La tegola, questo era noto, stava per arrivare ed era bella grossa. L’entità dei tagli, parzialmente anticipati giorni fa, non dava adito a dubbi.
Anche così, i numeri snocciolati da Paolo Iennaco - il direttore dell’ufficio scolastico regionale convocato in Provincia - hanno gelato i consiglieri della terza commissione e rovinato la giornata a Umberto D’Ottavio, assessore all’Istruzione nella giunta Saitta. La seduta verteva sulla formazione delle classi e sugli organici dei docenti per l'anno scolastico 2010-2011. Unanime la conclusione dei presenti: il 2010 sarà quel che sarà, impossibile reggere un’altra ondata di tagli in futuro.
A riepilogare i dati è stato lo stesso D’Ottavio: «Iennaco ce li ha comunicati per la prima volta in modo preciso e ufficiale. Nell’anno scolastico appena avviato le scuole di Torino e della provincia dovranno fare a meno di 793 docenti e di 480 unità del personale Ata». L’acronimo indica quanti non sono impegnati nella didattica. In compenso, il sistema scolastico del Torinese reggerà l’impatto di 2 mila alunni in più.
A parziale consolazione, si potrebbero ricordare i 29 insegnanti recuperati alla scuola materna. Peccato che questo indicatore venga sommerso da una raffica di sforbiciate: 244 docenti in meno alle elementari, 99 alle medie, addirittura 450 alle superiori. Un ridimensionamento pesante, a fronte di quella che - rimarca D’Ottavio - è la più grande azienda del Torinese: 22.675 insegnanti, ai quali se ne aggiungono 2.500 di sostegno. Il ministro Gelmini dovrebbe tenerne conto».
Immediate le reazioni. Giuseppe Sammartano, presidente della terza commissione: «L’anno scolastico 2011-2012 non sopporterà un’altra riduzione». Claudio Lubatti, capogruppo Pd: «Il governo è riuscito nell’intento di penalizzare tutti: i docenti, gli studenti e le famiglie». «Realtà desolante - commenta Nicola Pomponio, Italia dei valori - A farne le spese sarà non soltanto la scuola ma la società che deve formare».