualita” conclude Bertone “una quota pari al 6% dell’importo complessivo annuo calcolato a consuntivo sarà corrisposto in proporzione al grado di raggiungimento degli obiettivi di qualità, come la manutenzione dei mezzi, la classe di omologazione, la pulizia, la regolarità e puntualità del servizio, la qualità del lavoro (saldo occupazionale, variazione della componente salariale, condizioni di lavoro e clima aziendale), l’incremento della domanda e il miglioramento della qualità del servizio.

domenica 5 dicembre 2010

Nascerà a Torino il Laboratorio della curiosità

"XKé, il Laboratorio della curiosità", un progetto didattico rivolto ai bambini delle scuole elementari ed ai ragazzi delle medie. Decollerà nell’autunno del prossimo anno e avrà sede nei locali che ospitano alcuni uffici della Provincia, in via Gaudenzio Ferrari 1, all’ombra della Mole Antonelliana.

L’iniziativa è stata presentata venerdi 3 dicembre a Palazzo Cisterna dal presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta, dall’assessore provinciale all’Istruzione Umberto D’Ottavio, dalla presidente della Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo Anna Maria Poggi, dagli assessori del Comune di Torino Mario Viano e Giuseppe Borgogno. Era presente il coordinatore scientifico del progetto Piero Bianucci.
Il Laboratorio della Curiosità, come hanno spiegato il presidente Saitta e l’assessore D’Ottavio, è frutto della collaborazione tra la Fondazione per la Scuola, la Provincia e il Comune di Torino, ed è la concretizzazione dell’impegno per la crescita e la diffusione della cultura scientifica.
Importante anche la scelta della sede, unica e accessibile, da venticinque anni il punto di riferimento per il mondo della scuola, grazie alle attività gestite dal Ce.Se.Di, il Centro Servizi Didattici della Provincia.

Le attività del laboratorio avranno una ricaduta diretta sulla didattica e contribuiranno a rendere efficace l’insegnamento delle scienze.
Nello stesso complesso trovano posto le aule e i laboratori dell’Istituto Tecnico Avogadro, con una grande tradizione alle spalle, recentemente riconosciuto tra i più prestigiosi d’Italia.

Il Laboratorio delle curiosità sarà dunque il centro di iniziative didattiche a livello scientifico per ragazzi di età compresa tra i 5 e gli 11 anni, con esperienze che partiranno dal coinvolgimento dei cinque sensi e diverse sezioni dedicate alle misure, alla matematica, all’informatica. Non verranno dimenticate le radici della cultura scientifica del nostro territorio. L'idea, in pratica, è quella di suscitare nei bambini stupore e curiosità per i fenomeni scientifici attraverso il gioco e la scoperta, in maniera creativa.
L’obiettivo è quindi di realizzare a Torino il primo science center europeo diffuso sul territorio, che promuova il coordinamento delle strutture per la diffusione della scienza già esistenti in città: il Museo Regionale di Scienze Naturali, il Planetario Infini.To, A come Ambiente, Museo dell’Uomo, l’Orto botanico, il Museo del Cinema, Thales-Alenia.
Un percorso per favorire l’innovazione della didattica delle scienze attraverso la formazione dei docenti.

In via Gaudenzio Ferrari l’allestimento si svilupperà su uno spazio di 1500 metri quadrati con alcune stanze per esperimenti dedicati alla percezione sensoriale, una sezione per gli esperimenti sulle unità di misura fondamentali, una sezione dedicata ai maggiori scienziati piemontesi, da Lagrange a Sobrero, da Galileo Ferraris ad Avogadro fino a Levi Montalcini.

giovedì 2 dicembre 2010

PROGETTO "RI-SCARPA" PER IL RICICLO DELLE SCARPE USATE

"RI-SCARPA” PER IL RICICLO DELLE SCARPE USATE
Le scarpe usate non si butteranno più tra i rifiuti indifferenziati per finire in discarica. Grazie al progetto “Ri-scarpa” sarà possibile raccogliere le vecchie calzature in appositi contenitori, riutilizzarle o impiegare il materiale di cui sono composte per vari usi quali pavimentazioni insonorizzate di palestre o sale riunioni, piste di atletica, giocattoli. La novità è che alla raccolta provvederanno i ragazzi e le scuole, che ospiteranno i contenitori: hanno aderito numerosi istituti superiori, elementari e medie. Il progetto - ideato dalla Cooperativa Sociale “Lavoro e Solidarietà”- si avvale della collaborazione di Provincia di Torino, Comune di Torino, Ufficio Scolastico Regionale, Amiat e del sostegno della Compagnia di San Paolo. L’iniziativa è stata presentata oggi presso l’Ipia Plana – una delle scuole che ospita i contenitori - alla presenza del presidente della cooperativa sociale “Lavoro e solidarietà”, Bruno Ardito, dell’assessore all’Istruzione della Provincia di Torino, Umberto D’Ottavio, del responsabile Comunicazione di Amiat, Roberto Bergandi e del dirigente scolastico dell’Ipia Plana Franco Francavilla. Dopo i ringraziamenti del dirigente scolastico Francavilla ha preso la parola l’assessore D’Ottavio: “Com'è noto il problema dei rifiuti è grave – ha esordito rivolgendosi agli studenti del Plana presenti all’incontro -. Dobbiamo imparare sempre più a ridurre e a differenziare. La Provincia ha volentieri aderito alla proposta della Cooperativa “Lavoro e solidarietà” per contribuire a diminuire, anche se in misura minore, il volume della spazzatura in discarica educando voi ragazzi alla raccolta differenziata e alla tutela dell’ambiente. Per il momento l’iniziativa è limitata a Torino, ma pensiamo di estenderla perché abbiamo ricevute molte richieste”. “Le finalità di ‘Ri-scarpa’ - ha spiegato il presidente della cooperativa Ardito - sono educative- ambientali. Ma sono anche occupazionali-sociali perché il progetto prevede l’impiego di personale per il trasporto, la raccolta , la selezione e l’igienizzazione del materiale; personale che può essere scelto anche tra cittadini svantaggiati e socialmente deboli. In sostanza con “Ri-scarpa” si forma la coscienza ambientale delle giovani generazioni e si crea occupazione. “ Il responsabile della Comunicazione Roberto Bergandi ha sottolineato che l’adesione dell’Amiat al progetto rientra nell’attività educativa che l’azienda sta portando avanti nelle scuole per la riduzione dei rifiuti alla fonte; ha poi invitato gli studenti a sensibilizzare le famiglie e deporre le scarpe nel contenitore.

mercoledì 10 novembre 2010

APPROVATO IN GIUNTA IL BILANCIO DI PREVISIONE 2011: MINORI ENTRATE, MA AUMENTANO I FONDI PER LE SCUOLE

Pareggia su 520 milioni di euro il Bilancio di previsione per il 2011 approvato questa mattina dalla Giunta di Palazzo Cisterna su proposta dell’Assessore al Bilancio, Marco D’Acri, che lo trasmette ora al Consiglio Provinciale per avviarne l’esame.

Dalle cifre si evidenzia un netto calo delle entrate tributarie della Provincia, oltre 10 milioni in meno rispetto al 2008, segno della grave crisi economica e della congiuntura negativa del mercato dell’auto: “le nostre entrate infatti – commenta l’Assessore D’Acri - dipendono dall’addizionale dell’energia elettrica pagata dalle aziende e dall’imposta di trascrizione delle automobili. Una situazione alla quale abbiamo fatto fronte con il dimezzamento delle spese discrezionali degli assessorati, che il prossimo anno scenderanno da 10 a 5 milioni di euro”.

“Voglio sottolineare come nonostante la situazione difficile – aggiunge il Presidente Saitta – la Provincia di Torino conferma per il prossimo anno gli impegni straordinari sull’edilizia scolastica per la quale investiremo oltre 24 milioni di euro, addirittura un aumento rispetto all’anno in corso”.

mercoledì 29 settembre 2010

Presentato il catalogo del CESEDI per la scuola

Presentato il catalogo del CESEDI per la scuola

Anche quest’anno il Cesedi (Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino) offre a insegnanti e alunni delle scuole superiori la possibilità di approfondire temi importanti e di sperimentare attività di integrazione didattica mettendo disposizione un ricco catalogo presentato stamani dall’assessore all’istruzione Umberto D’Ottavio. “ La novità di questa edizione – spiega l’assessore D’Ottavio - è la particolare attenzione dedicata alle celebrazioni del 150° dell’Unità d’Italia con numerose proposte rivolte al mondo dell’educazione e dell’istruzione, ricordando il ruolo che proprio la scuola ha svolto nel processo di formazione della Nazione e nel “fare gli italiani”. Proseguono le iniziative a favore del rafforzamento degli interessi e dei saperi scientifici, fondamentali anche per lo sviluppo economico, e sono intensificate le possibilità di formazione e aggiornamento dei docenti delle istituzioni scolastiche e formative”. L’impegno del Cesedi per i 150 anni dell’Unità d’Italia prevede, in primo luogo, un sostegno economico con l’erogazione di vouchers e biglietti ridotti agli studenti per garantire, da marzo a novembre 2011, l’accesso all’offerta formativa, in particolare ai tre principali eventi programmati alle Officine Grandi Riparazioni di Torino: la mostra “Fare gli Italiani”; Futuro, un percorso sull’evoluzione del nostro modo di essere; Spazio Scuole, area dedicata ad accogliere le istituzioni scolastiche e formative da tutta Italia e le esperienze più significative in ambito di istruzione e formazione. Altre attività e percorsi didattici sul Risorgimento vengono proposte in collaborazione con enti e associazioni; alcuni titoli: l’Unità e le differenze: l’Italia e le identità degli italiani; 150° di memoria – Alla ricerca delle memorie degli anziani; passeggiate letterarie nella Torino risorgimentale; “Giovani To Cultura”; le mafie al Nord. In catalogo le consuete offerte che consentono ad alunni e insegnanti di approfondire temi rilevanti quali cittadinanza e democrazia; scienza e territorio con sezioni dedicate all’energie alternative e agli ecomusei della Provincia di Torino; uso del linguaggio; educazione alla cooperazione; parità, diritti e convivenza. Non mancano i numerosi corsi di formazione per i docenti, gli appuntamenti che prevedono tra l’altro approcci con la matematica e le materie scientifiche, i laboratori nei musei e altro ancora consultabile sul catalogo anche on line alla pagina www.provincia.torino.it/istruzione/cesedi. La presentazione delle proposte 2010-2011 è, per il Centro Servizi didattici, un importante traguardo che segna i 25 anni di attività. “Festeggiare i 25 anni del Cesedi - commenta l’assessore D’Ottavio - per noi significa festeggiare la scuola, rispettare il diritto di tutti a imparare di più e meglio; significa festeggiare con la scuola e per la scuola le mille iniziative di questi anni e i docenti che hanno svolto con pienezza la propria professione”.

lunedì 20 settembre 2010

“ABBIAMO GIA’ MANDATO UNA DIFFIDA A PUNTO AMBIENTE”

“L’attività di controllo sull’impianto Punto Ambiente è stata avviata dalla Provincia di Torino a partire dal 27 aprile scorso ed è proseguita, su delega dell’autorità giudiziaria, fino al 31 agosto”. L’assessore all’Ambiente della Provincia di Torino Roberto Ronco interviene sulla vicenda dell’impianto di compostaggio di Druento. “Nel corso delle attività di verifica” prosegue Ronco, “condotte in stretto rapporto con Ato Rifiuti, sono stati compiuti numerosi sopralluoghi, anche insieme al personale dell’Arpa, per effettuare campionamenti e rilievi analitici. Sono emerse difformità rispetto alle prescrizioni impartite con l’Autorizzazione integrata ambientale, particolarmente rilevanti ai fini del contenimento degli odori. La relazione tecnica dell’Arpa, diffusa il 27 agosto e presentata in conferenza stampa il 14 settembre, è alla base dei provvedimenti già assunti dalla Provincia, che fino dal 7 settembre ha adottato un provvedimento di diffida con cui dispone che il gestore dell’impianto provveda ad attuare entro 30 giorni interventi strutturali e gestionali, come la chiusura del capannone adibito alla maturazione e allo stoccaggio del compost e il ripristino della piena funzionalità dei biofiltri. Qualora Punto Ambiente non esegua tali interventi, riducendo in modo significativo la causa delle emissioni, la Provincia sospenderà l’autorizzazione, con conseguente chiusura dell’impianto, riservandosi di revocarla se non saranno risolti i problemi”.

lunedì 5 luglio 2010

Ricorso della Provincia di Torino contro gli aumenti dei pedaggi in tangenziale

La Provincia di Torino ricorre al Tar del Lazio contro il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che individua i caselli di Bruere, Falchera e Settimo sui quali Anas può far applicare da Ativa fin da giovedì 1 luglio l’aumento del pedaggio di 20 centesimi.
"Mercoledi 30 giugno - spiega il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta - presenteremo un ricorso urgente al Tar del Lazio chiedendo la sospensiva immediata di un provvedimento a firma Berlusconi che appare discriminatorio dei confronti dei cittadini residenti nella parte nord ovest del territorio provinciale: da giovedì, per andare a lavorare ogni giorno migliaia e migliaia di automobilisti colpevoli unicamente di abitare nella zona individuata dal Governo saranno costretti a subire un aumento del pedaggio in tangenziale voluto per anticipare il pedaggiamento della superstrada verso l’aeroporto. Che senso ha?"

La Provincia di Torino ha calcolato che l’aumento porterà almeno 5 milioni di euro in più nella casse di Ativa, mentre provocherà aumenti di traffico assolutamente imprevisti sulle arterie provinciali dei dintorni.

"Sono preoccupato - aggiunge Saitta - perché introdurre l’aumento in tempi di crisi economica come questi può provocare un aumento enorme del flusso di traffico sulle strade provinciali da parte degli automobilisti che sceglieranno vie alternative per andare a lavorare pur di non sottostare all’aumento".

Il rincaro della tangenziale è stato concesso dal Governo Berlusconi all’Anas in attesa che realizzi una barriera a pagamento sulla superstrada di Caselle verso l’aeroporto.

"Mi chiedo - conclude il Presidente - se qualcuno abbia spiegato a Berlusconi, Tremonti e Matteoli che il sistema della tangenziale di Torino è aperto; forse non sanno che il balzello non ricadrà affatto su chi si reca a Caselle, ma sui cittadini che ogni giorno viaggiano da e per Torino dalla zona Ovest e dalla Valle di Susa per andare a lavorare, per raggiungere gli ospedali, le scuole. È questo il federalismo di Bossi?"

giovedì 1 luglio 2010

La Provincia di Torino per Esof 2010

La Provincia di Torino considera rilevante la realizzazione del Forum 2010 ESOF
nella nostra città per molte ragioni.
Prima di tutto è un grande onore ospitare una così prestigiosa comunità
scientifica internazionale, alla quale va il nostro benvenuto, con migliaia di
scienziati e ricercatori da tutto il mondo. Il nostro territorio ha ospitato altre
volte importanti consessi scientifici, ma Esof è un caso che merita attenzione
specifica: oggi accogliamo e salutiamo a Torino scienziati e ricercatori
particolari che, grazie alla loro Associazione, operano avendo una visione
aperta del proprio sapere scientifico, una visione non isolata e non preclusiva
rispetto ai cittadini. Sono scienziati e ricercatori di eccellenza che si impegnano
a diffondere la passione per la scienza (“passion for science” è lo slogan di Esof!) e
a spiegare i risultati degli studi e delle ricerche realizzate all’intera collettività
oltre che al mondo accademico, evidenziando anche gli aspetti che toccano la
vita degli individui e delle democrazie; per questo a loro dobbiamo un
preliminare ringraziamento.
E’ altrettanto importante vedere protagoniste a Esof 2010 tutte le istituzioni
scientifiche che fanno l’eccellenza di questo territorio e che ne dimostrano il
potenziale sulla scena internazionale.
Siamo tutti consapevoli – e la Provincia di Torino lo è, oggi ancora di più – che
lo sviluppo di un territorio e della sua collettività dipende in parte
predominante dai livelli di sapere delle persone che in esso vivono, lavorano e
intraprendono e che, specificamente nella nostra provincia - fortemente vocata
alla tecnologia e alla scienza - un solido livello di base di conoscenze e
competenze scientifici è pre-condizione di partecipazione e cittadinanza, di
ricerca, di produzione innovativa e di competitività.
Esof rappresenta l’occasione per una cruciale riflessione sullo stato dei saperi
scientifici nel nostro contesto, nazionale e locale. In particolare, voglio
individuare rilevanti effetti indotti del Forum rispetto ad alcuni punti debolezza
che connotano la nostra “società della conoscenza”, ancora incompiuta:

a. il consolidamento progressivo, anche grazie all’impegno dei nostri atenei
e alla visione di molti imprenditori, del collegamento tra imprese e
ricerca scientifica/tecnologica. Sempre più imprese sono coinvolte nei
saperi scientifici e collaborano con i centri di ricerca pubblici e privati,
generando così innovazione nei loro processi di produzione e, non meno
importante, nei loro comportamenti nei confronti delle risorse e
dell’ambiente, divenendo più competitive. Il programma “science to
business” è quindi molto prezioso per il nostro tessuto produttivo e per
diffondere il tema dell’innovazione aperta;

b. la riduzione delle barriere tra scienza e società; Esof è utile anche a
dimostrare concretamente che le scienze si possono e si devono
divulgare verso tutti i cittadini di diverse età, culture, genere e
professioni, così come verso le imprese e le istituzioni, sia per l’interesse
che suscitano, sia per il coinvolgimento e la partecipazione verso i grandi
dibattiti etico-scientifici.
Per queste finalità la Provincia è impegnata con torinoscienza che da
molti anni è nel web un riferimento informativo e divulgativo per i
docenti, operatori, imprenditori, studenti e cittadini; è altresì nostro
auspicio che in tanti partecipino a “science in the city” e alle sessioni
scientifiche aperte a tutti;

c. la riduzione della lontananza che percepiamo tra umanesimo e scienze (e
tecnologia) e che tutt’oggi connota la cultura del nostro paese. Nel nostro
sistema di istruzione sono ancora evidenti i segnali di contrapposizione
tra i diversi ambiti di sapere e di parcellizzazione dell’apprendimento (già
a 14 anni si propone la netta e definitiva divaricazione delle discipline e
dei percorsi scolastici, scientifici e non scientifici). Tutti i giovani,
compresi coloro che si dedicheranno a altri studi e a altre professioni,
avrebbero diritto alla minima “consapevolezza” scientifica, cioè alla
capacità di comprendere almeno le grandi trasformazioni ambientali,
mediche e le grandi evoluzioni nella tecnologia. Questo vale in modo
specifico per le donne: c’è ancora troppo spesso quel muro invisibile che
fa loro percepire la scienza come materia difficile o inaccessibile e
dobbiamo lavorare per orientare sempre più bambine e ragazze a non
restare condizionate da stereotipi e timori e a intraprendere studi
scientifici;

d. l’attenzione all’aumento e all’efficacia dell’apprendimento scientifico nella
scuola, tenendo conto che gli indicatori internazionali sulle competenze ci
informano che oltre un quarto dei nostri adolescenti non saprebbe per
nulla capire e affrontare un problema reale legato alle scienze
(competenze problem solving, applicazione di matematica e scienze,
ecc.). La scelta di ridurre in Italia le risorse per la didattica in laboratorio
e per le attività esplorative e interattive non va certo nella direzione
utile. La Provincia è da molti anni impegnata nella formazione e
nell’aggiornamento di centinaia di docenti per migliorare le capacità
nell’insegnamento (p.es. terminologia scientifica internazionale in
inglese, aggiornamento disciplinare, materiali didattici, piattaforme
online di condivisione problemi matematici, insegnamento disciplinare
integrato delle materie scientifiche) nonché per coinvolgere gli studenti in
situazioni esperienziali e applicative.

Sostenere il Forum significa sostenere un investimento molto importante, sia
per il valore di questa settimana sia per l’eredità e il compito che ci lascia:
quanto di questo valore saremo capaci, dal oggi in avanti, di moltiplicare in
termini di diffusione e approfondimento del capitale di saperi scientifici.

lunedì 19 aprile 2010

20 PROPOSTE ALLA REGIONE DALLA PROVINCIA DI TORINO

20 PROPOSTE ALLA REGIONE DALLA PROVINCIA DI TORINO

La Regione si concentri sull'attività legislativa e sulla programmazione e trasferisca l'attività amministrativa a Provincia e Comuni, evitando sovrapposizione di responsabilità sulla stessa materia.
Abolisca enti, agenzie e apparati amministrativi che svolgono competenze assegnabili a Comuni e Province.
Per garantire vera autonomia e responsabilità, riveda la legislazione ispirandosi ai principi del federalismo fiscale ed ai princìpi contenuti nella proposta della Carta delle Autonomie Locali

Bilancio
Definizioni di un Patto regionale per rimuovere i vincoli alle spese d'investimento della Provincia: si garantiscono così investimenti e sicurezza nelle scuole e strade.
Provvedimento regionale per il pagamento degli interessi bancari alle imprese sui crediti pro soluto.
Certezza e attualizzazione dei trasferimenti regionali alla Provincia.

Edilizia Scolastica
Nuovo piano triennale regionale per messa in sicurezza degli edifici scolastici.
Incremento dei finanziamenti per bando provinciale edilizia per i Comuni con meno di 5mila abitanti.

Sistema autostradale
Tangenziale EST : la Regione avvii entro ottobre la gara per l'affidamento della concessione sulla base del progetto della Provincia concordato con i Comuni.
Asse autostradale di Corso Marche : definizire con le Ferrovie le intersezioni ed avviare entro l'anno la gara per la concessione sul progetto concordato tra Regione-Provincia e Comuni.
IV corsia tangenziale nord : ricerca di finanziamento nazionale.

Metropolitana
Prolungamento della metropolitana a Cascine Vica e Rivoli: azione comune al Cipe per il finanziamento per completare il finanziamento dei Comuni, della Provincia e della Regione.

Alta Velocità Torino Lione
Conferma di un lavoro congiunto Regione-Provincia per il mantenimento dei tempi assegnati all'Osservatorio.
Affidamento alla Provincia dell'attuazione del Piano di sviluppo del territorio attraversato dalla Torino Lione predisposto, concordato Comuni e condiviso dal Governo nazionale.

Sistema ferroviario
Aìtuazione del programma concordato con la sottoscrizione dell'atto integrativo Stato-Regione Piemonte del 3 febbraio 2009 per il miglioramento del sistema ferroviario metropolitano.

Difesa del suolo
Delegare alla Provincia il ruolo di soggetto attuatore per conto dell'AIPO degli interventi sul sistema idrico minore sulla base dell'esperienza positiva maturata dopo le alluvioni 2000 e 2008.
Finanziamento dei danni derivanti a seguito dell'alluvione di settembre 2008.

ATO Rifiuti e ATO Acqua
Attribuzioni delle loro funzioni alla Provincia di Torino per garantire contenimento e uniformità di tariffe per i rifiuti e tutela dei diritti dell'utenza per l'acqua.

Viabilità
Attuazione piano investimenti sottoscritto tra Provincia e Regione: variante di Carmagnola, collegamento Lombardore-Front, collegamento tra Ivrea e Bollengo, ponte sulla Dora Verolengo, adeguamento tratto Carignano-Lombriasco, collegamento Salassa-Busano.

150 anni Unità d'Italia
L'Italia “è una e indivisibile” (art. 5 Costituzione): non depotenziare i programmi delle celebrazioni per il 2011.

Sviluppo Locale
Estensione delle misure a favore di micro e piccole imprese; avvio dei bandi per la creazione d'impresa.
Attuazione dei Programmi Territoriale Integrati per utilizzo dei 142 milioni per lo sviluppo locale.
Perfezionamento degli iter autorizzativi definiti con la Provincia per tre grandi investimenti nel Canavese: Mediapolis, Cartiera Progest e Bracco Imaging.

Lavoro e Formazione Professionale
Adeguatezza delle risorse per le politiche attive dei lavoratori in cassa integrazione in deroga.
Conferma e incremento dello stanziamento per politiche di sostegno al reddito.
Reiterazione dei corsi di formazione professionale per giovani, occupati e disoccupati.
Sostegno alla valorizzazione dei Centri per l'impiego.

Sicurezza
Finanziare anche per il 2010 del bando provinciale per la sicurezza integrata.

Politiche sociali
Aumento del Fondo per le politiche sociali per fronteggiare la gravità della crisi.
Nuovo programma triennale per integrazione immigrati.

Circuito delle Residenze Sabaude
Inserire la Provincia nei progetti di valorizzazione di tutte le residenze e dei territori circostanti.

Sport
Conferma del ridimensionamento della Fondazione postolimpica in conseguenza dell'affidamento ai privati della gestione degli impianti.
Sostegno ad un piano straordinario dell'impiantistica scolastica provinciale per le associazioni.

ATL unica
Evitare sovrapposizione di competenze.
Assegnare alla Provincia la responsabilità unica.

Istruzione
Sostegno regionale alla Provincia per la difesa delle scuole nei piccoli centri.
Continuità di finanziamento della legge “sul diritto allo studio e libera scelta educativa”.
Sostegno regionale per il mantenimento alla Provincia per la definizione dell'offerta formativa.
Mantenimento della qualifica triennale professionale.

Agricoltura, Montagna, Parchi
Utilizzo delle risorse residue del programma rurale a favore dei giovani.
Aumento delle risorse a sostegno delle infrastrutture in zone montane.
Personale e risorse per la gestione dei parchi regionali trasferiti ora alla Provincia.

martedì 2 febbraio 2010

SOSTEGNO ALLE LE IMPRESE CHE LAVORANO PER LA PROVINCIA.

SOSTEGNO ALLE LE IMPRESE CHE LAVORANO PER LA PROVINCIA. SAITTA: “GARANZIE BANCARIE ALLE IMPRESE CHE NON POSSIAMO PAGARE
Uno schiaffo alla crisi ed un’immissione immediata di liquidità nel sistema economico per 50 milioni di Euro: questa in sintesi l’operazione varata stamani dalla Giunta Provinciale, che prevede la cessione del credito che le piccole e grandi imprese che hanno lavorato e lavorano per la Provincia di Torino vantano nei confronti dell’Ente. “Si tratta di crediti che non possiamo pagare per rispettare i vincoli del patto di stabilità – ha spiegato stamani ai giornalisti il Presidente Saitta, che ha illustrato la Delibera in approvazione insieme a tutta la Giunta Provinciale – Consapevoli del fatto che le imprese hanno pienamente diritto a ricevere la liquidazione di quanto spetta loro, abbiamo studiato una modalità per intervenire in loro aiuto e, nello stesso tempo, per continuare a fare investimenti pubblici anche nel 2011 senza sforare il Patto”.

In sostanza, le imprese che vantano crediti verso la Provincia di Torino che superano i 40.000 Euro potranno rivolgersi alle banche e agli intermediari finanziari che avranno sottoscritto una convenzione con l’amministrazione provinciale. La Provincia si farà garante della cessione del credito “pro soluto”, grazie alla quale le imprese creditrici potranno ottenere dalle banche un’anticipazione dei pagamenti, pagando un tasso di interesse agevolato. “Stiamo contattando gli istituti di credito e gli intermediatori per stipulare con loro le convenzioni. - ha spiegato il Presidente Saitta - La Provincia garantirà i prestiti agevolati alle imprese che, per ottenerli, potranno rivolgersi agli istituti e agli intermediari di loro fiducia presentando la documentazione relativa ai crediti certi, liquidi ed esigibili. Riusciremo così a sbloccare lavori per opere pubbliche importanti, come la circonvallazione Borgaro-Venaria, ma anche a garantire la prosecuzione dei 50 cantieri di edilizia scolastica attualmente in corso per importi considerevoli. Miglioreremo il rapporto tra la nostra amministrazione e le imprese appaltatrici: un rapporto che spesso rischia di entrare in crisi a causa dell’obbligo per noi di rispettare il Patto di Stabilità”.

Le convenzioni che saranno stipulate con le banche e gli intermediari finanziari avranno la durata di un anno. Non appena i fondi saranno sbloccati, la Provincia erogherà direttamente ai soggetti convenzionati i pagamenti dovuti alle imprese e da essi anticipati.

martedì 12 gennaio 2010

Partono i sondaggi per la Torino-Lione

Bloccati a Susa ma operativi in altri siti i tecnici incaricati dei sondaggi per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Torino-Lione: nel momento in cui il presidio No tav di Susa impediva l'accesso alla zona dell'autoporto, a Collegno (Torino), allo scalo merci Orbassano ed in un altro terreno di Torino si sono presentati altri tecnici che hanno iniziato a fare i sondaggi. I lavori sono iniziati sotto la sorveglianza delle forze dell'ordine che presidiano i vari siti.

Sono in tutto tre le trivelle che dall'alba di questa mattina stanno effettuando i primi sondaggi. Operano allo scalo merci di Orbassano, alla stazione ferroviaria di Collegno e a Torino, nel sito Amiat di Basse di Stura. Nei tre siti i lavori si stanno svolgendo in modo regolare, senza intralcio da parte dei no Tav che invece hanno impedito l'avvio dei sondaggi all'autoporto di Susa.
Complessivamente sono 91 i sondaggi previsti, fra Torino e provincia, per arrivare al progetto preliminare dell'opera. Una dozzina di questi dovrebbe esser ultimata entro la fine del mese.

TORINO-LIONE: LINEA ALTA CAPACITA' MERCI-PASSEGGERI - La futura linea ferroviaria Torino-Lione, lunga circa 70 chilometri, sarà ad alta capacità e 'mista': lungo la tratta - parte integrante del Corridoio 5 europeo, viaggeranno infatti sia treni merci che treni passeggeri. Si tratterà di una linea ad alta capacità, non ad alta velocità: i convogli viaggeranno a una velocità media maggiore rispetto alla linea storica ma non a 300 chilometri l'ora, anche se la velocizzazione sulla tratta favorirà anche i passeggeri, accorciando a 3 ore e 20 minuti la distanza Torino-Parigi. Soprattutto, la capacità della nuova linea sarà più elevata con l'obiettivo di realizzare una 'autostrada ferroviaria', trasferendo almeno 600 mila tir dalla strada alla ferrovia anche in vista del forte incremento del traffico merci nei prossimi anni sul confine italo-francese. Il corridoio internazionale sarà lungo circa 70 chilometri (da Saint Jean de Maurienne a Sant'Antonino di Susa).

Il costo finale dell'opera dovrebbe attestarsi tra 15-20 miliardi, di cui 8-9 miliardi per la tratta internazionale, ma si tratta di stime, non essendoci ancora il progetto preliminare. In Italia, l'Osservatorio - che svolge la 'governance' della progettazione preliminare della Nuova Linea Torino Lione (NLTL) - ha dato il via a un piano di sondaggi geognostici che dovrebbero partire nei prossimi giorni. L'obiettivo è arrivare in primavera a un progetto preliminare complessivo, dalla Torino-Milano al confine di Stato, da sottoporre alla Valutazione di impatto ambientale (Via). Secondo calendario, entro il 2012 dovrebbe essere conclusa la progettazione definitiva per giungere all'apertura dei cantieri nel 2013: la realizzazione dell'opera dovrebbe essere dieci anni dopo, nel 2022-2023. Nella parte francese (46 chilometri di tunnel), sono terminati gli scavi di due dei tre cunicoli esplorativi. Il terzo è in fase di completamento. Della Torino-Lione si cominciò a parlare 20 anni fa: nel vertice italo-francese di Nizza nel giugno 1990 i governi affermarono l'interesse per un nuovo collegamento tra i due paesi. L'anno successivo, Roma e Parigi incaricarono le rispettive società ferroviarie di avviare uno studio di fattibilità. Nel 2004 scoppia la protesta anti-Tav, con blocchi e proteste delle popolazioni locali: i Comuni coinvolti nel progetto, soprattutto le municipalità della Bassa Val di Susa, ritennero l'opera inutile, dispendiosa e dannosa per l'ambiente. Di qui la decisione dell' allora governo Berlusconi di avviare un tavolo con esperti ad enti territoriali per la condivisione del progetto.
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12 gennaio, 11:35 Ritorna alla newsIndietro Home condividi:

mercoledì 22 luglio 2009

Patto di stabilità

Roma, 21 luglio 2009. Lo sblocco parziale dei pagamenti in conto capitale dei comuni e delle province previsto dal D.L. 78/2009 (e fissato al 4 per cento dello stock di residui passivi di fine 2007 nell'ultima versione dei relatori) è una buona notizia per gli enti locali, anche se arriva in notevole ritardo.

"Meglio tardi che mai", afferma Antonio Misiani, responsabile finanza locale di Legautonomie. "Lo sblocco è una vittoria del mondo delle autonomie, che da mesi e mesi chiedeva al governo di allentare i vincoli assurdi del patto interno di stabilità. Ora, finalmente, - prosegue Misiani - i comuni e le province potranno svolgere un ruolo contro la crisi, mettendo in moto almeno parte delle loro risorse pronte per essere investite. Rimangono invece inalterate tutte le nostre preoccupazioni per il 2010, perché la manovra triennale approvata lo scorso anno prevede per gli enti locali obiettivi di rientro del tutto insostenibili e assolutamente controproducenti in una fase di grave crisi economica".

martedì 17 marzo 2009

PER 2342 LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO RIMASTI SENZA CONTRATTO LA PROVINCIA OFFRE DUE MESI DI SOSTEGNO ECONOMICO

PER 2342 LAVORATORI A TEMPO DETERMINATO RIMASTI SENZA CONTRATTO LA PROVINCIA OFFRE DUE MESI DI SOSTEGNO ECONOMICO
Per 2342 lavoratori a tempo determinato rimasti senza contratto e iscritti ai Centri per l’Impiego del territorio, la Provincia di Torino gioca d’anticipo sulla manovra Stato-Regioni e mette a disposizione fondi residui per 4 milioni di euro. A giorni, i 2342 riceveranno una lettera in cui il Centro per l’impiego di zona della Provincia di Torino li informerà che è a loro disposizione un assegno di 530 euro per due mesi se accetteranno di partecipare ad un corso di formazione: di questi lavoratori in crisi, 1114 sono iscritti al Centro per l’Impiego di Torino, 67 a Venaria, 84 a Susa, 72 a Settimo, 113 a Rivoli, 145 a Pinerolo, 113 ad Orbassano, 160 a Moncalieir, 127 a Ivrea, 95 aCuorgnè, 84 a Ciriè, 78 a Chivasso e 90 a Chieri. “E’ un segnale piccolo, ma decisamente concreto – spiega il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta – che la mia Giunta questa mattina ha voluto dare: i 4 milioni di euro sono risorse europee che sarebbero tornate in un fondo complessivo destinato ad interventi scontro la crisi, ma ci è sembrato giusto anticipare qualcosa per una categoria rimasta senza alcun ammortizzatore sociale, quella dei lavoratori a tempo determinato”. “Abbiamo informato della nostra decisione i sindacati e le parti datoriali – spiega l’assessore provinciale alla Formazione professionale Umberto D’Ottavio – e gli uffici sono al lavoro:entro giugno i corsi di formazione che ci consentiranno di erogare le due mensilità di sostegno ai 2342 lavoratori dovranno essere già completati”.

lunedì 29 dicembre 2008

Conferenza stampa fine 2008 in Provincia

"Il 2008 è stato un anno complesso: a consuntivo posso esprimere soddisfazione per il grande lavoro che ha svolto la Provincia, ente in prima fila sulle emergenze, ma non posso non essere preoccupato per il futuro". Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta insieme a tutta la Giunta ha presentato il bilancio dell'anno che si sta concludendo .
"La Provincia ha dimostrato ancora una volta di essere un Ente di area vasta, in particolare nei momenti di emergenza – ha detto Saitta – e i giorni appena trascorsi sono un esempio: siamo stati i primi con l'abbondante nevicata a garantire la viabilità, i nostri 300 cantonieri hanno lavorato notte e giorno in situazioni particolarmente critiche nelle valli alpine. Per non parlare del grande impegno durante i giorni dell'alluvione del maggio scorso. Certo, non possiamo fare tutto senza aiuti e collaborazione: nell'ultimo semestre abbiamo partecipato a numerosi incontri con parlamentari ed esponenti del Governo senza tuttavia ottenere risposte: il nostro territorio va messo in sicurezza! Voglio ricordare che se invece della grande nevicata ci fossimo trovati davanti ad altrettanti giorni di pioggia, Torino e tutta la pianura si sarebbero trovate nelle drammatiche condizioni dell'alluvione del ‘94".
Saitta ha ricordato che la Provincia ha chiesto al Governo i fondi necessari per garantire la sicurezza del territorio rispetto alle catastrofi naturali: "abbiamo già predisposto progetti per 270 milioni di euro, ma occorre un piano straordinario che ci consenta di portare avanti tutte le opere di manutenzione e la possibilità di superare i vincoli del patto di stabilità. Noi siamo pronti a fare il nostro dovere investendo 220 milioni di euro l'anno per un triennio. Dovremmo poter investire 70 milioni di euro all'anno per la messa in sicurezza delle strade ed altri 60 all'anno per tre anni per mettere in sicurezza le scuole. Per l'edilizia scolastica abbiamo lavori in corso per 60 milioni di euro e messo a bilancio nel 2009 interventi per altri 25 milioni di euro. La Provincia è pronta ad avviare gli appalti in tempi strettissimi – ha aggiunto ancora Saitta – e questa potrebbe anche essere la risposta concreta alla grave crisi occupazionale di questi tempi, in cui i nostri 13 Centri per l'Impiego sono letteralmente presi d'assalto. Sul nostro territorio sono già 20mila i lavoratori in difficoltà".
Il presidente della Provincia ha però anche elencato risultati importanti raggiunti nel corso del 2008; ecco in dettaglio gli argomenti trattati

Meno spese correnti, più investimenti
Grazie a una politica volta ad una maggiore efficienza, al contenimento delle spese correnti e ad un lungimirante rigore nella gestione dell'indebitamento (fin dal mio insediamento nel 2004 la Provincia non ha più fatto ricorso alla finanza derivata) in questo anno che si sta concludendo gli investimenti sono stati aumentati all'insegna di una logica ben precisa che si può tradurre nel concetto "meno spese per partite correnti, più spese per investimenti".
Venerdì 12 dicembre abbiamo approvato il bilancio di previsione 2009 per poter affrontare immediatamente con l'inizio del nuovo anno le priorità, dalla crisi economica agli interventi straordinari in edilizia scolastica.

Il rating della Provincia
La valutazione assegnata alla Provincia dalle agenzie di rating è Aa3, superiore a quella media degli enti locali italiani. Questo indica un'elevata capacità di rimborsare il debito finanziario e si è tradotto in tassi d'interesse più favorevoli sui mutui per la nostra amministrazione e per moltissimi Comuni che hanno aderito al progetto per accendere mutui collegandosi alla Provincia.

Il ruolo della Provincia, ente di area vasta
Nel corso del 2008 si è consolidato il ruolo della Provincia come ente di area vasta: poco prima dell'estate era ripartita la campagna contro il ruolo delle Province; abbiamo dato il nostro contributo dimostrando - anche attraverso un dossier presentato al Governo - le funzioni di area vasta del nostro Ente.
Nel contempo, abbiamo costituito formalmente anche la Fondazione delle Province del NordOvest per affrontare insieme (siamo 25 Province) i grandi temi del nostro territorio.

Turismo e cultura
E' decollato il progetto dell'ATL unica; i dati sull'afflusso dei turisti nel nostro territorio sono molto confortanti e positivi. + 8.5% di arrivi complessivi e + 33.7% di presenze. Il dato è più alto nel Canadese (+ 34.3% di arrivi e + 68.5% di presenze) e in Val di Susa (+ 7.97 % di arrivi e + 57.2% di presenze)
Dopo il consolidamento dell'esperienza di portare cultura in alta montagna con Casa Olimpia a Sestriere, abbiamo raddoppiato con Casa GranParadiso a Ceresole Reale.
Abbiamo anche mantenuto il progetto di estendere i benefici del turismo legato alle grandi mostre: dopo i Longobardi a Novalesa e Valsusa nel 2007 con 10 mila visitatori, il 2008 vede il grande successo a Miradolo nel Pinerolese della mostra dedicata al pittore Delleani con oltre 6 mila visitatori.

Ambiente
Il 2008 è l'anno in cui è partito il cantiere per la realizzazione del primo termovalorizzatore: abbiamo superato 12 ricorsi. Ma è anche l'anno in cui stiamo per raggiungere la soglia che ci eravamo prefissati del 50% di raccolta differenziata. Abbiamo risolto il problema della discarica del Pinerolese e abbiamo mandato sull‘intero territorio le oltre 300 Guardie ecologiche volontarie di cui disponiamo a scovare le discariche abusive e perseguire gli abbandono di rifiuti.
Ricordo che abbiamo detto NO all'arrivo dei rifiuti campani (prima al governo Prodi con il prefetto De Gennaro, poi al Governo Berlusconi con il commissario Bertolaso)
La Provincia ha contribuito alla riduzione dell'utilizzo di mille tonnellate di solventi e di 500 tonnellate di emissione completando 143 autorizzazioni integrate ambientali per altrettante aziende del territorio, aumentando il rendimento delle centrali del 35%.

Insediamenti imprenditoriali
Abbiamo completato tutte le verifiche necessarie e le valutazioni di impatto ambientale per l'insediamento di Mediapolis, nel Canavese; nella stessa area abbiamo lavorato per consentire l'arrivo della Bracco e della Silfab
Senza dimenticare che con il progetto MIP "Mettersi in proprio" abbiamo aiutato a nascere quest'anno150 imprese nuove, raggiungendo quota 703 imprese dal 2004 ad oggi
1400 corsi di formazione professionale per 60mila allievi e 110milioni di euro.

Grandi collegamenti
Nel 2008 abbiamo insediato il Comitato di Pilotaggio per il piano strategico legato allo sviluppo della Val di Susa in stretto raccordo con l'Osservatorio il Virano; anche il nostro tavolo con il suo lavoro è stato essenziale per raggiungere i risultati ottenuti e per progettare concretamente il futuro della Valle come opportunità di sviluppo
Con il metodo della concertazione abbiamo anche insediato e già terminatola prima fase dei lavori del Comitato di pilotaggio per la Tangenziale Est; insieme ai sindaci e avvalendoci delle competenze del Politecnico abbiamo già definitoli corridoio entro il quale individuare il tracciato.
Siamo in grande avanzamento nel progetto di Corso Marche.
I lavori della variante di Alpignano-Pianezza sono ripresi i lavori, quelli della variante Borgaro- Venaria sono in corso, così come quelli della variante di Borgaretto che darà un grande futuro alla Reggia di Stupinigi.

Viabilità
Nel corso del 2008 sono stati completati lavori stradali per 133 milioni di euro, affidati altri lavori per 70 milioni e approvati progetti esecutivi per 65 milioni di euro. La Provincia è oggi in grado di appaltare lavori per 210 milioni di Euro.

Progetti straordinari
Fuori dalla ordinarietà, Saitta ha segnalato la conclusione di progetti molto importanti per l'impegno che hanno comportato: abbiamo rispettato i tempi di avvio della sede della Provincia in corso Inghilterra, dove abbiamo concentrato mille dipendenti prima sparsi in numerose sedi. Uno sforzo molto considerevole, che ci consentirà dal prossimo anno grandi risparmi e razionalizzazione di costi.
Stanno per cominciare i lavori collegati al grande concorso internazionale sul forte di Fenestrelle; abbiamo acquisito la ridotta Carlo Alberto che diventerà la porta di accesso al nostro monumento e conterrà l'ascensore che porterà al Forte.
Stiamo arrivando alla progettazione definitiva per la torre delle telecomunicazioni al Colle della Maddalena.

martedì 16 settembre 2008

Dopo Natale il nuovo liceo di Oulx

Dopo le vacanze di Natale sarà consegnata la nuova sede del Liceo Des Ambrois di Oulx, nei pressi del Lago Borello, la cui avveniristica linea architettonica (il progetto originale si deve all’architetto Andrea Bruno) racchiude soluzioni tecnologiche all’avanguardia. Come tutti gli edifici scolastici superiori, anche il Liceo dell’Alta Valsusa è stato realizzato dalla Provincia di Torino, con una spesa di 10 milioni di Euro.

Nella mattinata di lunedi 15 settembre, in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2008-2009, il Presidente Antonio Saitta e l’Assessore provinciale all’Istruzione, Umberto D’Ottavio, hanno voluto verificare di persona lo stato di avanzamento dei lavori nel cantiere in via di ultimazione. Saitta e D’Ottavio hanno ribadito che, il 7 gennaio (alla ripresa delle lezioni dopo le vacanze natalizie), i 580 allievi del Liceo e dell’Istituto Professionale (insieme ai loro 60 insegnanti) saranno trasferiti dalle attuali quattro sedi sparse nel centro abitato di Oulx alle 31 aule circolari della nuova struttura, che è stata studiata ponendo particolare attenzione al rapporto con il paesaggio, la montagna, l’Oasi Naturale del Lago Borello (istituita nel 1979 laddove sorgeva una ex cava di estrazione) e le attività sportive e turistiche ad esso correlate. Sottolineando la forte carica innovativa del progetto, il Presidente Saitta ha ribadito l’impegno della Provincia per il miglioramento dell’edilizia scolastica sull’intero territorio provinciale e per il decongestionamento degli istituti torinesi. L’Assessore D’Ottavio ha precisato che la consegna dei locali della scuola da parte dell’azienda appaltatrice inizierà nel mese di novembre, mentre a febbraio saranno completati gli arredi dell’Auditorium.

Il progetto del nuovo Liceo di Oulx è partito dal presupposto di ottenere un'opera che esalti le potenzialità offerte dalla collocazione, risolvendo al contempo notevoli problemi geologici, idrogeologici e geotecnici. Le aule circolari hanno un’ampiezza di circa 50 metri quadrati, sono realizzate in alluminio, con le pareti interne rivestite di legno chiaro; sono tutte al piano terreno, aggregate lungo un percorso interno. Tutte le aule prendono luce da una finestra superiore e dispongono di energia elettrica prodotta da pannelli fotovoltaici. Anche i laboratori sono a pianta circolare, per un’ampiezza totale di 475 metri quadrati, collegati da un percorso coperto, lungo il quale sono collocati i servizi igienici, una hall coperta, la biblioteca, uno spazio adibito ad Auditorium e una sala proiezioni di 170 metri quadrati. “La progettazione dell’istituto scolastico superiore di Oulx è stata una grande sfida. - ha ricordato l’architetto Bruno incontrando il Presidente Saitta, l’Assessore D’Ottavio, gli amministratori locali, il Preside ed una delegazione di studenti del Liceo – Non era facile inserire una struttura avveniristica e dall’alto contenuto tecnologico in un ambiente naturale montano molto delicato. Abbiamo scelto di spalmare le aule circolari sul terreno, ideando un percorso che le collega tra loro e con gli altri spazi, mettendo al centro l’Auditorium, una struttura aperta ad una fruizione da parte dell’intera città”.

mercoledì 10 settembre 2008

Tutte le aule scolastiche autosufficenti per l'energia

TUTTE LE AULE SCOLASTICHE DEGLI ISTITUTI PROVINCIALI DIVENTERANNO ECOSOSTENIBILI

E’ il primo edificio scolastico in Piemonte ad essere completamente progettato pensando alla sostenibilità ambientale. Si trova a Sangano, ed è una succursale dell’Istituto superiore Pascal di Giaveno, che la Provincia di Torino sta realizzando con l’obiettivo, duplice, di dare vita a una scuola-modello in tema di risparmio energetico e di offrire agli studenti un grande laboratorio per capire a fondo le problematiche ambientali.
La scuola di Sangano, che costerà complessivamente 2milioni 957mila euro, è realizzata in materiali naturali e adatti al risparmio energetico, a cominciare dagli alberi del sole, formati ciascuno da 72 mq di pannelli solari fotovoltaici, al tetto giardino che aumenta la protezione termica dell’edificio, al recupero delle acque piovane.
In questo modo vengono create le condizioni per una totale autosufficienza.
Ma l’obiettivo della Provincia è più ambizioso, ci battiamo perché il risparmio energetico diventi la norma e non sia un elemento episodico.

I costi per rendere le aule totalmente autosufficienti dal punto di vista energetico sono infatti relativamente contenuti: 3600 euro per aula. La Provincia gestisce complessivamente 3800 aule, suddivise in 162 edifici, e quindi è necessaria una programmazione di più ampio respiro per rendere tutte le aule “energeticamente autonome”.
Di fatto, ad oggi gli edifici scolastici in cui sono già installati impianti fotovoltaici sono sei fra Torino e cintura, ed altri sei sono in corso di realizzazione.
Uno studio svolto su tutti gli edifici scolastici in gestione alla Provincia ha identificato come idonee, per la tipologia di tetto, altre tredici scuole, in cui gli impianti fotovoltaici potranno essere già realizzati dal 2009, mentre per gli altri servirà una programmazione e interventi di medio-lungo termine.
Nel 2009 le aule autosufficienti saranno 760, e 1520 nel 2010. Alle opere però si deve sommare il non meno importante impegno per far crescere la sensibilità ambientale, a cominciare dai giovani, e l’attenzione al risparmio energetico anche attraverso i piccoli gesti quotidiani.Negli istituti in cui sono già stati realizzati gli impianti fotovoltaici il progetto è stato condiviso con gli studenti,perché non biosgna dimenticare che l’energia meno cara è quella che non consumiamo.

lunedì 8 settembre 2008

Dossier della Provincia sul governo d'area vasta

Il Presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta ha presentato il dossier Il governo d'area vasta nella provincia di Torino: "E' tornata d'attualità la proposta di abolizione di 9 Province italiane per istituire nelle rispettive aree metropolitane il nuovo ente "Città metropolitana" ed è ripartito un acceso confronto politico" ha spiegato Saitta "Questo documento sviluppa i concetti che ho avuto modo di anticipare sinteticamente l'8 luglio scorso al Ministro dell'Interno on. Maroni durante il primo incontro al Viminale con i Sindaci e i Presidenti delle Province interessate e che ho poi approfondito in seguito con il sottosegretario on. Davico il 29 luglio".
Si tratta di un contributo al dibattito, finalizzato a dimostrare la specificità della Provincia di Torino non solo dal punto di vista territoriale (la Provincia di Torino è quella in Italia col maggior numero di Comuni - ben 315 - con una delle più grandi estensioni territoriali - ben 6.830 kmq - e con una densità demografica quasi due volte superiore alla media italiana), ma soprattutto per la quantità e la qualità delle funzioni esercitate rispetto ad altre Province italiane, come conseguenza della legislazione regionale piemontese (in Piemonte, a differenza della maggior parte delle Regioni italiane, è avvenuto a partire dalla legge 59/97 un consistente trasferimento di funzioni e compiti). La Provincia di Torino ha ormai completato il lungo processo di evoluzione della propria natura di "ente intermedio", avviato con la legge nazionale del 1990 sull'ordinamento delle autonomie locali e si è attestata su un ruolo complesso, in cui le funzioni di programmazione e di raccordo tra i livelli di governo pareggiano con le nuove funzioni di gestione di servizi diretti alla collettività.
Nel documento è dimostrato che nella Provincia di Torino sono gestite politiche e i servizi di area vasta (rifiuti, trasporti, acqua, etc) su una dimensione più ampia di quella metropolitana perché le amministrazioni provinciali che si sono succedute hanno costantemente ricercato una dimensione territoriale più ampia per garantire contemporaneamente economie di scala e contrastare la marginalizzazione dei territori più esterni alla conurbazione torinese.

La delimitazione di un'area metropolitana, comprendente Torino e i Comuni contermini, e la costituzione dell'ente "Città metropolitana" e dei suoi organi (sindaco metropolitano, giunta e consiglio metropolitano) comporterebbe nel nostro caso specifico la nascita di nuove Province (almeno il Canavese e il Pinerolese) lasciando insoluta la questione dell'appartenenza del Chierese e della Valle di Susa (soluzione che farebbe crescere i costi e marginalizzerebbe le nuove piccole Province)

L'ipotesi di una città metropolitana + 2 nuove province, determinerebbe un maggior costo di almeno 90 milioni di euro ogni anno (per il personale, le spese di funzionamento e per il costo dei nuovi organi politici con relativo personale di supporto). E' evidente quanto più si spende per spese di "funzionamento", tanto meno si può spendere per i servizi al cittadino, per le politiche e per gli investimenti sul territorio.
Inoltre comporterebbe gravi diseconomie nella gestione di servizi a rete pari ad almeno 40 milioni di euro all'anno perché verrebbero spezzate quelle economie di scala che la Provincia di Torino è riuscita a realizzare nel tempo con grande fatica (si ritornerebbe al passato). Questi maggiori costi, calcolati prudenzialmente, sarebbero pagati dai cittadini con l'aumento delle tariffe dei servizi pubblici (acqua, trasporti, rifiuti, etc)
Le strade ipotizzate sono pertanto evidentemente improponibili.
La Provincia di Torino di fatto svolge già le funzioni dell'area metropolitana. L'organizzazione delle Olimpiadi invernali su un vasto territorio comprendente Torino e le montagne sono state un elemento di forza nella gestione di un grande evento mondiale e confermano la grande potenzialità dell'unitarietà della Provincia di Torino.

Il dossier contiene anche una concreta proposta per migliorare ulteriormente le politiche di area vasta a Torino e nei comuni circostanti" ha spiegato il Presidente Saitta. " Il tema non riguarda la gestione dei servizi, perché la scala di organizzazione superando la dimensione metropolitana ha già consentito importanti economie di scala. L'obiettivo è quello di rendere più organica e cogente la concertazione sulla pianificazione territoriale e sulla programmazione delle opere e degli investimenti di interesse metropolitano: un processo realizzabile senza alcun aggravio di costi, che può essere avviato con modifiche a due leggi regionali, che garantirebbe la sovranità delle istituzioni, il coordinamento delle politiche metropolitane con il resto del territorio provinciale, l'efficacia delle decisioni, il risparmio dei costi a carico della collettività".