ISTRUZIONE A TORINO LA SFIDA TRA I GIOVANI “CAMPIONI DEL CAPPUCCINO”
Sfida …. all’ultimo cappuccino stamani nella sede dell’ENGIM “Artigianelli” di corso Palestro a Torino, dove, con il patrocinio della Provincia si è tenuta la seconda edizione del Campionato scolastico del cappuccino, rivolto ai giovani allievi degli Istituti alberghieri e dei Centri di formazione professionale operanti nel settore della ristorazione. L’iniziativa dell’ENGIM (Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo) consente agli allievi più meritevoli e capaci di esibirsi, appunto, nella preparazione della bevanda preferita dai torinesi al momento di iniziare una giornata di lavoro. Molto severo e approfondito il giudizio della giuria di esperti, che hanno valutato nei minimi dettagli la preparazione: il modo di usare la macchina per il caffè espresso, il riscaldamento e la temperatura del latte, la consistenza della crema e l’aspetto del cappuccino. Alla competizione erano iscritti allievi degli istituti: Engim di Torino, CFIQ di Pinerolo, Centro formazione professionale “Immaginazione e lavoro” di Torino, Centro formazione professionale Formont -La Mandria di Venaria Reale, Csea Ferdinando Prat di Ivrea, Istituto alberghiero Colombatto di Torino, Istituto di istruzione superiore Beccari di Torino, Ial di Arona, Cnos di San Benigno Canavese. Due le categorie in cui erano suddivisi i concorrenti: Junior (ragazzi nati nel 1992 e 1993) e Senior (1989-1991). I vincitori della competizione sono l’allievo dell’ENGIM Simone Lomonaco (categoria Junior) e Maurizio Triveri del Cfp Immaginazione e lavoro di Torino (Senior). L’ENGIM, il Centro formazione professionale “Immaginazione e Lavoro” e il “Colombatto” di Torino si sono classificati ai primi tre posti della classifica per istituti. Alla manifestazione erano presenti ed hanno portato il saluto ed il plauso della Provincia il Presidente Saitta e l’Assessore all’Istruzione, Umberto D’Ottavio. Saitta, congratulandosi con i giovani concorrenti, ha richiamato l’importanza ai fini dell’attrattività turistica del territorio della qualità della ristorazione e del servizio dei locali pubblici come i bar. Per saperne di più: www.campionatodelcappuccino.it
venerdì 16 maggio 2008
sabato 3 maggio 2008
evitare altre Orbassano per il PD
Dopo la dura sconfitta di Orbassano per il Partito Democratico è necessario aprire una “larga riflessione”. Gli spunti sono molti, qui mi limito ai tre principali per me. Il sindaco alla fine del primo mandato deve essere per forza candidato? Ha senso dopo questa esperienza riflettere sulla vocazione maggioritaria del Partito Democratico? Come procede la costruzione del PD a livello locale, cioè rappresenta davvero una novità o si tratta davvero di fusione fredda?
Parto dall’ultima domanda. Siamo solo ad un anno dai congressi di DS e DL che decisero di aprire la fase costituente del Partito Democratico. Una decisione piena di consapevolezza sulla mutata percezione della politica da parte degli italiani, ma asunta durante una esperienza di governo che solo Prodi non vedeva appesa ad un filo e che ha fatto del risanamento la sua bandiera mentre la caduta del potere d’acquisto precipitava. Una esperienza finita del peggiore dei modi con una maggioranza che si è suicidata. Tutto questo per dire che forse non abbiamo avuto il tempo di fare il processo di nascita del PD come avremmo voluto e dovuto. Diciamo allora che il voto del 13 e 14 aprile è stato fortemente condizionato da una rincorsa per la quale non eravamo ancora pronti, ma soprattutto non è emerso ancora tutto il potenziale di novità contenuto nell’idea di Partito Democratico. Infatti se rileggiamo le motivazioni che hanno portato alla nascita del PD ritroviamo anche le ragioni della sconfitta elettorale. Cioè, secondo me, abbiamo perso su una linea giusta e guai a noi se emergono tentazioni di un ritorno indietro. I ponti sono stati tagliati e dobbiamo costruirne nuovi ma in avanti non indietro.
Sulle alleanze dobbiamo essere chiari. L’espressione “andare da soli” è una sciocchezza e invita tutti gli altri a unirsi contro. Dobbiamo cercare di essere più concreti sui programmi e unire il più possibile su progetti e proposte. Una forza di governo sa misurare le proprie potenzialità e non ci si candida per andare all’opposizione. Si può presumere di farcela da soli, ma il PD più che la vocazione maggioritaria è bene che coltivi la vocazione unitaria nell’interesse del Paese e delle comunità locali.
Infine, non credo possa essere obbligatorio ricandidare un sindaco alla fine del primo mandato, anzi, devono essere obbligatorie le primarie, anche per rafforzare le candidature meritorie. Per Orbassano sarebbe bugiardo non ricordare che dubbi sulla candidatura di Marroni c’erano. Non è però emersa una candidatura alternativa. Per questo non è giusto dire che ha perso Marroni, ma ha perso il PD e il suo gruppo dirigente che ora è bene riparta con umiltà dall’opposizione. Ma sono convinto che si poteva evitare così come è necessario evitare che l’anno prossimo ci siano altre Orbassano per il centro sinistra della provincia di Torino.
Ad un anno dalle prossime elezioni nei comuni dovrebbero essere proprio i sindaci ad essere promotori di una valutazione preventiva insieme con il partito e con i cittadini e comunque dobbiamo lavorare per una riscossa che non può che partire proprio da qui. Da questa area che si aspetta molto dal PD e che non ha ceduto alla moda del “tanto sono tutti uguali”. Ma è proprio quello che dobbiamo dimostrare……
Parto dall’ultima domanda. Siamo solo ad un anno dai congressi di DS e DL che decisero di aprire la fase costituente del Partito Democratico. Una decisione piena di consapevolezza sulla mutata percezione della politica da parte degli italiani, ma asunta durante una esperienza di governo che solo Prodi non vedeva appesa ad un filo e che ha fatto del risanamento la sua bandiera mentre la caduta del potere d’acquisto precipitava. Una esperienza finita del peggiore dei modi con una maggioranza che si è suicidata. Tutto questo per dire che forse non abbiamo avuto il tempo di fare il processo di nascita del PD come avremmo voluto e dovuto. Diciamo allora che il voto del 13 e 14 aprile è stato fortemente condizionato da una rincorsa per la quale non eravamo ancora pronti, ma soprattutto non è emerso ancora tutto il potenziale di novità contenuto nell’idea di Partito Democratico. Infatti se rileggiamo le motivazioni che hanno portato alla nascita del PD ritroviamo anche le ragioni della sconfitta elettorale. Cioè, secondo me, abbiamo perso su una linea giusta e guai a noi se emergono tentazioni di un ritorno indietro. I ponti sono stati tagliati e dobbiamo costruirne nuovi ma in avanti non indietro.
Sulle alleanze dobbiamo essere chiari. L’espressione “andare da soli” è una sciocchezza e invita tutti gli altri a unirsi contro. Dobbiamo cercare di essere più concreti sui programmi e unire il più possibile su progetti e proposte. Una forza di governo sa misurare le proprie potenzialità e non ci si candida per andare all’opposizione. Si può presumere di farcela da soli, ma il PD più che la vocazione maggioritaria è bene che coltivi la vocazione unitaria nell’interesse del Paese e delle comunità locali.
Infine, non credo possa essere obbligatorio ricandidare un sindaco alla fine del primo mandato, anzi, devono essere obbligatorie le primarie, anche per rafforzare le candidature meritorie. Per Orbassano sarebbe bugiardo non ricordare che dubbi sulla candidatura di Marroni c’erano. Non è però emersa una candidatura alternativa. Per questo non è giusto dire che ha perso Marroni, ma ha perso il PD e il suo gruppo dirigente che ora è bene riparta con umiltà dall’opposizione. Ma sono convinto che si poteva evitare così come è necessario evitare che l’anno prossimo ci siano altre Orbassano per il centro sinistra della provincia di Torino.
Ad un anno dalle prossime elezioni nei comuni dovrebbero essere proprio i sindaci ad essere promotori di una valutazione preventiva insieme con il partito e con i cittadini e comunque dobbiamo lavorare per una riscossa che non può che partire proprio da qui. Da questa area che si aspetta molto dal PD e che non ha ceduto alla moda del “tanto sono tutti uguali”. Ma è proprio quello che dobbiamo dimostrare……
martedì 15 aprile 2008
dibattito sul risultato elettorale
Apriamo un dibattito sul risultato elettorale, per farlo conviene metterci d'accordo prima sulle domande e poi verificare se diamo le stesse risposte.
Ne propongo alcune:
1) Il Partito Democratico ha perso le elezioni? Secondo me sì, infatti Veltroni ha riconsciuto la vittoria di Berlusconi e gli ha fatto gli auguri di buon governo nel nome dell'Italia.
2) Quali elettori rappresenta il Partito Democratico? Secondo in maniera marcata è il partito del lavoro, delle grandi aree urbane e dei ceti produttivi.....
3) Cosa deve fare il PD per vincere le prossime elezioni? Giustificando così il poco tempo a disposizione questa volta, ma senza nascondere gli errori fatti o quelli che si potevano o si potrebbero evitare la prossima volta......
4) Andremo ancora da soli? cioè saremo mai autosufficenti per vincere....e con chi ci dobbiamo alleare altrimenti.......
5) Siamo un partito di sinistra, di centro sinistra o che cosa? A giudicare dal risultato siamo più di sinistra che di centro, ma hanno ancora senso queste definizioni oppure il nostro problema e quello di altri è proprio di avere giocato con le autodefinizioni per poi scoprire che agli elettori non interessano più.....
6) Cosa fare a livello locale? Non c'è una formula, dobbiamo lavorare sul nostro radicamento e cercare convergenze sui programmi.....
Ne propongo alcune:
1) Il Partito Democratico ha perso le elezioni? Secondo me sì, infatti Veltroni ha riconsciuto la vittoria di Berlusconi e gli ha fatto gli auguri di buon governo nel nome dell'Italia.
2) Quali elettori rappresenta il Partito Democratico? Secondo in maniera marcata è il partito del lavoro, delle grandi aree urbane e dei ceti produttivi.....
3) Cosa deve fare il PD per vincere le prossime elezioni? Giustificando così il poco tempo a disposizione questa volta, ma senza nascondere gli errori fatti o quelli che si potevano o si potrebbero evitare la prossima volta......
4) Andremo ancora da soli? cioè saremo mai autosufficenti per vincere....e con chi ci dobbiamo alleare altrimenti.......
5) Siamo un partito di sinistra, di centro sinistra o che cosa? A giudicare dal risultato siamo più di sinistra che di centro, ma hanno ancora senso queste definizioni oppure il nostro problema e quello di altri è proprio di avere giocato con le autodefinizioni per poi scoprire che agli elettori non interessano più.....
6) Cosa fare a livello locale? Non c'è una formula, dobbiamo lavorare sul nostro radicamento e cercare convergenze sui programmi.....
venerdì 11 aprile 2008
Le mie previsioni.......
Alla fine della campagna elettorale mi sento,quasi per gioco, di fare queste previsioni per il voto del 13 e 14 aprile per quanto riguarda il Partito Democratico.
COLLEGNO 42,5 %
PROVINCIA DI TORINO (Circoscrizione Piemonte 1) 36 %
PIEMONTE (Circ. 1 + Circ. 2 ) 32 %
ITALIA ( Alla Camera) 33,5 %
Non so se questi risultati basteranno per vincere, ma confido sul recupero degli incerti "di sinistra" e sulla frammentazione del voto di centro destra
COLLEGNO 42,5 %
PROVINCIA DI TORINO (Circoscrizione Piemonte 1) 36 %
PIEMONTE (Circ. 1 + Circ. 2 ) 32 %
ITALIA ( Alla Camera) 33,5 %
Non so se questi risultati basteranno per vincere, ma confido sul recupero degli incerti "di sinistra" e sulla frammentazione del voto di centro destra
martedì 1 aprile 2008
solo un anno fa
Un anno fa, il primo aprile, si concluse l’ultimo congresso dei Democratici di Sinistra della Federazione di Torino.
In quella occasione fui eletto Segretario con il sostegno della “mozione Fassino” che aveva ottenuto quasi il 75% dei voti nei congressi di sezione che si svolsero dalla fine di febbraio alla metà di marzo. Non parteciparono al voto i delegati della “mozione Mussi” e votarono scheda bianca quelli della “mozione Angius”.
Il congresso vide uno scontro aperto e appassionato sulla proposta di dare vita al Partito Democratico. Non mancarono anche i tentativi di mediazione come quello di prevedere un nuovo congresso DS alla fine del percorso costituente oppure l’idea di sottoporre a referendum fra i futuri iscritti al PD l’adesione all’Internazionale Socialista e al Partito del Socialismo europeo. Ovviamente non mancò una riflessione sulla laicità possibile nel nuovo partito. Comunque a tutti era chiara la svolta e la decisione dei “mussiani” di dare vita a Sinistra Democratica “come associazione” rappresentò fin da subito una scissione senza ritorno. Così come senza ritorno sembrava la scelta del PD anche se si aggiungeva “da costituirsi entro le elezioni europee del 2009”.
I congressi nazionali di DS e DL, ma soprattutto il risultato elettorale delle elezioni amministrative della primavera 2007 convinsero tutti o quasi della necessità di accelerare. Qualcuno propose di fare le primarie a giugno, poi si decise per il 14 ottobre e si valutò che avrebbero avuto più partecipazione se fossero servite anche ad individuare un leader.
Il 27 giugno con il discorso di Torino Walter Veltroni diede la sua disponibilità e non ci fu poco entusiasmo, anzi sembrarono già risolti tutti i problemi…..
Non voglio continuare in una ricostruzione soggettiva di una storia di un solo anno così intenso da meritare ben altri approfondimenti. Mi fa piacere ricordare come in così poco tempo si sia dato vita ad un partito che oggi si presenta per la prima volta alle elezioni e che i sondaggi danno in forte recupero sugli avversari.
Per me è stata ed è una esperienza che sta cercando di dare un nuovo senso alla politica e al suo essere un fatto collettivo….. chissà tra un anno cosa diremo
Umberto D’OTTAVIO
In quella occasione fui eletto Segretario con il sostegno della “mozione Fassino” che aveva ottenuto quasi il 75% dei voti nei congressi di sezione che si svolsero dalla fine di febbraio alla metà di marzo. Non parteciparono al voto i delegati della “mozione Mussi” e votarono scheda bianca quelli della “mozione Angius”.
Il congresso vide uno scontro aperto e appassionato sulla proposta di dare vita al Partito Democratico. Non mancarono anche i tentativi di mediazione come quello di prevedere un nuovo congresso DS alla fine del percorso costituente oppure l’idea di sottoporre a referendum fra i futuri iscritti al PD l’adesione all’Internazionale Socialista e al Partito del Socialismo europeo. Ovviamente non mancò una riflessione sulla laicità possibile nel nuovo partito. Comunque a tutti era chiara la svolta e la decisione dei “mussiani” di dare vita a Sinistra Democratica “come associazione” rappresentò fin da subito una scissione senza ritorno. Così come senza ritorno sembrava la scelta del PD anche se si aggiungeva “da costituirsi entro le elezioni europee del 2009”.
I congressi nazionali di DS e DL, ma soprattutto il risultato elettorale delle elezioni amministrative della primavera 2007 convinsero tutti o quasi della necessità di accelerare. Qualcuno propose di fare le primarie a giugno, poi si decise per il 14 ottobre e si valutò che avrebbero avuto più partecipazione se fossero servite anche ad individuare un leader.
Il 27 giugno con il discorso di Torino Walter Veltroni diede la sua disponibilità e non ci fu poco entusiasmo, anzi sembrarono già risolti tutti i problemi…..
Non voglio continuare in una ricostruzione soggettiva di una storia di un solo anno così intenso da meritare ben altri approfondimenti. Mi fa piacere ricordare come in così poco tempo si sia dato vita ad un partito che oggi si presenta per la prima volta alle elezioni e che i sondaggi danno in forte recupero sugli avversari.
Per me è stata ed è una esperienza che sta cercando di dare un nuovo senso alla politica e al suo essere un fatto collettivo….. chissà tra un anno cosa diremo
Umberto D’OTTAVIO
domenica 30 marzo 2008
martedì 25 marzo 2008
1° aprile pausa aperitivo
" Se fossi eletto in Parlmento che cosa faresti?"
Sembra proprio che questa campagna elettorale sia troppo lontana dai cittadini, soprattutto per questa brutta legge elettorale.
Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere ad un campione di 1000 cittadini quali sono secondo loro le priorità per impegnarci a superare questa distanza:
La domanda rivolta è : " Se tu fossi eletto in Parlamento quali sono le prime tre cose che faresti?"
Presenteremo i risultati MARTEDI' 1° APRILE alle ore 18
in piazza CARLINA (davanti al ristorante La Badessa)
Per questo ti invitiamo ad una "pausa-aperitivo"
Saranno presenti i candidati Anna Rossomando e Umberto D'Ottavio
Organizzazione a cura di Andrea Appiano, Pino Catizone, Matteo Francavilla
Sembra proprio che questa campagna elettorale sia troppo lontana dai cittadini, soprattutto per questa brutta legge elettorale.
Per questo motivo abbiamo deciso di chiedere ad un campione di 1000 cittadini quali sono secondo loro le priorità per impegnarci a superare questa distanza:
La domanda rivolta è : " Se tu fossi eletto in Parlamento quali sono le prime tre cose che faresti?"
Presenteremo i risultati MARTEDI' 1° APRILE alle ore 18
in piazza CARLINA (davanti al ristorante La Badessa)
Per questo ti invitiamo ad una "pausa-aperitivo"
Saranno presenti i candidati Anna Rossomando e Umberto D'Ottavio
Organizzazione a cura di Andrea Appiano, Pino Catizone, Matteo Francavilla
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