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domenica 26 febbraio 2012

Da Gelmini a Profumo, cosa è cambiato per la scuola pubblica?

MARINA BOSCAINO –
La rete pullula di appelli, petizioni, richieste, lettere aperte: prove Invalsi, pensioni, valutazione i tre temi al momento più gettonati. La scuola, dopo il sospiro di sollievo tirato per la conclusione dell’era della triade Gelmini-Tremonti-Brunetta, che ha segnato uno dei momenti di peggiore, oltre che maggiore, disinvestimento – culturale, oltre che economico – sul sistema scolastico nel nostro Paese, ha cominciato, prima fiduciosamente, poi con sempre maggiore cautela, ad esternare i propri desiderata al nuovo inquilino di viale Trastevere, certa almeno del ritorno ad un ascolto concreto, dopo l’autoreferenzialità assoluta di Gelmini e del suo staff.

A distanza di circa 3 mesi dall’insediamento di Profumo, si registra un certo scetticismo rispetto alla possibilità che il cambiamento sia davvero concreto. Certo, siamo indubbiamente al riparo dal profluvio di gaffes che Mary Star ha collezionato (inutile ricordare quella iperbolica del tunnel Gran Sasso-Ginevra). Ma – come la proverbiale sobrietà – anche questo dovrebbe far parte di quel minino sindacale garantito da qualsiasi governo. Ciò che manca, che continua a mancare, è un’attenzione esperta e sollecita ai problemi della scuola; oltre alla volontà concreta di porre la scuola stessa al centro di un’agenda politica che abbia a cuore il futuro del Paese.

I mantra cari alla scuola democratica, alla scuola della Costituzione, rappresentano litanie un po’ sbiadite e certamente inefficaci, che collaudano la memoria di alcuni di noi, la nostra capacità di ricordare principi e valori a dispetto dell’esistente, e di insistere perché vengano ricordati; ma certamente non registrano l’adesione e l’interesse autentici della maggior parte di coloro che si occupano di scuola pubblica: inclusione, cittadinanza, emancipazione, uguaglianza, merito sono etichette abusate e svuotate di significato, quando non riplasmate su significati di stampo neoliberista.

Fino ad oggi gli studenti sono rimasti un po’ defilati rispetto alle richieste avanzate al ministro, forse immobilizzati da un panorama che certamente non incoraggia alla partecipazione: immaginate di avere dai 15 ai 19 anni, oggi. Il vostro presente è il nostro; l’unico passato è l’ultimo triennio Berlusconi, il solo che siete in grado realmente di ricordare. Le generazioni di riferimento – i vostri padri, i vostri insegnanti – annaspano nella notte della politica. Che percezione avreste del mondo, della cittadinanza, del futuro, del senso?

È di questi giorni la notizia che la Rete degli Studenti ha avviato la campagna “Mai più nelle nostre scuole”, raccolta di firme e ricorsi per la cancellazione di alcuni provvedimenti assunti dal precedente governo, cui almeno occorre riconoscere la capacità di essere riusciti a partorire ed imporre una serie di odiosissimi provvedimenti alla scuola italiana in tempi rapidissimi: le cosiddette “riforme” – eufemismo altisonante per non dire “tagli” – che hanno investito tutti i segmenti della scuola. Ma anche ambiti specifici, come i quattro sui quali gli studenti chiedono una marcia indietro a Profumo:



“Mai più nelle nostre scuole” alla bocciatura per il limite di assenze. Secondo il Dpr 122/09 sulla valutazione solo i ¾ della presenza rispetto al monte ore annuale garantiscono la promozione.

“Mai più nelle nostre scuole” al voto di condotta. Con il 5 in condotta si perde l’anno scolastico.

“Mai più nelle nostre scuole” alla sufficienza in ogni materia per accedere all’Esame di Stato. Da qualche anno si può partecipare alla maturità solo se si hanno tutte almeno sufficienze in ciascuna materia.

“Mai più nelle nostre scuole” al tetto del 30% di studenti migranti per classe: iniziò con Cota, e la balzana idea delle classi-ponte; ghetti, in realtà, dove – secondo le intenzioni del proponente – andavano relegati i diversi, indipendentemente dalla provenienza, per poter peggio provvedere alla loro integrazione in quella scuola che la Costituzione definisce “aperta a tutti”. Oggi la normativa (Cm 2/2010) prevede un massimo del 30% di studenti migranti in ogni classe, con un numero motivato di deroghe.

A prescindere dalla opportunità delle richieste – alcune, in particolare, sono estremamente sensate – sarebbe un bel segnale che qualcuno battesse un colpo. Il miracolo di una generazione che oggi abbia ancora voglia di esserci e di partecipare, di provare ad avere una lettura critica della realtà, di dire no a qualcosa senza rifugiarsi nell’acquiescenza acefala non può e non deve lasciare indifferenti.

Marina Boscaino

(24 febbraio 2012)

mercoledì 18 gennaio 2012

IL CONSIGLIO PROVINCIALE SALUTA I FINALISTI DELLA SFIDA SPAZIALE

Il Consiglio Provinciale ha oggi accolto per un saluto augurale le tre scuole del Torinese - l’Itis Pininfarina di Moncalieri, l’Itis Avogadro di Torino e l’Itis Olivetti di Ivrea – che parteciperanno alle finali olandesi della sfida Usa/ Europa “Zero Robotics competition 2011” fra team di studenti dei licei e degli istituti tecnici sulla progettazione di robot spaziali a basso costo.



“Un successo - ha sottolineato il presidente del Consiglio Sergio Bisacca - significativo dal punto di vista dell’esperienza scolastica e dell’innovazione, che ci ha indotto a dedicare un momento dei lavori dell’assemblea per onorare e salutare gli studenti in partenza per Amsterdam”.



Un ottimo risultato davvero per le tre scuole che, nella progettazione dei robot, si sono confrontate con istituti del Piemonte (Ipsia Galilei-Ferrari – Torino, Iis Ferrari - Susa , Iis Vallauri – Fossano), della Provincia di Padova, di Berlino e con le migliori High School americane.



“Una scommessa vinta grazie al coinvolgimento generale da parte della Rete” ha commentato Enzo Marvaso coordinatore della Rete “Robotica a scuola” nata a Torino nel 2010 per avvicinare la formazione scolastica all’industria.

“ La robotica – ha rilevato l’assessore all’Istruzione della Provincia Umberto D’Ottavio - è un settore produttivo in crescita. Il nostro territorio è leader nazionale. Con la rete che coinvolge imprese e istituzioni la robotica è diventata materia di insegnamento. I risultati ottenuti da questi ragazzi sono la prova della validità del sistema e della qualità della scuola piemontese”.



I rappresentanti della Rete hanno partecipato all’incontro per condividere con gli studenti la gioia dell’importante affermazione: Francesco de Sanctis direttore dell‘Ufficio scolastico regionale del Piemonte; Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio, Paola Barbero responsabile Scuola e Università dell’Unione industriale; Vincenzo Ilotte presidente Amma; Arturo Baroncelli partner tecnico Comau, Franco Francavilla dirigente scolastico dell’istituto Galilei-Ferrari – scuola capofila della Rete Robotica

Gli studenti erano accompagnati dai dirigenti scolastici Stefano Fava (Pininfarina), Tommaso De Luca (Avogadro), Daniela Vaio (Olivetti).



La sfida Usa/ Europa “Zero Robotics competition 2011” è legata a un concorso lanciato dal Politecnico di Torino – rappresentato in Consiglio dal prof. Leonardo Reyneri - in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e l’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Ai team studenteschi, sulla base delle specifiche tecniche fornite dal Mit di Boston, è stato affidato il compito di programmare piccoli satelliti low cost chiamati Spheres per farli partecipare a una gara a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dell’Esa e della Nasa, interessate a sviluppare le migliori idee progettuali.



Con l’Esa c’è stato un collegamento nel corso dell’incontro che ha permesso di conoscere ulteriori dettagli del concorso evidenziando l’importanza della sfida e la bravura degli studenti piemontesi



Lunedì 23 gennaio i finalisti andranno ad Amsterdam per competere collaudando i propri progetti a bordo della Stazione spaziale Internazionale con la supervisione diretta degli astronauti.

In attesa del risultato gli studenti del Pinifarina, dell’Avogadro, dell’Olivetti stanno assaporando il successo. “Vale la pena investire sui giovani “ ha detto uno di loro in Consiglio Provinciale.

IL CONSIGLIO PROVINCIALE SALUTA I FINALISTI DELLA SFIDA SPAZIALE

Il Consiglio Provinciale ha oggi accolto per un saluto augurale le tre scuole del Torinese - l’Itis Pininfarina di Moncalieri, l’Itis Avogadro di Torino e l’Itis Olivetti di Ivrea – che parteciperanno alle finali olandesi della sfida Usa/ Europa “Zero Robotics competition 2011” fra team di studenti dei licei e degli istituti tecnici sulla progettazione di robot spaziali a basso costo.



“Un successo - ha sottolineato il presidente del Consiglio Sergio Bisacca - significativo dal punto di vista dell’esperienza scolastica e dell’innovazione, che ci ha indotto a dedicare un momento dei lavori dell’assemblea per onorare e salutare gli studenti in partenza per Amsterdam”.



Un ottimo risultato davvero per le tre scuole che, nella progettazione dei robot, si sono confrontate con istituti del Piemonte (Ipsia Galilei-Ferrari – Torino, Iis Ferrari - Susa , Iis Vallauri – Fossano), della Provincia di Padova, di Berlino e con le migliori High School americane.



“Una scommessa vinta grazie al coinvolgimento generale da parte della Rete” ha commentato Enzo Marvaso coordinatore della Rete “Robotica a scuola” nata a Torino nel 2010 per avvicinare la formazione scolastica all’industria.

“ La robotica – ha rilevato l’assessore all’Istruzione della Provincia Umberto D’Ottavio - è un settore produttivo in crescita. Il nostro territorio è leader nazionale. Con la rete che coinvolge imprese e istituzioni la robotica è diventata materia di insegnamento. I risultati ottenuti da questi ragazzi sono la prova della validità del sistema e della qualità della scuola piemontese”.



I rappresentanti della Rete hanno partecipato all’incontro per condividere con gli studenti la gioia dell’importante affermazione: Francesco de Sanctis direttore dell‘Ufficio scolastico regionale del Piemonte; Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio, Paola Barbero responsabile Scuola e Università dell’Unione industriale; Vincenzo Ilotte presidente Amma; Arturo Baroncelli partner tecnico Comau, Franco Francavilla dirigente scolastico dell’istituto Galilei-Ferrari – scuola capofila della Rete Robotica

Gli studenti erano accompagnati dai dirigenti scolastici Stefano Fava (Pininfarina), Tommaso De Luca (Avogadro), Daniela Vaio (Olivetti).



La sfida Usa/ Europa “Zero Robotics competition 2011” è legata a un concorso lanciato dal Politecnico di Torino – rappresentato in Consiglio dal prof. Leonardo Reyneri - in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e l’Agenzia Spaziale Europea (Esa).

Ai team studenteschi, sulla base delle specifiche tecniche fornite dal Mit di Boston, è stato affidato il compito di programmare piccoli satelliti low cost chiamati Spheres per farli partecipare a una gara a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dell’Esa e della Nasa, interessate a sviluppare le migliori idee progettuali.



Con l’Esa c’è stato un collegamento nel corso dell’incontro che ha permesso di conoscere ulteriori dettagli del concorso evidenziando l’importanza della sfida e la bravura degli studenti piemontesi



Lunedì 23 gennaio i finalisti andranno ad Amsterdam per competere collaudando i propri progetti a bordo della Stazione spaziale Internazionale con la supervisione diretta degli astronauti.

In attesa del risultato gli studenti del Pinifarina, dell’Avogadro, dell’Olivetti stanno assaporando il successo. “Vale la pena investire sui giovani “ ha detto uno di loro in Consiglio Provinciale.

venerdì 23 dicembre 2011

Lettera a Profumo sull' Edilizia Scolastica

Stimatissimo
Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Prof. Francesco Profumo
Viale Trastevere 76/a
00153 ROMA

Oggetto: Programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico finalizzati alla messa in sicurezza. Contributi stanziati con delibera CIPE n. 32/2010.Sollecito Convenzioni.


Con deliberazione CIPE n. 32/2010 del 13 maggio 2010 pubblicata in Gazzetta Ufficiale
14/9/2010 è stato approvato il Piano straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico, provvedendo altresì all’assegnazione delle risorse agli Enti competenti.
La Provincia di Torino, in qualità di Ente titolare delle competenze in materia di edilizia scolastica superiore di secondo grado, è risultata assegnataria dei seguenti importi volti a finanziare interventi di messa in sicurezza di Istituti con sede nel territorio provinciale:


Succ. Baldessano – Roccati Carmagnola Euro 850.000,00
L.S. Galilei Ciriè Euro 250.000,00
L.C. Botta Ivrea Euro 550.000,00
I.I.S. Darwin - Romero Rivoli Euro 3.000.000,00
I.I.S. Ferraris Settimo T.se Euro 160.000,00
I.I.S. Steiner Torino Euro 500.000,00
I.A. Passoni Torino Euro 250.000,00
I.I.S Sommeiller - Ferraris Torino Euro 300.000,00
Primo Liceo Artistico Torino Euro 550.000,00
I.T.G. Guarini Torino Euro 250.000,00
I.T.I. Casale Torino Euro 100.000,00

In data 26/11/2010 la Provincia di Torino ha comunicato i dati richiesti al fine della stipulazione delle convenzioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Piemonte e Valle d’Aosta.

In data 24/2/2011 la Provincia ha trasmesso al Provveditorato (in triplice originale) tutte le Convenzioni debitamente compilate e sottoscritte dal Presidente della Provincia.
Con nota 14/6/2011 si sollecitava la restituzione, da parte del Ministero, delle Convenzioni debitamente sottoscritte, registrate e vistate, al fine di presentare al Provveditorato stesso i progetti relativi e procedere con le gare d’appalto.

Ad oggi è stata restituita solo la Convenzione relativa al rifacimento delle coperture del Darwin di Rivoli, e di conseguenza questo Ente non ha potuto avviare le procedure di gara degli interventi che lo stesso Ministero ha valutato prioritari e urgenti a garanzia della sicurezza della popolazione scolastica.
Si segnala che, a fronte dell’avvenuta assegnazione delle risorse da parte del CIPE, questo Ente ha dato precedenza alla elaborazione dei progetti sopra elencati rispetto ad altri possibili interventi; gli stessi progetti sono già stati tutti predisposti dagli Uffici tecnici dell’Ente, ma non sono stati sottoposti al Provveditorato al fine di non far decorrere i termini previsti all’art. 4 delle
Convenzioni stesse in mancanza della copertura finanziaria degli interventi.
La mancata sottoscrizione delle Convenzioni ha quindi compromesso buona parte del
Programma dei Lavori Pubblici della Provincia di Torino relativo all’edilizia scolastica per l’anno 2011. Peraltro, l’urgenza degli interventi sta determinando situazioni di pericolo anche critiche, a fronte delle quali la Provincia – esposta anche all’applicazione di sanzioni da parte degli Enti preposti alla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro – si vede costretta in taluni casi
ad interdire l’utilizzo dei locali degli Istituti scolastici interessati, penalizzando così studenti e corpo docente.
L’Ente non dispone, infatti, di risorse finanziarie alternative con cui sostenere gli interventi suddetti, considerato che deve provvedere per legge alla manutenzione di più di 150 edifici scolastici.
Si chiede quindi nuovamente di dare corso con ogni urgenza alla sottoscrizione, registrazione e visto delle Convenzioni in parola, nell’interesse della popolazione scolastica cui le risorse suddette sono state destinate fin dal maggio 2010 e che legittimamente attende l’esecuzione degli interventi all’epoca ampiamente pubblicizzati anche dal MIUR e di garantire la disponibilità delle
corrispondenti risorse finanziarie sin dall’inizio del 2012.

Distinti saluti.

Umberto D’Ottavio

martedì 20 dicembre 2011

EDILIZIA SCOLASTICA: ASSEGNATI I CONTRIBUTI AI COMUNI CON MENO DI 5000 ABITANTI

Con una delibera approvata dalla Giunta provinciale di Torino sono stati assegnati - per il 2011 - circa 410.000 euro di contributi ai Comuni del territorio della Provincia di Torino con popolazione inferiore ai 5000 abitanti: si tratta di fondi regionali destinati a limitati interventi di edilizia scolastica. “ La Regione Piemonte – riferisce l’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio - doveva trasferire circa un milione di euro come previsto da una disposizione del 2008. La Provincia ne ha ricevuti solo 400.000 ed è stata costretta a intervenire con risorse finanziarie pari al 40% di quanto richiesto dai Comuni, in attesa che la Regione corrisponda la parte rimanente dell’ammontare complessivo”. I contributi per i piccoli interventi di edilizia scolastica sono stati erogati ai seguenti Comuni: - Agliè: 10.096 euro (messa a norma impianti e contenimento energetico della scuola elementare e media) - Airasca: 7.852 euro (adeguamento sismico della scuola media) - Bricherasio: 14.582 euro (interventi ai servizi igienici nel primo piano della scuola elementare) - Candia Canavese: 15.705 euro ( manutenzione ordinaria della scuola elementare) - Chiaverano: 1.572 euro ( manutenzione straordinaria della centrale termica della scuola materna) - Cuceglio : 4.887 euro (manutenzione straordinaria della palestra elementare) - Fenestrelle: 13.465 euro ( sostituzione serramenti della scuola elementare e media) - Frassinetto: 20.057 euro (abbattimento barriere architettoniche e adeguamenti normativi della scuola elementare) - Front: 4.391 euro (lavori di pavimentazione del cortile della scuola elementare) - Locana: 17.470 (manutenzione straordinaria della scuola materna e della palestra) - Mompantero: 20.057 euro (ristrutturazione impianti della scuola materna) - Monteu da Po: 12.924 euro (manutenzione straordinaria della scuola materna ed elementare) - Novalesa: 12.340 euro (sostituzione manto di copertura della scuola elementare) - Oulx: 22.436 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare e media) - Ozegna: 20.192 euro (1°lotto manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Pomaretto: 17.898 euro (opere di manutenzione straordinaria della scuola elementare e della palestra) - Prali: 17.949 euro (manutenzione straordinaria della palestra elementare) - Prarostino: 20.181 euro (lavori di adeguamento alle prescrizioni Asl della scuola materna ed elementare) - Prascorsano: 8.362 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Rivalba: 17.949 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Salassa: 15.705 euro (adeguamento impianti idro-termo-sanitari della scuola elementare e della palestra) - Samone: 17.925 euro (manutenzione straordinaria e contenimento energetico della scuola elementare) - San Germano Chisone: 9.661 euro (manutenzione straordinaria della palestra della scuola materna) - San Martino Canavese: 12.130 euro (messa in sicurezza della scuola materna) - Tavagnasco: 20.160 euro (ristrutturazione edilizia della scuola materna) - Torre Canavese:17.377 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Vaie: 4.377 euro (interventi per risparmio energetico della scuola materna, elementare e palestra) - Villafranca Piemonte: 15.705 ( costruzione nuova mensa scolastica della scuola media) - Villarfocchiardo: 4.301 euro (rifacimento impianto di riscaldamento della palestra della scuola elementare) - Villastellone: 12.340 euro (rifacimento copertura della scuola materna).

mercoledì 30 novembre 2011

Lettera aperta al Ministro Francesco Profumo

Carissimo Professore Ministro Francesco Profumo, la Sua nomina ha suscitato molte attese e la speranza di richiamare una nuova attenzione ai temi della scuola e dell’istruzione.

Negli ultimi 10 anni del secolo scorso quando si diceva “RIFORMA della SCUOLA” si pensava e si parlava di didattica e di pedagogia.

Invece, in questi primi 10 anni del nuovo secolo, il concetto si è più avvicinato a quello di una azienda in crisi che scarica le sue difficoltà sul personale e per “riforma” ormai si è inteso solo più riduzione della spesa.

Inoltre, non voglio rincarare la dose, ma chi ha diretto il sistema dell’istruzione in questi anni non ha capito che la scuola è un sistema complesso e articolato e di fronte alla vera condizione di eterogenità non c’è bisogno di più centralismo, ma al contrario di più articolazione e diffusione della responsabilità.
Non di un modello statico o rigido c’è bisogno, ma piuttosto di strategia differenziata, di verifiche di sistema e di interventi sul piano territoriale considerate le evidenti differenze tra i sistemi scolastici reali delle diverse aree del Paese.

Innanzitutto, dobbiamo ripartire dalla scuola come sistema educativo della comunità nazionale e, quindi, ristabilire questo quale mandato della scuola.

In questi anni si è generato un corto circuito e i tanti ricorsi alla Corte Costituzionale riferiscono di una situazione caotica. I decreti, se non semplici circolari sono diventati lo strumento operativo. Secondo me, siamo andati ben oltre il lecito, il consentito e l’accettabile.

Non credo però che un ritorno all’antico, quello di un forte e magari più ricco ministero, sia la via.

Credo piuttosto che la nostra scuola ha bisogno di declinare i “famosi” obiettivi di LISBONA, quelli per il 2020, nelle Regioni, nelle Province e nei Comuni e mettere nelle condizioni le Istituzioni locali di condividere la responsabilità nazionale nel raggiungimento di quegli obiettivi.
Anzi, io credo, che una iniziativa utile sia quella di mettere in evidenza in quali Comuni e in quali Province e in quali Regioni si siano raggiunti o si stiano raggiungendo gli obiettivi e sostenere gli altri territori perché si arrivi ad una performance nazionale positiva.

Per questo ci aspettiamo dal Governo parole chiare sull’innalzamento dell’obbligo scolastico, sui tempi e sui luoghi dell’apprendimento, sugli ordinamenti e sull’innovazione, sul reclutamento e la formazione dei docenti, sull’inclusione e sulla valutazione.

La scuola ha bisogno di segnali concreti di affetto e considerazione.
Buon lavoro Ministro

Umberto D’OTTAVIO

giovedì 24 novembre 2011

“Finiti i controlli Ora servirebbero novanta milioni”

MARIA TERESA MARTINENGO


Umberto D’Ottavio Assessore provinciale all’Istruzione «nella sicurezza della scuola di Rivoli abbiamo già speso un milione e mezzo di euro. Ora siamo all’appalto più importante, quello per il tetto: 8 mila metri quadri»

Sono tre anni che per noi il 22 novembre è un giorno molto triste. Quest’anno la madre di Vito ha scritto quella bellissima lettera a nome di suo figlio e noi abbiamo voluto rispondere. È il minimo, rispondere a Vito su quel che è stato fatto». L’assessore all’Istruzione della Provincia, Umberto D’Ottavio ha assecondato la toccante scelta di Cinzia Scafidi. E con il presidente Antonio Saitta si è rivolto a Vito, come in un «rosario laico», con i numeri di un impegno che è stato grande, ma che vorrebbe essere molto più grande: 90 milioni di euro. Un miraggio.

Il 22 novembre impone un bilancio sulla sicurezza a scuola a cominciare dal Darwin. Che cosa si è fatto e cosa resta da fare?

«A Rivoli, per rimettere la scuola in ordine, la Provincia ha già speso un milione e mezzo di euro. Ora siamo in prossimità dell’appalto più importante, per il rifacimento della copertura del tetto. La base d’asta è di quasi 3 milioni: sono 8000 metri quadrati. Sotto quel tetto c’è anche il Romero, in tutto tremila studenti. Speriamo di dare presto il via ai lavori».

L’ala dov’è avvenuto il crollo è ancora chiusa. Perché?

«È la parte che è stata messa sotto sequestro. Mentre nel resto della scuola abbiamo tolto la controsoffittatura e messo a norma tutto quanto, lì è ancora tutto da fare, non si è potuto toccare nulla. Ma i lavori sono già stati messi a bilancio. Il liceo di Vito per noi deve essere il modello della scuola sicura. Poi, nel frattempo abbiamo inaugurato e intitolato a Vito Scafidi l’istituto di Sangano. Il più bello, sicuro ed ecocompatibile di tutta la Provincia».

E nel resto del territorio?

«Abbiamo controllato tutte le nostre 170 scuole, individuando i problemi e stendendo una scheda. L’ammontare delle necessità sarebbe di 90 milioni, ma siccome sappiamo che non li abbiamo e non li avremo mai, faremo un po’ alla volta. Il programma dei lavori è stabilito».

Ma la sicurezza?

«Dalla tragedia del Darwin, il Consiglio Provinciale ha via via aumentato il suo impegno per l’edilizia scolastica: sia per la sicurezza che per la manutenzione. Nonostante le difficoltà, il patto di stabilità, i guai abbiamo aperto 70 cantieri».

Dal novembre 2009 ci sono stati altri problemi...

«Noi abbiamo un problema cronico perché il 50% delle nostre scuole è ospitata in edifici nati per altri usi. Lo stesso Darwin, come si sa, era il Seminario diocesano. Ma da allora ci basta una segnalazione, la presunzione di un guaio, e subito interveniamo, quando è il caso anche chiudendo aule, palestre e parti di scuole».

Scelte che fanno storcere il naso...

«Il disagio è disagio, ma più nessuno dopo la tragedia del Darwin ha il coraggio di rinunciare alla sicurezza. Abbiamo la responsabilità di 90 mila studenti e 20 mila docenti: cerchiamo di onorarla in ogni modo anche se non ci neghiamo le difficoltà».

Ci sono notizie dei fondi Cipe che la Provincia attende?

«Abbiamo ricevuto la promessa dal ministero per 13 progetti presentati: 6,5 milioni di euro. L’unica convenzione firmata è stata quella per il Darwin. Al Passoni, dove è stato autorizzato il nuovo liceo musicale, siamo dovuti intervenire con le nostre risorse. Sono tante le scuole che aspettano. Sarebbe un bel segnale se adesso questi fondi si sbloccassero».

lunedì 31 ottobre 2011

Conferenza delle Regioni: proposta in merito alle modalità attuative del dimensionamento scolastico

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
11/126/CR8a/C9
PROPOSTA IN MERITO ALLE MODALITÀ ATTUATIVE DELL'ARTICOLO 19,
COMMA 4, DEL D.L. N. 98 DEL 2011, CONVERTITO NELLA LEGGE N.111 DEL 2011


La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome: atteso che molte Regioni hanno impugnato l'art. 19 del DL 98/2011 convertito in L.
111/ 2011, in quanto invasivo delle competenze regionali in materia di
programmazione della rete scolastica;
consapevole che il MIUR si pone obiettivi di risparmio dai quali non intende
prescindere;
al fine di assicurare l'operatività del sistema scolastico, propone comunque al Ministro
dell’Istruzione università e ricerca un accordo sulle modalità di applicazione del medesimo
articolo, per garantire sia la omogenea applicazione nelle diverse realtà regionali che la
necessaria sostenibilità.
Proposta della Conferenza:
1. Le Regioni intendono raggiungere l'obiettivo utilizzando i parametri numerici di cui alla norma (1000 o 500 alunni per istituto comprensivo) come media regionale di
riferimento, ovvero come risultato ottenuto dal numero complessivo degli alunni
diviso il numero delle autonomie, esercitando in questo modo la propria competenza
a programmare le autonomie scolastiche sul territorio, nell’ambito della funzione di
organizzazione della rete scolastica svolta in collaborazione con gli Enti locali.
2. le Regioni si impegnano a proseguire nel percorso di aggregazione delle direzioni
didattiche e delle scuole medie, oggi autonome, in istituti comprensivi, tenendo conto prioritariamente che tale accorpamento favorisca la verticalizzazione dei percorsi e la continuità didattica per una maggiore qualità dell'offerta formativa.
Dove si valuti che l’operazione di aggregazione, per motivi legati alle condizioni
geografiche, socioeconomiche e alla “storia” del territorio, nonché alla situazione
dell’edilizia scolastica, non corrisponda alla auspicata finalità (vedi sopra), ma risulti piuttosto una forzatura “quantitativa” rispetto alle scelte ed ai comportamenti delle famiglie e degli alunni, sono mantenute le direzioni didattiche e le scuole medie, oggi autonome, pur nel rispetto dei parametri numerici di cui all'articolo 19, comma 4 da applicarsi nelle modalità di cui al precedente punto 1;
3. le Regioni si impegnano a raggiungere l'obiettivo entro l'anno scolastico 2014 –
2015.
Roma 27 ottobre 2011

mercoledì 26 ottobre 2011

RISTRUTTURAZIONE DI 20 PALESTRE DI SCUOLE MEDIE SUPERIORI

La spesa prevista è di circa 1 milione di Euro e sarà coperta all’80% dalla Regione e al 20% dalla Provincia

Su proposta dell’Assessore all’Istruzione, Edilizia scolastica e Patrimonio, Umberto D’Ottavio, la Giunta Provinciale ha approvato i progetti preliminari per l’adeguamento strutturale di 20 palestre scolastiche, finanziabile attraverso la partecipazione ad un bando recentemente pubblicato dalla Regione Piemonte nell’ambito del Piano annuale di interventi per l’impiantistica sportiva 2011. Il termine per la presentazione dei progetti era fissato per il 31 ottobre. I progetti riguardano la messa in sicurezza, la manutenzione straordinaria, l’adeguamento normativo, l’abbattimento di barriere architettoniche, il miglioramento della fruibilità delle palestre.



“Il bando della Regione mette a disposizione circa 2 milioni di Euro per l’intero territorio piemontese, con l’obiettivo di migliorare ed ampliare la fruibilità delle palestre in orario extra-scolastico da parte delle società sportive e delle comunità locali. – spiega l’Assessore D’Ottavio - In base ad un criterio demografico e a considerazioni sulla presenza di società sportive sul territorio, il 50-60% della somma disponibile dovrebbe spettare alla Provincia di Torino. Grazie a quelle risorse, sarà coperto circa l’80% dei costi degli interventi progettati, compresi la progettazione e la direzione dei lavori. In caso di ammissione al co-finanziamento, la Provincia provvederà ad inserire le opere nel Programma triennale dei lavori pubblici 2012-2014 e a stanziare le somme necessarie a coprire la propria quota di copertura dei costi, che sarà del 20%”. E’ inoltre previsto che nel Bilancio 2012 della Provincia venga istituito un apposito capitolo di spesa, separato da quelli inerenti l’edilizia scolastica, in considerazione del servizio che le palestre garantiscono all’utenza sul territorio.



La Delibera approvata questa settimana dalla Giunta Provinciale fa seguito all’approvazione da parte del Consiglio Provinciale, del Programma pluriennale per l’impiantistica sportiva per il quadriennio 2011-2014, che ha come obiettivo prioritario il miglioramento della situazione strutturale delle palestre scolastiche e di altri impianti di proprietà della Provincia. Il Programma nasce per far sì che sia reso effettivo quanto previsto legislazione vigente in materia, che assegna alle Province la competenza sulla manutenzione ordinaria e straordinaria delle palestre scolastiche. Per assolvere al compito istituzionale fissato dalla legge, la Provincia punta a mettere in campo, oltre alle risorse proprie, quelle della Regione Piemonte, dell’Istituto per il Credito Sportivo e del sistema sportivo locale.









LE SCUOLE INTERESSATE DAI PROGETTI DI RISTRUTTURAZIONE DELLE PALESTRE



Istituto di Istruzione Superiore “Ignazio Porro” di Pinerolo (spesa complessiva prevista 51.682,53 Euro), Istituto di Istruzione Superiore “Etttore Majorana”-succursale di corso Tazzoli a Torino (spesa complessiva prevista 56.995,40), Istituto di Istruzione Superiore “Primo Levi” di Torino (51.371,51), Liceo Scientifico “Marie Curie” di Pinerolo (57.680,64), Istituto Tecnico per Geometri “Guarino Guarini” di Torino (52.740,51), Primo Liceo Artistico di Torino (51.120,83), Liceo Scientifico “Giordano Bruno” di Torino (50.628,40), Liceo Scientifico “Albert Einstein” di Torino (50.973,10), Istituto di Istruzione Superiore “Cena” di Ivrea (51.182,39), Istituto di Istruzione Superiore “Bodoni” di Torino (46.095,28), Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato “Galileo Galilei” di Torino (50.628,40), Liceo Scientifico “Ettore Majorana” di Moncalieri (50.628,40), Liceo Scientifico “Augusto Monti” di Chieri (50.628,40), Istituto Tecnico Commerciale “Erasmo da Rotterdam” di Nichelino (50.628,40), Istituto Tecnico Industriale Statale “Pininfarina” di Moncalieri (47.486,42), Istituto di Istruzione Superiore “Elio Vittorini” di Grugliasco (52.150,92), Liceo Scientifico “Marie Curie” di Grugliasco (52.150,92), Liceo Scientifico “Alessandro Volta” di Torino (51.386,42), Istituto Magistrale “Regina Margherita” di Torino (52.201,26), I.T.A.S “Santorre di Santarosa” (42.103,66).

venerdì 9 settembre 2011

Buon anno scolastico 2011/2012

Lunedì 12 settembre inizia il nuovo anno scolastico in tutto il Piemonte. Nella Provincia di Torino sono 270.000 gli studenti impegnati nelle scuole primarie e secondarie ai quali vanno sommati i circa 30.000 delle scuole paritarie e in obbligo di formazione presso le agenzie.
A tutti loro e agli insegnanti e al personale della scuola va il nostro augurio di un anno proficuo e ricco di soddisfazioni.

Le difficoltà non mancano e altre si intravedono, ma di una cosa dobbiamo essere tutti convinti e agire di conseguenza: l’esperienza scolastica è insostituibile. Compito degli adulti è fare in modo che sia la migliore possibile.

La Provincia di Torino ha un obiettivo prioritario che è di mantenere il livello di eccellenza raggiunto dal nostro sistema scolastico che è stato classificato tra i migliori d’Italia.(report della rivista Tuttoscuola maggio 2011).

Quattro sono gli elementi che caratterizzano questo risultato.

Il primo riguarda la scuola dell’infanzia, siamo tra le Province con il più alto tasso di partecipazione. Sono ormai un elemento costitutivo del sistema dell’istruzione e sempre meno semplice servizio alle famiglie.
Il secondo è una scuola primaria ricchissima di insegnanti motivati e strutture, realizzate dai Comuni, moderne ed efficienti, con servizi mensa di grande qualità con prodotti bio e a km 0. Dove il tempo scuola ampio ha consentito di raggiungere risultati molto positivi.
Il terzo è una scuola secondaria superiore profondamente radicata nel territorio in grado di garantire una offerta formativa di qualità che assicura preparazione e competenze spendibili.
Il quarto, una presenza universitaria che punta alla sua internazionalizzazione senza rinunciare al bacino di utenza naturale e che fa della nostra università quella con la più bassa dispersione in Italia.

Credo che proprio questa situazione ha permesso di realizzare le grandi trasformazioni del nostro territorio. Infatti è dimostrato che il livello di sviluppo sociale ed economico di un territorio, sempre di più è legato al livello di istruzione dei suoi abitanti. Questo dovrebbe far pensare a tutti coloro che si preoccupano del futuro di una realtà che la pre condizione per porre le basi di un qualunque progetto è proprio il livello di istruzione di chi può contribuire a realizzarlo.

Per questo l’investimento per la scuola è quello con la più alta resa. Soprattutto nei periodi di crisi.

Buon anno scolastico 2011/2012.

Umberto D’OTTAVIO
Assessore all’Istruzione della Provincia di Torino.

venerdì 26 agosto 2011

AFFRONTARE LA CRISI IN MODO DEMOCRATICO: QUESTO E’ IL NODO

Abbiamo il dovere di rimettere le cose a posto. Invece la confusione regna sovrana e siamo a chi la spara più grossa. Che cosa centra con le decisioni necessarie ad affrontare la crisi economica la riduzione degli spazi di democrazia e dei presidi sul territorio? In sostanza dobbiamo fare attenzione a non confondere la riduzione dei costi della politica con il rischio di riduzione della democrazia e della partecipazione.

Si sta parlando di cancellare Comuni, Province, qualcuno ha messo in ballo anche le Regioni. Infatti, quando si comincia male non può che finire peggio. Al contrario di chi ben comincia…

I Comuni esistono in tutto il mondo e in particolare in Europa con Paesi che ne hanno molti più dell’Italia, per esempio la Francia ne ha circa 36.000 contro i nostri 8.000, ma ne hanno circa 3.000 la Svizzera e l’Austria . Il Comune rappresenta l’entità istituzionale più vicina ai cittadini e in Italia l’identità comunale è fortissima, non riconducibile solo ad una questione amministrativa. Durante il Regno d’Italia e sotto il fascismo si fecero forzature,ma eravamo, appunto,sotto una dittatura.

Le Province hanno, nei Paesi dove esistono, la funzione di ente intermedio, cioè quello con competenze gestionali e di coordinamento sovra comunali, di area vasta come spesso si dice.
Quanto vasta può essere definito con delle formule? Di sicuro è un ente che se mantiene le caratteristiche di espressione democratica dei territori deve comunque fare i conti con le economie di gestione e con la capacità di fare massa critica. Molto dipende dalle Regioni, queste sì vera invenzione amministrativa con poteri legislativi ormai enormi. Tanto è vero che per qualcuno federalismo è uguale a regionalismo, ma non dice questo il Titolo V° della Costituzione con le modifiche approvate dal referendum del 2001. Sussidiarietà è, invece, il sostantivo con il quale si può riassumere il dettato costituzionale.

Allora rimettiamo le cose a posta, ritorniamo alla Carta delle Autonomie e al Federalismo fiscale che erano le bandiere del movimento che puntava alla riduzione dei costi dello Stato e ad un allargamento della democrazia e della responsabilità dal basso.

Chi in questi anni si è battuto per questo lo ha anche fatto pensando ad uno sviluppo sociale ed economico che può riprendere solo se esalta le responsabilità e l’impegno locale versus una gestione statale centrale i cui insuccessi sono evidenti e su tutti i fronti, dall’istruzione al sostegno alle imprese.
Più responsabilità agli enti locali è forse l’unica possibilità per il nostro Paese di recuperare il gap con il resto dell’Europa più avanzata.

I costi della politica sono una derivata. Quanti sono i sindaci che non prendono nessuna indennità visto le condizioni delle casse comunali? Tantissimi, volontari loro e i consiglieri ai quali è sciocco rinunciare. Ma siamo seri. E’ giusto che un sindaco e un assessore ai quali spesso è richiesto il un impegno a tempo pieno lo facciano gratis? Non scherziamo, che la politica non sia per tutti,ma legata alle proprie ricchezza l’abbiamo già vissuta e non è democratico. Che non ci si arricchisca con la politica è un’altra cosa. La legislazione italiana in materia di indennità è stata il frutto di un grande impegno del movimento per lo sviluppo della democrazia nel nostro Paese. Le distorsioni vanno corrette, ma non cancelliamo le conquiste.

Uscire dalla crisi è un dovere e ognuno deve fare la propria parte, ma uscire dalla crisi in modo democratico significa distribuire i pesi con equità. Il rischio di avere alla fine minore democrazia è forte e per questo la battaglia sulle soluzioni da trovare non è un esercizio per pochi.
Uno dei modi per allargare la partecipazione alle scelte è proprio il rafforzamento delle istituzioni locali, quelle più vicine al cittadino.

Umberto D'OTTAVIO

martedì 12 luglio 2011

Lisbona tradita. Ne vogliamo parlare?

Rispetto ai 5 obiettivi individuati a Lisbona nel 2000 (da realizzarsi entro il 2010), la situazione generale è complessivamente molto critica, con l’Italia in maggior ritardo rispetto agli altri 26 Paesi dell’Unione.
L’unico obiettivo raggiunto è stato quello del tasso di laureati del settore matematico-scientifico, che doveva aumentare entro il 2010 del 15%. Abbandoni scolastici: fissati per il 2010 a non più del 10%, continuano ad essere il 14.8% nella media europea e il 20% in Italia. Catastrofici i dati relativi alla capacità di lettura dei 15enni scolarizzati, con le insufficienze da ridurre al 13.7%, mentre sono al 24.1% in Europa, al 26.4% da noi. L’85% dei ragazzi tra i 18 e i 25 anni avrebbe dovuto entro il 2010 avere un diploma superiore; ma solo il 78% nella media europea e il 76% in Italia c’è riuscito. Partecipazione degli adulti alla formazione permanente: l’obiettivo era del 12.5%, ma solo il 9.7% in Europa e il 6.2% in Italia accedono al lifelong learning. Il Consiglio europeo ha fissato nuovi obiettivi per il 2020, altri sono rimasti immutati.

Ma ne vogliamo parlare?

mercoledì 15 giugno 2011

Saitta: affidare alle Province i compiti degli Uffici Scolastici

Decentrare gli uffici dei ministeri, come vorrebbe la Lega? Meglio sarebbe chiudere quelli esistenti e trasferirne le competenze agli enti locali. Nello specifico, alle Province. Ieri, dopo essere stato ragguagliato in giunta dall’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio, Antonio Saitta ha mirato al Miur regionale e provinciale, acronimo che indica l’ex provveditorato agli Studi. Il quale non farebbe il suo mestiere, cioè programmare per tempo le risorse umane di professori e dirigenti scolastici da destinare alle scuole, lasciando la Provincia in prima linea: sostanzialmente sola nel fronteggiare le richieste di presidi, insegnanti e genitori.

Un’accusa pesante. Né è casuale che lo sfogo avvenga a giugno, quando il termine dell’anno scolastico coincide con i preparativi per quello nuovo. Come se non bastassero i tagli, l’autonomia scolastica e la competizione tra i vari istituti per guadagnare il maggior numero di allievi, ci si mette pure il Miur. «E’ una sorta di ufficio decentrato del ministero dell’Istruzione ma funziona poco e male protesta Saitta senza giri di parole -. Non solo non pianifica, ma ci gira all’ultimo tutte le richieste di lavori e interventi di adeguamento mettendoci in grande difficoltà». Perché? «Perché le scuole pretenderebbero che fossero eseguiti durante la pausa estiva mentre i tempi tecnici richiederebbero una programmazione anticipata». Altro problema: la progressiva riduzione degli insegnanti in seguito ai tagli ministeriali, e quindi la richiesta di aumentare la capienza delle aule da parte del Miur, contrasta con le norme di sicurezza di cui la Provincia è responsabile.

Risultato: Palazzo Cisterna si sente tra l’incudine e il martello: da una parte il Miur e dall’altra le scuole. Particolare non trascurabile, «figura come la colpevole di tutti i problemi». Da qui l’affondo: «Per quale motivo il ministero non ci attribuisce le competenze del Miur, che di fatto è solo un ufficio amministrativo?».

Posizione condivisa dall’assessore D’Ottavio - «nessuno scandalo, il passaggio delle competenze dallo Stato alle Regioni prevede la cancellazione degli uffici scolastici e il trasferimento dei loro compiti alle Province» - e poco gradita al Miur, dove si ricorre alle arti della diplomazia per scongiurare o quantomeno mascherare lo scontro frontale. «Le parole di Saitta mi stupiscono replica Francesco De Sanctis, direttore regionale -. Che il mondo della scuola presenti dei problemi è un fatto oggettivo, siamo tutti sotto pressione, ma non è dividendoci che li risolveremo. La soluzione è continuare a collaborare».

Certo è che tra Palazzo Cisterna, via Pietro Micca e via Coazze - gli ultimi due indirizzi rimandano alle sedi dell’Ufficio scolastico regionale e provinciale -, non tira una bella aria. Né contribuirà a migliorarla l’accorpamento di entrambi i Miur in via Coazze, proposito che Saitta coltiva da tempo.

La Provincia si fa carico, in base a una legge del ’96, di ospitarli a sue spese. Il Miur provinciale è domiciliato in via Coazze, in un edificio di proprietà dell’ente pubblico: che non incassa un euro di affitto e paga tutte le spese. Quello regionale ha sede in due alloggi su via Pietro Micca: 230 mila euro l’anno di canone, più le utenze. La Provincia di Torino versa la somma in anticipo, mentre le altre sette Province del Piemonte le rimborsano una cifra pari a metà dell’affitto. Un altro motivo di insofferenza per Palazzo Cisterna, deciso a darci un taglio: economico e, a quanto pare, anche politico.

La Stampa 15 giugno 2011

martedì 14 giugno 2011

La situazione della scuola torinese nel prossimo anno

La situazione della scuola torinese nel prossimo anno, l’assessore all’Istruzione della Provincia la vede nera. Proprio come la descrivono le tante lettere ricevute da genitori e amministratori dei comuni e delle comunità montane (incontrate ieri): la punta dell’iceberg delle difficoltà. La gente che resiste in montagna parla di un territorio che vede le sue peculiarità e le sue esigenze in generale ignorate, al più «tamponate» senza certezza di continuità e qualità. E non è tutto.

«I tagli fanno sparire scuole, classi, indirizzi professionali. Mancano 75 presidi nella nostra provincia... Siamo molto preoccupati. Per noi l’anno nuovo inizia adesso - spiega D’Ottavio - e si tratta di predisporre tutto per far sì che il 12 settembre le cose funzionino al meglio. Ma i tagli a questo punto stanno creando sofferenze enormi di cui vorremmo ragionare, e non riusciamo a farlo, con la Regione e l’Ufficio Scolastico Regionale: dalla Regione si prospettano riduzioni del 50% delle risorse per i piani del diritto allo studio. Parliamo di trasporti, supporto ai disabili, esigenze educative speciali. L’integrazione degli studenti di origine straniera diventa un lusso».

D’Ottavio cita il presidente della Provincia. «Come Saitta ha detto che porterà in tribunale Cota perché non rispetta gli impegni presi, altrettanto si può immaginare per l’istruzione. I sindaci non sanno su cosa si potrà contare. Se questo è il risultato dell’essere in testa alla classifica delle migliori scuole italiane».

L’assessore elenca le situazioni più gravi. «Il peggio è nelle Valli di Lanzo: Traves, Ceres, Ala di Stura». Non la montagna degli sport invernali, ma quella che fatica a trattenere la sua gente avendo meno opportunità di reinventarsi. «C’è Rorà nel Pinerolese, Settimo Vittone dove ci sono scuole a rischio di chiusura, Nomaglio, Andrate». Situazioni dove, con i parametri attuali, l’iscrizione di un solo bambino fa la differenza. «La gente chiede che la Regione, che pure ha dimostrato buona volontà nell’intervenire per mitigare gli effetti dei tagli della Gelmini, si impegni per chiedere al governo di tenere conto di un territorio difficile, delle distanze, della neve».

Poi, il tempo pieno. «La promessa era stata di non toccare quello “storico”. Invece a Collegno, per esempio, taglieranno quattro insegnanti e non sarà più garantito. Si taglia mentre la popolazione scolastica aumenta». Le famiglie, già in crisi per il lavoro, perdono altre certezze.

«Alle superiori i presidi devono smembrare classi perché gli studenti non bastano più per giustificare una seconda, una quarta», dice l’assessore. «Capita al liceo artistico come negli istituti tecnici. E si perdono indirizzi richiesti dal mercato del lavoro». Le classi non si formano con meno di 27 allievi e, come denunciato dai sindacati, i casi di 32-33 saranno all’ordine del giorno.

«C’è un aspetto di questa situazione che unisce il danno e la beffa: la Direzione Scolastica Provinciale mi chiede di sistemare le aule in modo da accogliere gli studenti necessari per costituire una classe. Certo, compete agli enti locali l’edilizia scolastica. Ma in questo modo è lo Stato il primo a non volere la sicurezza nelle scuole». Di lavori sull’edilizia scolastica la Provincia in estate ne realizzerà parecchi. «Si concluderà la verifica su tutti gli edifici avviata, dopo la tragedia del Darwin, con il Provveditorato alle Opere Pubbliche», dice D’Ottavio. «Lavoreremo nelle aule chiuse all’ultimo piano dell’Avogadro. In settembre le classi coinvolte andranno provvisoriamente nel vicino istituto Lagrange. Il Regina Margherita avrà tutto l’edificio di corso Caduti sul Lavoro, faremo importanti interventi nella sede del Passoni, in via della Rocca, per adeguarlo al nuovo liceo musicale. Intanto pensiamo all’accorpamento del liceo scientifico Gobetti con il Segrè».

Maria Teresa Martinengo
La Stampa 14 giugno 2011

giovedì 9 giugno 2011

CON LA ROBOTICA INNOVAZIONE PER LAVORO E ISTRUZIONE

Gli assessori della Provincia di Torino Carlo Chiama (Lavoro) e Umberto D’Ottavio (Istruzione) hanno partecipato al Convegno "Meccatronica/Robotica - Competenze e professioni nel futuro del Piemonte" tenutosi oggi a Torino. "L'indagine svolta sulla robotica – ha dichiarato l’assessore Chiama - ci dice che si tratta di un settore nel quale Torino e il Piemonte sono particolarmente forti, a livello di Giappone e Germania, e che produce posti di lavoro stabili e con una significativa presenza di giovani. La robotica richiede grandi competenze multidisciplinari e può avere ricadute in molti settori. La robotica può quindi essere uno dei principali driver per l'innovazione e il rafforzamento del nostro sistema industriale. L'osservatorio per il mercato del lavoro della Provincia di Torino sta lavorando con la Regione e con il gruppo di lavoro di RIF (rete indagine fabbisogni) per la definizione di uno strumento più avanzato di analisi dei fabbisogni del mercato del lavoro." “Oggi si incastra un nuovo fondamentale tassello nel disegno definito dai partner nell'intesa sulla robotica – ha commentato l’assessore D’Ottavio -. Infatti, gradualmente ma con convinzione, l'impresa sta crescendo: l'innovazione didattica sta prendendo forma nella progettazione fatta dai docenti; tre laboratori di robotica sono stati attivati in queste settimane in tre istituti e stanno incuriosendo ragazzi e ragazze (si spera molte ragazze); orientamento e informazione sulla robotica stanno portando l'attenzione verso l'istruzione tecnica e professionale”.

giovedì 19 maggio 2011

Presentata l'offerta di Istruzione Tenica Superiore

Sbocchi lavorativi sicuri grazie al Campus Piemonte per l’alta formazione che consente ai diplomati di frequentare, dal prossimo autunno, i bienni di Istituto Tecnico Superiore (Its) in due scuole: presso l’Itis Pininfarina di Moncalieri per la qualifica di Tecnico superiore per la comunicazione audiovisiva – indirizzo HD cinetelevisiva e di Tecnico superiore per la comunicazione audiovisiva – indirizzo Web interactivity; presso l’Itis Grassi di Torino per la qualificazione tecnica specialistica in Aerospazio/meccatronica.

Il biennio dell’Itis Pininfarina è promosso dalla Fondazione ITS per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione della Regione Piemonte, composta da Fondazione per la scuola dalla Compagnia San Paolo, Politecnico di Torino, Provincia di Torino, ITIS Pininfarina, Immaginazione e Lavoro, Fondazione Piazza dei Mestieri ed Enarmonia.

Quello dell’Itis Grassi è proposto dalla Fondazione “Istituto tecnico Superiore per la mobilità sostenibile aerospazio/meccatronica” i cui componenti, oltre alla Provincia di Torino, sono: ITIS " Carlo Grassi" di Torino, ITIS "Giacomo Fauser" di Novara, Unione Industriale di Torino, AMMA (Aziende Meccaniche, Meccatroniche Associate), Associazione Industriali di Novara, Alenia Aeronautica, Politecnico di Torino, Università Piemonte Orientale, Provincia di Novara, Enaip Piemonte, Immaginazione Lavoro, Associazione CNOS - FAP Regione Piemonte, ASSOCAM - Scuola Camerana.

I nuovi percorsi di studio sono stati presentati stamani, nel corso di una conferenza stampa, dall’ assessore della Provincia di Torino Umberto D’Ottavio (Istruzione), dalla dirigente dell’Istruzione e Formazione professionale della Regione Piemonte Paola Casagrande, dai dirigenti scolastici Pietro Bovaro (Itis Grassi) e Stefano Fava (Itis Pininfarina), dalla presidente della Fondazione ITS per la Mobilità sostenibile, aerospazio/meccatronica Alessandra Saroglia.

L'Its è un percorso formativo finalizzato a creare figure professionali con il determinante apporto delle aziende, non solo per gli stage, ma anche per le lezioni e, soprattutto, nella progettazione di tutto il percorso. Queste modalità di progettazione e realizzazione delle attività formative, così come avviene già da molti anni in moltissimi paesi, garantiscono agli studenti solide prospettive occupazionali. Il previsto riconoscimento di crediti per la prosecuzione degli studi, dopo il biennio Its, nelle Università e nei Politecnici, offre un'ulteriore, interessante possibilità di sviluppo formativo. L’insegnamento è affidato a docenti altamente qualificati, provenienti per almeno il 50% dal mondo del lavoro.

Gli ITS al termine di un percorso biennale con stage pari al 30% delle 1800 ore di insegnamento, rilasciano un Diploma di Tecnico Superiore riconosciuto a livello nazionale ed europeo (V livello del Quadro europeo delle qualifiche – EQF). Le iscrizioni si apriranno a metà luglio.

Info

www.itispininfarina.it www.itisgrassi.it

venerdì 6 maggio 2011

TUTTOSCUOLA: Le scuole di Biella e Torino le migliori d'Italia

Sono le scuole delle province di Biella e di Torino le migliori d'Italia. Ed è il Piemonte la Regione con il più efficiente sistema scolastico, quello dove si rende, globalmente, un servizio di più alta qualità agli studenti e alle famiglie. Sono invece le scuole delle province di Napoli, Catania e Isernia quelle in fondo alla classifica, le maglie nere del sistema scolastico italiano, dove non si registrano significativi miglioramenti e dove gli elementi di debolezza strutturale continuano ad aggravarsi.

Ma la sorpresa è che, complessivamente, negli ultimi quattro anni il Sud ha fatto meglio del Nord e del Centro. Sono solo alcuni dei risultati del 2° Rapporto sulla qualità nella scuola, realizzato da “Tuttoscuola”, il mensile per insegnanti, genitori e studenti che per la prima volta - quattro anni fa - ha realizzato una graduatoria delle Provincie e delle Regioni, in base alla qualità del sistema di istruzione.

La prima “sorpresa” della ricerca è il balzo in avanti del Piemonte, la regione italiana che si colloca al primo posto della graduatoria e che, rispetto a quattro anni fa, guadagna tre posizioni, scavalcando l’Emilia Romagna, che scivola al quarto posto. Un successo, quello del Piemonte, confermato dai risultati delle scuole di Biella e Torino, che si posizionano in vetta alla graduatoria per province. Dietro il Piemonte, conquista la medaglia d’argento il Friuli Venezia Giulia, che guadagna tre posizioni e risale, rispetto al 2007, dal quinto al secondo posto.

Medaglia di bronzo per la Lombardia, seguita da Emilia Romagna, Basilicata e Veneto. In fondo alla classifica, ultima la Sicilia, preceduta rispettivamente da Sardegna, Campania, Molise e Abruzzo.

Buona la performance della Liguria, che recupera quattro posizioni e risale dall’undicesimo al settimo posto, e della Toscana, che dal quattordicesimo posto passa al decimo. I peggioramenti più marcati sono quelli delle Marche, che perdono cinque posizioni, dal terzo all'ottavo posto, e della Calabria, che passa dall’ottavo al dodicesimo posto.

Una domanda:
Sarà ancora così dopo i tagli della Gelmini?

giovedì 28 aprile 2011

DIRITTO ALLO STUDIO: APPROVATO IL PIANO PROVINCIALE

La Giunta della Provincia di Torino ha approvato nel pomeriggio il Piano provinciale relativo agli interventi per il diritto allo studio, come contemplato dal piano triennale 2009- 2011 deliberato dalla Regione Piemonte il 23 dicembre 2008 in attuazione dell’articolo 30 della legge regionale n.28, che assegna specifici compiti alle Province. Il Piano regionale triennale prevede 22 milioni per ogni anno da destinare alle Province piemontesi. La Provincia di Torino richiede un impegno di 10.200.000 euro per finanziare le attività e i progetti di 280 Comuni su 315, impegno indicato dalla ripartizione determinata dal Piano triennale. I fondi saranno trasferiti alle scuole di ogni ordine e grado e ai Comuni per interventi diretti per il diritto allo studio quali: inserimento di ragazzi in difficoltà, centri sperimentali per la prevenzione del disagio scolastico, refezione, trasporto scolastico per gli alunni delle scuola di ogni ordine e grado, trasporto e assistenza ai disabili, interventi per allievi con esigenze educative speciali, testi in braille, sostegno alle scuole sede del polo per l’integrazione degli studenti disabili. “La Provincia – dichiara l’assessore all’istruzione Umberto D’Ottavio - ha approvato il Piano che consentirà di destinare le risorse attese e richieste dai Comuni per attività essenziali a garantire l’istruzione per tutti. Ora si attende dalla Regione Piemonte la conferma degli impegni presi

lunedì 11 aprile 2011

“E la scuola va in tribunale”, di Marina Boscaino

Ricordate le 3i (Internet, Inglese, Impresa), mix di neoliberismo e annunci d’effetto, inizio del declino della scuola? Sostituitele con tante T. T sta per Tribunali, fonte di dispiaceri per il nostro ministro. Gli “incidenti di percorso” dell’”Epocale Riforma” iniziano dagli ATA. Il Tar Lazio, su richiesta di Snals-Confsal, ha messo in discussione l’articolo 64 del D.L. 112/2008, (l. 133/2008 - 135mila posti di lavoro in meno a scuola), che riduce del 17% amministrativi tecnici e ausiliari: la norma risulta “ispirata a mere esigenze di cassa”. Altro che “razionalizzazione e semplificazione”. Un giudice di Genova ha attribuito un ampio risarcimento a 15 precari senza posto di lavoro, dopo che la Consulta aveva dichiarato a febbraio incostituzionale l’inserimento “in coda” nelle graduatorie. E così il Codacons ha promosso la più ampia class action pubblica italiana; docenti della scuola e universitari a contratto rivendicano i propri diritti e hanno diffidato i ministri di Istruzione e Pubblica Amministrazione: sono 40mila precari che chiedono stabilizzazione e 30mila euro ciascuno di risarcimento. Ancora Codacons, ancora class action, stavolta sulle aule-pollaio, zeppe di studenti, in condizioni che violano i limiti di legge: in gennaio il Tar Lazio ha accolto l’istanza contro il MIUR. Il tribunale ordinario di Milano ha poi accertato “la natura discriminatoria della decisione delle amministrazioni scolastiche di ridurre le ore di sostegno scolastico per l’anno in corso rispetto a quelle fornite nell’anno scolastico precedente”, ordinando “la cessazione della condotta discriminatoria” e condannando “i convenuti, ciascuno per le rispettive competenze, a ripristinare, entro 30 giorni dalla comunicazione della presente ordinanza, per i figli dei ricorrenti il medesimo numero di ore di sostegno fornito loro nell’anno scolastico 2009/2010?. Ancora la Consulta - sentenza 92/2011 - ha stabilito che la disciplina per istituire scuole dell’infanzia spetta alle Regioni e non allo Stato; mentre sono competenza statale i criteri per istituzione e funzionamento di quelle del 1° ciclo. La Corte ha in parte accolto i ricorsi con cui Toscana e Piemonte sollevavano conflitto di attribuzione, lamentando la lesione di funzioni regionali (art.117 della Carta) e il contrasto delle norme impugnate con il principio di leale collaborazione (art.118), per la mancata previsione della necessaria intesa con le Regioni, e con quello di sussidiarietà. Insomma: il diritto si configura come baluardo di civiltà in un Paese in cui non è ancora possibile costruire, con concordi azioni unitarie, opposizione costante ed intransigente ai tagli che il governo camuffa con una sigla buona per ogni stagione: “riforma”. Che i tribunali arrivino là dove la mancata coesione tra forze democratiche non contrasta in maniera adeguata una politica dissennata che ha individuato nella scuola una fonte di profitto, anziché di investimento, è triste ed evidente. Altrettanto evidente è che la scuola delle molte T ci rimanda alla formula della Moratti, riveduta e corretta: I come inadempienza, improvvisazione, inanità. Dilettanti allo sbaraglio, che imperversano aggiungendo una quarta e più grave I: illegittimità.

Il Fatto quotidiano 10.04.11

martedì 15 marzo 2011

Meno iscritti ai professionali, aumentano i tecnici, stabili i licei

I dati delle iscrizioni alle scuole superiori di Torino e provincia per l’anno scolastico 2011-2012 sono stati comunicati stamane dall’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio alla Giunta della Provincia di Torino.
Tra i 19.960 (19.479 nel 2010-2011) iscritti dopo la terza media al prossimo anno scolastico oltre la metà (50,4%) ha scelto il liceo e poco meno della metà ( 49,6%) gli istituti tecnico professionali.
Dalla lettura dei dati si evince un calo dell’istituto professionale - che passa dal 20.9% con 4072 iscritti nell’a.s. 2010-2011 al 19,1% con 3813 iscritti previsto per il 2011-2012 – a vantaggio dell’istituto tecnico che sale dal 28.9% (5638 iscritti) al 30,5 % (6083 iscritti). Stabile il liceo che piace al 50,4% degli studenti, 10.064 iscritti (50,2%, 9769 iscritti nel 2010 -2011).
I professionali perdono alunni in tutti i settori (industria e artigianto, commerciali, agricoltura e sviluppo rurale, ecc) ma ne acquistano nel settore alberghiero (dal 36,4%, 1483 iscritti al 41,7%, 1589 iscritti) e dei servizi sociosanitari (dal 14,2, 579 iscritti al 15,6%, 595 iscritti).
All’interno dei licei risultano in leggero aumento le iscrizioni al liceo artistico (da 735 a 831 iscritti), al classico (da 1225 a 1259 iscritti) e allo scientifico (da 5003 a 5069 iscritti); poco più basse quelle del linguistico (da 1362 a 1364 iscritti), in salita quelle del liceo delle scienze umane (da 1444 a 1541 iscritti).
“ Questi dati – commenta l’assessore D’Ottavio - ci invitano a una prima riflessione riguardo all’istituto professionale in netto calo a favore degli istituti tecnici; professionale che senza la qualifica rischia di andare in crisi. Molti studenti non avendo più la prospettiva di un diploma al terzo anno preferiscono fare una scelta diversa. È un tema del quale mi pare opportuno discutere”.