Il discorso di Obama (in italiano)
Ieri alle 20.18
Concittadini!
Oggi mi trovo di fronte a voi, umile per il compito che ci aspetta, grato per la fiducia che mi avete accordato, cosciente dei sacrifici compiuti dai nostri avi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio reso alla nostra nazione, e per la generosità e la cooperazione che ha mostrato durante questa transizione.
Quarantaquattro americani hanno pronunciato il giuramento presidenziale. Queste parole sono risuonate in tempi di alte maree di prosperità e di calme acque di pace. Ma spesso il giuramento è stato pronunciato nel mezzo di nubi tempestose e di uragani violenti. In quei momenti, l'America è andata avanti non solo grazie alla bravura o alla capacità visionaria di coloro che ricoprivano gli incarichi più alti, ma grazie al fatto che Noi, il Popolo, siamo rimasti fedeli agli ideali dei nostri antenati e alle nostre carte fondamentali.
Così è stato finora. Così deve essere per questa generazione di americani.
E' ormai ben chiaro che ci troviamo nel mezzo di una crisi. La nostra nazione è in guerra contro una rete di violenza e di odio che arriva lontano. La nostra economia si è fortemente indebolita, conseguenza della grettezza e dell'irresponsabilità di alcuni, ma anche della nostra collettiva incapacità di compiere scelte difficili e preparare la nostra nazione per una nuova era. C'è chi ha perso la casa. Sono stati cancellati posti di lavoro. Imprese sono sparite. Il nostro servizio sanitario è troppo costoso. Le nostre scuole perdono troppi giovani. E ogni giorno porta nuove prove del fatto che il modo in cui usiamo le risorse energetiche rafforza i nostri avversari e minaccia il nostro pianeta.
Questo sono gli indicatori della crisi, soggetti ad analisi statistiche e dati. Meno misurabile ma non profonda invece è la perdita di fiducia che attraversa la nostra terra - un timore fastidioso che il declino americano sia inevitabile e la prossima generazione dovrà avere aspettative più basse.
Oggi vi dico che le sfide che abbiamo di fronte sono reali. Sono serie e sono numerose. Affrontarle non sarà cosa facile né rapido. Ma America, sappilo: le affronteremo.
Oggi siamo riuniti qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia.
Oggi, siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse, dei dogmi stanchi, che troppo a lungo hanno strangolato la nostra politica.
Siamo ancora una nazione giovane, ma - per dirla con le parole della Scrittura - è arrivato il momento di mettere da parte gli infantilismi. E' venuto il momento di riaffermare il nostro spirito tenace, di scegliere la nostra storia migliore, di portare avanti quel dono prezioso, l'idea nobile, passata di generazione in generazione: la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza.
Nel riaffermare la grandezza della nostra nazione, ci rendiamo conto che la grandezza non è mai scontata. Bisogna guadagnarsela. Il nostro viaggio non è mai stato fatto di scorciatoie, non ci siamo mai accontentati. Non è mai stato un sentiero per incerti, per quelli che preferiscono il divertimento al lavoro, o che cercano solo i piaceri dei ricchi e la fama.
Sono stati invece coloro che hanno saputo osare, che hanno agito, coloro che hanno creato cose - alcuni celebrati, ma più spesso uomini e donne rimasti oscuri nel loro lavoro, che hanno portato avanti il lungo, accidentato cammino verso la prosperità e la libertà.
Per noi, hanno messo in valigia quel poco che possedevano e hanno attraversato gli oceani in cerca di una nuova vita.
Per noi, hanno faticato in aziende che li sfruttavano e si sono stabiliti nell'Ovest. Hanno sopportato la frusta e arato la terra dura.
Per noi, hanno combattuto e sono morti, in posti come Concord e Gettysburg; in Normandia e a Khe Sahn.
Questi uomini e donne hanno lottato e si sono sacrificati e hanno lavorato finché le loro mani sono diventate ruvide per permettere a noi di vivere una vita migliore. Hanno visto nell'America qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali; più grande di tutte le differenze di nascita, censo o fazione.
Questo è il viaggio che continuiamo oggi. Rimaniamo la nazione più prospera, più potente della Terra. I nostri lavoratori non sono meno produttivi rispetto a quando è cominciata la crisi. Le nostre menti non sono meno inventive, i nostri beni e servizi non meno necessari di quanto lo fossero la settimana scorsa, o il mese scorso o l'anno scorso. Le nostre capacità rimangono inalterate. Ma è di certo passato il tempo dell'immobilismo, della protezione di interessi ristretti e del rinvio di decisioni spiacevoli. A partire da oggi, dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere, e ricominciare il lavoro della ricostruzione dell'America.
Perché ovunque volgiamo lo sguardo, c'è lavoro da fare. Lo stato dell'economia richiede un'azione, forte e rapida, e noi agiremo - non solo per creare nuovi posti di lavoro, ma per gettare le nuova fondamenta della crescita.
Costruiremo le strade e i ponti, le reti elettriche e le linee digitali che alimentano i nostri commerci e ci legano gli uni agli altri. Restituiremo alla scienza il suo giusto posto e maneggeremo le meraviglie della tecnologie in modo da risollevare la qualità dell'assistenza sanitaria e abbassarne i costi.
Imbriglieremo il sole e i venti e il suolo per alimentare le nostre auto e mandare avanti le nostre fabbriche. E trasformeremo le nostre scuole, i college e le università per venire incontro alle esigenze dei tempi nuovi. Possiamo farcela. E lo faremo.
Ora, ci sono alcuni che contestano le dimensioni delle nostre ambizioni - pensando che il nostro sistema non può tollerare troppi grandi piani. Hanno corta memoria. Perché dimenticano quel che questo paese ha già fatto. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l'immaginazione si unisce alla volontà comune, e la necessità al coraggio.
Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi. Gli argomenti politici stantii che ci hanno consumato tanto a lungo non sono più applicabili. La domanda che formuliamo oggi non è se il nostro governo sia troppo grande o troppo piccolo, ma se funzioni o meno - se aiuti le famiglie a trovare un lavoro decentemente pagato, cure che si possano permettere, una pensione degna. Laddove la risposta sia positiva, noi intendiamo andare avanti. Dove sia negativa, metteremo fine a quelle politiche. E coloro che gestiscono i soldi della collettività saranno chiamati a risponderne, affinché spendano in modo saggio, riformino le cattive abitudini, e facciano i loro affari alla luce del sole - perché solo allora potremo restaurare la vitale fiducia tra il popolo e il suo governo.
La questione di fronte a noi non è se il mercato sia una forza del bene o del male. Il suo potere di generare benessere ed espandere la libertà è rimasto intatto. Ma la crisi ci ricorda che senza un occhio rigoroso, il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi. Il successo della nostra economia è sempre dipeso sono solo dalle dimensioni del nostro Pil, ma dall'ampiezza della nostra prosperità, dalla nostra capacità di estendere le opportunità per tutti coloro che abbiano volontà - non per fare beneficenza ma perché è la strada più sicura per il nostro bene comune.
Quanto alla nostra difesa comune, noi respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali. I nostri Padri Fondatori, messi di fronte a pericoli che noi a mala pena riusciamo a immaginare, hanno stilato una carta che garantisca l'autorità della legge e i diritti dell'individuo, una carta che si è espansa con il sangue delle generazioni. Quegli ideali illuminano ancora il mondo, e noi non vi rinunceremo in nome di qualche espediente. E così, per tutti i popoli e i governi che ci guardano oggi, dalle più grandi capitali al piccolo villaggio dove è nato mio padre: sappiate che l'America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e dignità, e che noi siamo pronti ad aprire la strada ancora una volta.
Ricordiamoci che le precedenti generazioni hanno sgominato il fascismo e il comunismo non solo con i missili e i carriarmati, ma con alleanze solide e convinzioni tenaci. Hanno capito che il nostro potere da solo non può proteggerci, né ci autorizza a fare come più ci aggrada. Al contrario, sapevano che il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell'umiltà e del ritegno.
Noi siamo i custodi di questa eredità. Guidati ancora una volta dai principi, possiamo affrontare le nuove minacce che richiederanno sforzi ancora maggiori - una cooperazione e comprensione ancora maggiori tra le nazioni. Cominceremo a lasciare responsabilmente l'Iraq alla sua gente, e a forgiare una pace duramente guadagnata in Afghanistan. Con i vecchi amici e i vecchi nemici, lavoreremo senza sosta per diminuire la minaccia nucleare, e respingere lo spettro di un pianeta che si surriscalda. Non chiederemo scusa per il nostro stile di vita, né ci batteremo in sua difesa. E a coloro che cercano di raggiungere i propri obiettivi creando terrore e massacrando gli innocenti, noi diciamo adesso che il nostro spirito è più forte e non può essere infranto. Voi non ci sopravviverete, e noi vi sconfiggeremo.
Perché noi sappiamo che il nostro retaggio "a patchwork" è una forza e non una debolezza. Noi siamo una nazione di cristiani e musulmani, ebrei e induisti e non credenti. Noi siamo formati da ciascun linguaggio e cultura disegnata in ogni angolo di questa Terra; e poiché abbiamo assaggiato l'amaro sapore della Guerra civile e della segregazione razziale e siamo emersi da quell'oscuro capitolo più forti e più uniti, noi non possiamo far altro che credere che i vecchi odi, prima o poi passeranno, che le linee tribali saranno presto dissolte, che se il mondo si è rimpicciolito, la nostra comune umanità dovrà riscoprire se stessa; e che l'America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace.
Per il mondo musulmano noi indichiamo una nuova strada, basata sul reciproco interesse e sul mutuo rispetto. A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti o scaricano sull'Occidente i mali delle loro società - sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire, non su quello che distruggete. A quelli che arrivano al potere attraverso la corruzione e la disonestà e mettendo a tacere il dissenso, sappiate che siete dalla parte sbagliata della Storia; ma che vi tenderemo la mano se sarete pronti ad aprire il vostro pugno.
Alla gente delle nazioni povere, noi promettiamo di lavorare insieme per far fiorire le vostre campagne e per pulire i vostri corsi d'acqua; per nutrire i corpi e le menti affamate. E a quelle nazioni, come la nostra. che godono di una relativa ricchezza, noi diciamo che non si può più sopportare l'indifferenza verso chi soffre fuori dai nostri confini; né noi possiamo continuare a consumare le risorse del mondo senza considerare gli effetti. Perché il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con esso.
Se consideriamo la strada che si apre davanti a noi, noi dobbiamo ricordare con umile gratitudine quegli americani coraggiosi che, proprio in queste ore, controllano lontani deserti e montagne. Essi hanno qualcosa da dirci oggi, proprio come gli eroi caduti che giacciono ad Arlington mormorano attraverso il tempo. Noi li onoriamo non solo perché sono i guardiani della nostra libertà, ma perché essi incarnano lo spirito di servizio: una volontà di trovare significato in qualcosa più grande di loro. E già, a questo momento - un momento che definirà una generazione - è precisamente lo spirito che deve abitare in tutti noi.
Per tanto che un governo possa fare e deve fare, alla fine è sulla fede e la determinazione del popolo americano che questa nazione si fonda. E' la gentilezza nell'accogliere uno straniero quando gli argini si rompono, la generosità dei lavoratori che preferiscono tagliare il proprio orario di lavoro piuttosto che vedere un amico perdere il posto che ci hanno guidato nei nostri momenti più oscuri. E' il coraggio dei vigili del fuoco nel precipitarsi in una scala invasa dal fumo, ma anche la volontà di un genitore di nutrire il proprio figlio, che alla fine decidono del nostro destino.
Forse le nostre sfide sono nuove. Gli strumenti con cui le affrontiamo forse sono nuovi. Ma i valori da cui dipende il nostro successo - lavoro duro e onestà, coraggio e fair play, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo - tutto questo è vecchio. Sono cose vere. Sono state la forza tranquilla del progresso nel corso di tutta la nostra storia. Quel che è necessario ora è un ritorno a queste verità. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità - il riconoscimento, da parte di ogni americano, che abbiamo un dovere verso noi stessi, la nostra nazione, il mondo, doveri che non dobbiamo accettare mugugnando ma abbracciare con gioia, fermi nella consapevolezza che non c'è nulla di più soddisfacente per lo spirito, così importante per la definizione del carattere, che darsi completamente per una causa difficile.
Questo è il prezzo e la promessa della cittadinanza.
Questa è la fonte della nostra fiducia - la consapevolezza che Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto.
Questo è il significato della nostra libertà e del nostro credo - perché uomini, donne e bambini di ogni razza e di ogni fede possono unirsi nella festa in questo Mall magnifico, e perché un uomo il cui padre meno di sessanta anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti.
Perciò diamo a questa giornata il segno della memoria, di chi siamo e di quanta strada abbiamo fatto. Nell'anno in cui l'America è nata, nel più freddo dei mesi, una piccola banda di patrioti rannicchiati intorno a falò morenti sulle rive di un fiume ghiacciato. La capitale era stata abbandonata. Il nemico avanzava. La neve era macchiata di sangue. Nel momento in cui l'esito della nostra rivoluzione era in dubbio come non mai, il padre della nostra nazione ordinò che si leggessero queste parole al popolo:
"Che si dica al futuro del mondo... che nel profondo dell'inverno, quando possono sopravvivere solo la speranza e la virtù... Che la città e la campagna, allarmate da un pericolo comune, si sono unite per affrontarlo".
America. Di fronte ai nostri pericoli comuni, in questo inverno dei nostri stenti, ricordiamo queste parole senza tempo. Con speranza e virtù, affrontiamo con coraggio le correnti ghiacciate, e sopportiamo quel che le tempeste ci porteranno. Facciamo sì che i figli dei nostri figli dicano che quando siamo stati messi alla prova non abbiamo permesso che questo viaggio finisse, che non abbiamo voltato le spalle e non siamo caduti. E con gli occhi fissi sull'orizzonte e la grazia di Dio su di noi, abbiamo portato avanti il grande dono della libertà e l'abbiamo consegnata intatta alle generazioni future.
mercoledì 21 gennaio 2009
domenica 18 gennaio 2009
Il caso Darwin il nostro anno zero per la sicurezza
Articolo apparso su repubblica del 17 gennaio 2008
"Il caso Darwin il nostro anno zero per la sicurezza servono 5 milioni"
Ottanta dirigenti ci hanno chiamato per far eseguire sopralluoghi Il nostro obiettivo è restituire serenità a chi frequenta quegli edifici
Abbiamo controllato date di costruzione e certificati dei 163 stabili di cui siamo responsabili e adesso avvieremo la fase 2
Verificheremo le condizioni strutturali di delle controsoffittature e degli intonaci, usano non solo gli infrarossi ma rompendo le pareti
Il giorno del crollo al liceo Darwin di Rivoli ha segnato un nuovo anno zero per le istituzioni che si occupano di scuola. «Da quel momento abbiamo stravolto tutti i nostri progetti - dice Umberto D´Ottavio, assessore provinciale all´istruzione -. Al primo posto c´è e ci sarà per molto tempo solo la sicurezza. Me ne sono reso conto io e devono rendersene conto tutti. I rappresentanti istituzionali ma anche i dirigenti scolastici, gli insegnanti e le famiglie. In questo senso ognuno dovrà fare la propria parte, chi in termini economici, chi di buon senso».
D´Ottavio, il telefono dell´assessorato suona molto più spesso dal giorno dell´incidente. Quante richieste di sopralluoghi avete avuto dagli istituti dalla fine di novembre?
«Un´infinità. Tutti vogliono sapere quali sono le condizioni di sicurezza della propria scuola. Sono almeno ottanta i dirigenti scolastici che ci hanno chiamati per avere notizie, ed è anche per questo che ci siamo resi conto che non si poteva più lavorare come prima. Abbiamo messo da parte tutti i progetti per il 2009 e abbiamo deciso che prima di tutto dobbiamo restituire serenità a chi nelle scuole vive e lavora».
Cosa intendente fare? È un progetto ambizioso, come comincerete?
«Stiamo ultimando una sorta di censimento dello stato di tutti e 163 gli edifici dei quali abbiamo responsabilità, abbiamo quasi finito. Sapremo dire vita, morte e miracoli di ognuna di quelle scuole - dalla data di costruzione agli interventi effettuati ai certificati rilasciati -. E poi comincerà il lavoro più impegnativo: andare a scoprire quel che non si vede. Quello che la documentazione non può dire. Ma non possiamo fare da soli».
Di chi avete bisogno?
«Io mi muoverò chiedendo l´aiuto della Regione. Il presidente Antonio Saitta mi ha assicurato che si muoverà anche con il governo, a Roma, con la Protezione civile».
Cosa significa esattamente andare a scoprire quel che non si vede?
«Faremo per tutte le scuole quel che abbiamo fatto al liceo Darwin dopo l´incidente. Controlleremo le condizioni strutturali degli edifici, delle controsoffittatute, degli intonaci. Non solo con gli infrarossi come si era detto a un certo punto. Dobbiamo per forza rompere i controsoffitti per esser certi che non sia rimasto nulla (vedi, il tubo di ghisa del Darwin, ndr) durante le ristrutturazioni».
Rompere parte dei controsoffitti di tutte le scuole superiori della provincia, per vedere se sono solidi, se non si rischiano crolli? Non è un po´ troppo?
«Non lo so se sia eccessivo e a questo punto non ha nemmeno importanza. Ci mancano molte informazioni riguardo agli edifici che ospitano gli studenti e fino a quando non ci metteremo all´opera continueremo a non essere sicuri, a non avere sotto controllo la situazione».
E quanto costerà?
«Abbiamo stimato circa 30 mila euro per scuola. Ed è per questo che dico che abbiamo bisogno di un aiuto economico. Speriamo che le altre istituzioni ci diano una mano. Altrimenti saremo davvero costretti a far saltare tutti i progetti che abbiamo per il prossimo anno».
Scusi assessore, ma non sarebbe stato più razionale avere un sistema di monitoraggio delle scuole già in passato? Come avete lavorato fino a oggi?
«Purtroppo le nostre risorse non ci consentono di controllare periodicamente gli edifici con una programmazione di tipo preventivo. Lavoriamo sulla base delle segnalazioni che ci inviano le scuole perché questo è quel che riusciamo a fare con il nostro budget. Anche questo è il motivo per cui a Rivoli è successo quel che è successo: prima del crollo non c´era stato alcun segnale. E questo gli investigatori lo hanno accertato».
Lei e i suoi dirigenti rischiate comunque di essere indagati.
«Lo so e certo la cosa non mi lascia indifferente. Proprio per questo voglio sgomberare il campo a ogni incertezza per il futuro. È come ricominciare da capo. E non lo dico per me ma per gli studenti e gli insegnanti».
(o.giu.)
"Il caso Darwin il nostro anno zero per la sicurezza servono 5 milioni"
Ottanta dirigenti ci hanno chiamato per far eseguire sopralluoghi Il nostro obiettivo è restituire serenità a chi frequenta quegli edifici
Abbiamo controllato date di costruzione e certificati dei 163 stabili di cui siamo responsabili e adesso avvieremo la fase 2
Verificheremo le condizioni strutturali di delle controsoffittature e degli intonaci, usano non solo gli infrarossi ma rompendo le pareti
Il giorno del crollo al liceo Darwin di Rivoli ha segnato un nuovo anno zero per le istituzioni che si occupano di scuola. «Da quel momento abbiamo stravolto tutti i nostri progetti - dice Umberto D´Ottavio, assessore provinciale all´istruzione -. Al primo posto c´è e ci sarà per molto tempo solo la sicurezza. Me ne sono reso conto io e devono rendersene conto tutti. I rappresentanti istituzionali ma anche i dirigenti scolastici, gli insegnanti e le famiglie. In questo senso ognuno dovrà fare la propria parte, chi in termini economici, chi di buon senso».
D´Ottavio, il telefono dell´assessorato suona molto più spesso dal giorno dell´incidente. Quante richieste di sopralluoghi avete avuto dagli istituti dalla fine di novembre?
«Un´infinità. Tutti vogliono sapere quali sono le condizioni di sicurezza della propria scuola. Sono almeno ottanta i dirigenti scolastici che ci hanno chiamati per avere notizie, ed è anche per questo che ci siamo resi conto che non si poteva più lavorare come prima. Abbiamo messo da parte tutti i progetti per il 2009 e abbiamo deciso che prima di tutto dobbiamo restituire serenità a chi nelle scuole vive e lavora».
Cosa intendente fare? È un progetto ambizioso, come comincerete?
«Stiamo ultimando una sorta di censimento dello stato di tutti e 163 gli edifici dei quali abbiamo responsabilità, abbiamo quasi finito. Sapremo dire vita, morte e miracoli di ognuna di quelle scuole - dalla data di costruzione agli interventi effettuati ai certificati rilasciati -. E poi comincerà il lavoro più impegnativo: andare a scoprire quel che non si vede. Quello che la documentazione non può dire. Ma non possiamo fare da soli».
Di chi avete bisogno?
«Io mi muoverò chiedendo l´aiuto della Regione. Il presidente Antonio Saitta mi ha assicurato che si muoverà anche con il governo, a Roma, con la Protezione civile».
Cosa significa esattamente andare a scoprire quel che non si vede?
«Faremo per tutte le scuole quel che abbiamo fatto al liceo Darwin dopo l´incidente. Controlleremo le condizioni strutturali degli edifici, delle controsoffittatute, degli intonaci. Non solo con gli infrarossi come si era detto a un certo punto. Dobbiamo per forza rompere i controsoffitti per esser certi che non sia rimasto nulla (vedi, il tubo di ghisa del Darwin, ndr) durante le ristrutturazioni».
Rompere parte dei controsoffitti di tutte le scuole superiori della provincia, per vedere se sono solidi, se non si rischiano crolli? Non è un po´ troppo?
«Non lo so se sia eccessivo e a questo punto non ha nemmeno importanza. Ci mancano molte informazioni riguardo agli edifici che ospitano gli studenti e fino a quando non ci metteremo all´opera continueremo a non essere sicuri, a non avere sotto controllo la situazione».
E quanto costerà?
«Abbiamo stimato circa 30 mila euro per scuola. Ed è per questo che dico che abbiamo bisogno di un aiuto economico. Speriamo che le altre istituzioni ci diano una mano. Altrimenti saremo davvero costretti a far saltare tutti i progetti che abbiamo per il prossimo anno».
Scusi assessore, ma non sarebbe stato più razionale avere un sistema di monitoraggio delle scuole già in passato? Come avete lavorato fino a oggi?
«Purtroppo le nostre risorse non ci consentono di controllare periodicamente gli edifici con una programmazione di tipo preventivo. Lavoriamo sulla base delle segnalazioni che ci inviano le scuole perché questo è quel che riusciamo a fare con il nostro budget. Anche questo è il motivo per cui a Rivoli è successo quel che è successo: prima del crollo non c´era stato alcun segnale. E questo gli investigatori lo hanno accertato».
Lei e i suoi dirigenti rischiate comunque di essere indagati.
«Lo so e certo la cosa non mi lascia indifferente. Proprio per questo voglio sgomberare il campo a ogni incertezza per il futuro. È come ricominciare da capo. E non lo dico per me ma per gli studenti e gli insegnanti».
(o.giu.)
sabato 10 gennaio 2009
Consegnata la nuova scuola di Oulx
Consegnato il nuovo edificio per l'Istituto di Oulx
"L'edificio scolastico che presentiamo oggi è un'opera veramente innovativa, frutto di una reinterpretazione dei canoni dell'architettura di montagna. Ai ragazzi che a giorni lo occuperanno dico che studiando in una struttura tecnologicamente così avanzata è più facile prepararsi al loro compito del futuro, vale a dire innovare la realtà circostante".
Con queste parole il presidente della Provincia Antonio Saitta ha concluso la visita effettuata venerdì 9 gennaio con l'assessore all'Istruzione Umberto D'Ottavio alla nuova sede dell'istituto scolastico Des Ambrois di Oulx. La prossima settimana la struttura sarà aperta ai circa 600 allievi e ai loro insegnanti, che potranno così lasciare le attuali quattro sedi sparse per il centro abitato di Oulx.
L'edificio, opera dell'architetto Andrea Bruno, è stato studiato ponendo particolare attenzione al rapporto con il paesaggio montano, l'Oasi Naturale del Lago Borello (istituita nel 1979 laddove sorgeva una ex cava di estrazione) e le attività sportive e turistiche ad esso correlate.
Il progetto ha dovuto risolvere notevoli problemi geologici, idrogeologici e geotecnici e racchiude soluzioni tecnologiche all'avanguardia. Le aule circolari hanno un'ampiezza di circa 50 metri quadrati, sono realizzate in alluminio, con le pareti interne rivestite di legno chiaro; sono tutte al piano terreno, aggregate lungo un percorso interno. Tutte le aule prendono luce da una finestra superiore e dispongono di energia elettrica prodotta da pannelli fotovoltaici. Anche i laboratori sono a pianta circolare, per un'ampiezza totale di 475 metri quadrati, collegati da un percorso coperto, lungo il quale sono collocati i servizi igienici, una hall coperta, la biblioteca, uno spazio adibito ad Auditorium e una sala proiezioni di 170 metri quadrati.
Come tutti gli edifici scolastici superiori, anche il Liceo dell'Alta Valsusa è stato realizzato dalla Provincia di Torino, con una spesa di 10 milioni di Euro.
"La progettazione dell'istituto scolastico superiore di Oulx è stata una grande sfida" ha commentato l'assessore D'Ottavio. "Non era facile inserire una struttura avveniristica e dall'alto contenuto tecnologico in un ambiente naturale montano molto delicato. Ora possiamo dire di avere costruito la più bella scuola della provincia."
(9 gennaio 2009)
"L'edificio scolastico che presentiamo oggi è un'opera veramente innovativa, frutto di una reinterpretazione dei canoni dell'architettura di montagna. Ai ragazzi che a giorni lo occuperanno dico che studiando in una struttura tecnologicamente così avanzata è più facile prepararsi al loro compito del futuro, vale a dire innovare la realtà circostante".
Con queste parole il presidente della Provincia Antonio Saitta ha concluso la visita effettuata venerdì 9 gennaio con l'assessore all'Istruzione Umberto D'Ottavio alla nuova sede dell'istituto scolastico Des Ambrois di Oulx. La prossima settimana la struttura sarà aperta ai circa 600 allievi e ai loro insegnanti, che potranno così lasciare le attuali quattro sedi sparse per il centro abitato di Oulx.
L'edificio, opera dell'architetto Andrea Bruno, è stato studiato ponendo particolare attenzione al rapporto con il paesaggio montano, l'Oasi Naturale del Lago Borello (istituita nel 1979 laddove sorgeva una ex cava di estrazione) e le attività sportive e turistiche ad esso correlate.
Il progetto ha dovuto risolvere notevoli problemi geologici, idrogeologici e geotecnici e racchiude soluzioni tecnologiche all'avanguardia. Le aule circolari hanno un'ampiezza di circa 50 metri quadrati, sono realizzate in alluminio, con le pareti interne rivestite di legno chiaro; sono tutte al piano terreno, aggregate lungo un percorso interno. Tutte le aule prendono luce da una finestra superiore e dispongono di energia elettrica prodotta da pannelli fotovoltaici. Anche i laboratori sono a pianta circolare, per un'ampiezza totale di 475 metri quadrati, collegati da un percorso coperto, lungo il quale sono collocati i servizi igienici, una hall coperta, la biblioteca, uno spazio adibito ad Auditorium e una sala proiezioni di 170 metri quadrati.
Come tutti gli edifici scolastici superiori, anche il Liceo dell'Alta Valsusa è stato realizzato dalla Provincia di Torino, con una spesa di 10 milioni di Euro.
"La progettazione dell'istituto scolastico superiore di Oulx è stata una grande sfida" ha commentato l'assessore D'Ottavio. "Non era facile inserire una struttura avveniristica e dall'alto contenuto tecnologico in un ambiente naturale montano molto delicato. Ora possiamo dire di avere costruito la più bella scuola della provincia."
(9 gennaio 2009)
martedì 6 gennaio 2009
Terminati i lavori dell'Istituto di Oulx
Il 9 gennaio Saitta e D’Ottavio visiteranno la nuova sede
Sono terminati i lavori interni alla nuova sede dell’Istituto scolastico superiore Des Ambrois di Oulx. In vista della sua apertura a studenti e insegnanti, che avverrà lunedì 12 gennaio, il presidente della Provincia Antonio Saitta e l’assessore all’istruzione ed edilizia scolastica Umberto D’Ottavio visiteranno i nuovi locali venerdì 9 gennaio alle ore 10.30 a Oulx, in via Luigi Einaudi angolo via Martin Luther King. All’appuntamento sono invitati i sindaci e i presidi della valle e i giornalisti che vorranno partecipare.
Sono terminati i lavori interni alla nuova sede dell’Istituto scolastico superiore Des Ambrois di Oulx. In vista della sua apertura a studenti e insegnanti, che avverrà lunedì 12 gennaio, il presidente della Provincia Antonio Saitta e l’assessore all’istruzione ed edilizia scolastica Umberto D’Ottavio visiteranno i nuovi locali venerdì 9 gennaio alle ore 10.30 a Oulx, in via Luigi Einaudi angolo via Martin Luther King. All’appuntamento sono invitati i sindaci e i presidi della valle e i giornalisti che vorranno partecipare.
lunedì 29 dicembre 2008
Conferenza stampa fine 2008 in Provincia
"Il 2008 è stato un anno complesso: a consuntivo posso esprimere soddisfazione per il grande lavoro che ha svolto la Provincia, ente in prima fila sulle emergenze, ma non posso non essere preoccupato per il futuro". Il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta insieme a tutta la Giunta ha presentato il bilancio dell'anno che si sta concludendo .
"La Provincia ha dimostrato ancora una volta di essere un Ente di area vasta, in particolare nei momenti di emergenza – ha detto Saitta – e i giorni appena trascorsi sono un esempio: siamo stati i primi con l'abbondante nevicata a garantire la viabilità, i nostri 300 cantonieri hanno lavorato notte e giorno in situazioni particolarmente critiche nelle valli alpine. Per non parlare del grande impegno durante i giorni dell'alluvione del maggio scorso. Certo, non possiamo fare tutto senza aiuti e collaborazione: nell'ultimo semestre abbiamo partecipato a numerosi incontri con parlamentari ed esponenti del Governo senza tuttavia ottenere risposte: il nostro territorio va messo in sicurezza! Voglio ricordare che se invece della grande nevicata ci fossimo trovati davanti ad altrettanti giorni di pioggia, Torino e tutta la pianura si sarebbero trovate nelle drammatiche condizioni dell'alluvione del ‘94".
Saitta ha ricordato che la Provincia ha chiesto al Governo i fondi necessari per garantire la sicurezza del territorio rispetto alle catastrofi naturali: "abbiamo già predisposto progetti per 270 milioni di euro, ma occorre un piano straordinario che ci consenta di portare avanti tutte le opere di manutenzione e la possibilità di superare i vincoli del patto di stabilità. Noi siamo pronti a fare il nostro dovere investendo 220 milioni di euro l'anno per un triennio. Dovremmo poter investire 70 milioni di euro all'anno per la messa in sicurezza delle strade ed altri 60 all'anno per tre anni per mettere in sicurezza le scuole. Per l'edilizia scolastica abbiamo lavori in corso per 60 milioni di euro e messo a bilancio nel 2009 interventi per altri 25 milioni di euro. La Provincia è pronta ad avviare gli appalti in tempi strettissimi – ha aggiunto ancora Saitta – e questa potrebbe anche essere la risposta concreta alla grave crisi occupazionale di questi tempi, in cui i nostri 13 Centri per l'Impiego sono letteralmente presi d'assalto. Sul nostro territorio sono già 20mila i lavoratori in difficoltà".
Il presidente della Provincia ha però anche elencato risultati importanti raggiunti nel corso del 2008; ecco in dettaglio gli argomenti trattati
Meno spese correnti, più investimenti
Grazie a una politica volta ad una maggiore efficienza, al contenimento delle spese correnti e ad un lungimirante rigore nella gestione dell'indebitamento (fin dal mio insediamento nel 2004 la Provincia non ha più fatto ricorso alla finanza derivata) in questo anno che si sta concludendo gli investimenti sono stati aumentati all'insegna di una logica ben precisa che si può tradurre nel concetto "meno spese per partite correnti, più spese per investimenti".
Venerdì 12 dicembre abbiamo approvato il bilancio di previsione 2009 per poter affrontare immediatamente con l'inizio del nuovo anno le priorità, dalla crisi economica agli interventi straordinari in edilizia scolastica.
Il rating della Provincia
La valutazione assegnata alla Provincia dalle agenzie di rating è Aa3, superiore a quella media degli enti locali italiani. Questo indica un'elevata capacità di rimborsare il debito finanziario e si è tradotto in tassi d'interesse più favorevoli sui mutui per la nostra amministrazione e per moltissimi Comuni che hanno aderito al progetto per accendere mutui collegandosi alla Provincia.
Il ruolo della Provincia, ente di area vasta
Nel corso del 2008 si è consolidato il ruolo della Provincia come ente di area vasta: poco prima dell'estate era ripartita la campagna contro il ruolo delle Province; abbiamo dato il nostro contributo dimostrando - anche attraverso un dossier presentato al Governo - le funzioni di area vasta del nostro Ente.
Nel contempo, abbiamo costituito formalmente anche la Fondazione delle Province del NordOvest per affrontare insieme (siamo 25 Province) i grandi temi del nostro territorio.
Turismo e cultura
E' decollato il progetto dell'ATL unica; i dati sull'afflusso dei turisti nel nostro territorio sono molto confortanti e positivi. + 8.5% di arrivi complessivi e + 33.7% di presenze. Il dato è più alto nel Canadese (+ 34.3% di arrivi e + 68.5% di presenze) e in Val di Susa (+ 7.97 % di arrivi e + 57.2% di presenze)
Dopo il consolidamento dell'esperienza di portare cultura in alta montagna con Casa Olimpia a Sestriere, abbiamo raddoppiato con Casa GranParadiso a Ceresole Reale.
Abbiamo anche mantenuto il progetto di estendere i benefici del turismo legato alle grandi mostre: dopo i Longobardi a Novalesa e Valsusa nel 2007 con 10 mila visitatori, il 2008 vede il grande successo a Miradolo nel Pinerolese della mostra dedicata al pittore Delleani con oltre 6 mila visitatori.
Ambiente
Il 2008 è l'anno in cui è partito il cantiere per la realizzazione del primo termovalorizzatore: abbiamo superato 12 ricorsi. Ma è anche l'anno in cui stiamo per raggiungere la soglia che ci eravamo prefissati del 50% di raccolta differenziata. Abbiamo risolto il problema della discarica del Pinerolese e abbiamo mandato sull‘intero territorio le oltre 300 Guardie ecologiche volontarie di cui disponiamo a scovare le discariche abusive e perseguire gli abbandono di rifiuti.
Ricordo che abbiamo detto NO all'arrivo dei rifiuti campani (prima al governo Prodi con il prefetto De Gennaro, poi al Governo Berlusconi con il commissario Bertolaso)
La Provincia ha contribuito alla riduzione dell'utilizzo di mille tonnellate di solventi e di 500 tonnellate di emissione completando 143 autorizzazioni integrate ambientali per altrettante aziende del territorio, aumentando il rendimento delle centrali del 35%.
Insediamenti imprenditoriali
Abbiamo completato tutte le verifiche necessarie e le valutazioni di impatto ambientale per l'insediamento di Mediapolis, nel Canavese; nella stessa area abbiamo lavorato per consentire l'arrivo della Bracco e della Silfab
Senza dimenticare che con il progetto MIP "Mettersi in proprio" abbiamo aiutato a nascere quest'anno150 imprese nuove, raggiungendo quota 703 imprese dal 2004 ad oggi
1400 corsi di formazione professionale per 60mila allievi e 110milioni di euro.
Grandi collegamenti
Nel 2008 abbiamo insediato il Comitato di Pilotaggio per il piano strategico legato allo sviluppo della Val di Susa in stretto raccordo con l'Osservatorio il Virano; anche il nostro tavolo con il suo lavoro è stato essenziale per raggiungere i risultati ottenuti e per progettare concretamente il futuro della Valle come opportunità di sviluppo
Con il metodo della concertazione abbiamo anche insediato e già terminatola prima fase dei lavori del Comitato di pilotaggio per la Tangenziale Est; insieme ai sindaci e avvalendoci delle competenze del Politecnico abbiamo già definitoli corridoio entro il quale individuare il tracciato.
Siamo in grande avanzamento nel progetto di Corso Marche.
I lavori della variante di Alpignano-Pianezza sono ripresi i lavori, quelli della variante Borgaro- Venaria sono in corso, così come quelli della variante di Borgaretto che darà un grande futuro alla Reggia di Stupinigi.
Viabilità
Nel corso del 2008 sono stati completati lavori stradali per 133 milioni di euro, affidati altri lavori per 70 milioni e approvati progetti esecutivi per 65 milioni di euro. La Provincia è oggi in grado di appaltare lavori per 210 milioni di Euro.
Progetti straordinari
Fuori dalla ordinarietà, Saitta ha segnalato la conclusione di progetti molto importanti per l'impegno che hanno comportato: abbiamo rispettato i tempi di avvio della sede della Provincia in corso Inghilterra, dove abbiamo concentrato mille dipendenti prima sparsi in numerose sedi. Uno sforzo molto considerevole, che ci consentirà dal prossimo anno grandi risparmi e razionalizzazione di costi.
Stanno per cominciare i lavori collegati al grande concorso internazionale sul forte di Fenestrelle; abbiamo acquisito la ridotta Carlo Alberto che diventerà la porta di accesso al nostro monumento e conterrà l'ascensore che porterà al Forte.
Stiamo arrivando alla progettazione definitiva per la torre delle telecomunicazioni al Colle della Maddalena.
"La Provincia ha dimostrato ancora una volta di essere un Ente di area vasta, in particolare nei momenti di emergenza – ha detto Saitta – e i giorni appena trascorsi sono un esempio: siamo stati i primi con l'abbondante nevicata a garantire la viabilità, i nostri 300 cantonieri hanno lavorato notte e giorno in situazioni particolarmente critiche nelle valli alpine. Per non parlare del grande impegno durante i giorni dell'alluvione del maggio scorso. Certo, non possiamo fare tutto senza aiuti e collaborazione: nell'ultimo semestre abbiamo partecipato a numerosi incontri con parlamentari ed esponenti del Governo senza tuttavia ottenere risposte: il nostro territorio va messo in sicurezza! Voglio ricordare che se invece della grande nevicata ci fossimo trovati davanti ad altrettanti giorni di pioggia, Torino e tutta la pianura si sarebbero trovate nelle drammatiche condizioni dell'alluvione del ‘94".
Saitta ha ricordato che la Provincia ha chiesto al Governo i fondi necessari per garantire la sicurezza del territorio rispetto alle catastrofi naturali: "abbiamo già predisposto progetti per 270 milioni di euro, ma occorre un piano straordinario che ci consenta di portare avanti tutte le opere di manutenzione e la possibilità di superare i vincoli del patto di stabilità. Noi siamo pronti a fare il nostro dovere investendo 220 milioni di euro l'anno per un triennio. Dovremmo poter investire 70 milioni di euro all'anno per la messa in sicurezza delle strade ed altri 60 all'anno per tre anni per mettere in sicurezza le scuole. Per l'edilizia scolastica abbiamo lavori in corso per 60 milioni di euro e messo a bilancio nel 2009 interventi per altri 25 milioni di euro. La Provincia è pronta ad avviare gli appalti in tempi strettissimi – ha aggiunto ancora Saitta – e questa potrebbe anche essere la risposta concreta alla grave crisi occupazionale di questi tempi, in cui i nostri 13 Centri per l'Impiego sono letteralmente presi d'assalto. Sul nostro territorio sono già 20mila i lavoratori in difficoltà".
Il presidente della Provincia ha però anche elencato risultati importanti raggiunti nel corso del 2008; ecco in dettaglio gli argomenti trattati
Meno spese correnti, più investimenti
Grazie a una politica volta ad una maggiore efficienza, al contenimento delle spese correnti e ad un lungimirante rigore nella gestione dell'indebitamento (fin dal mio insediamento nel 2004 la Provincia non ha più fatto ricorso alla finanza derivata) in questo anno che si sta concludendo gli investimenti sono stati aumentati all'insegna di una logica ben precisa che si può tradurre nel concetto "meno spese per partite correnti, più spese per investimenti".
Venerdì 12 dicembre abbiamo approvato il bilancio di previsione 2009 per poter affrontare immediatamente con l'inizio del nuovo anno le priorità, dalla crisi economica agli interventi straordinari in edilizia scolastica.
Il rating della Provincia
La valutazione assegnata alla Provincia dalle agenzie di rating è Aa3, superiore a quella media degli enti locali italiani. Questo indica un'elevata capacità di rimborsare il debito finanziario e si è tradotto in tassi d'interesse più favorevoli sui mutui per la nostra amministrazione e per moltissimi Comuni che hanno aderito al progetto per accendere mutui collegandosi alla Provincia.
Il ruolo della Provincia, ente di area vasta
Nel corso del 2008 si è consolidato il ruolo della Provincia come ente di area vasta: poco prima dell'estate era ripartita la campagna contro il ruolo delle Province; abbiamo dato il nostro contributo dimostrando - anche attraverso un dossier presentato al Governo - le funzioni di area vasta del nostro Ente.
Nel contempo, abbiamo costituito formalmente anche la Fondazione delle Province del NordOvest per affrontare insieme (siamo 25 Province) i grandi temi del nostro territorio.
Turismo e cultura
E' decollato il progetto dell'ATL unica; i dati sull'afflusso dei turisti nel nostro territorio sono molto confortanti e positivi. + 8.5% di arrivi complessivi e + 33.7% di presenze. Il dato è più alto nel Canadese (+ 34.3% di arrivi e + 68.5% di presenze) e in Val di Susa (+ 7.97 % di arrivi e + 57.2% di presenze)
Dopo il consolidamento dell'esperienza di portare cultura in alta montagna con Casa Olimpia a Sestriere, abbiamo raddoppiato con Casa GranParadiso a Ceresole Reale.
Abbiamo anche mantenuto il progetto di estendere i benefici del turismo legato alle grandi mostre: dopo i Longobardi a Novalesa e Valsusa nel 2007 con 10 mila visitatori, il 2008 vede il grande successo a Miradolo nel Pinerolese della mostra dedicata al pittore Delleani con oltre 6 mila visitatori.
Ambiente
Il 2008 è l'anno in cui è partito il cantiere per la realizzazione del primo termovalorizzatore: abbiamo superato 12 ricorsi. Ma è anche l'anno in cui stiamo per raggiungere la soglia che ci eravamo prefissati del 50% di raccolta differenziata. Abbiamo risolto il problema della discarica del Pinerolese e abbiamo mandato sull‘intero territorio le oltre 300 Guardie ecologiche volontarie di cui disponiamo a scovare le discariche abusive e perseguire gli abbandono di rifiuti.
Ricordo che abbiamo detto NO all'arrivo dei rifiuti campani (prima al governo Prodi con il prefetto De Gennaro, poi al Governo Berlusconi con il commissario Bertolaso)
La Provincia ha contribuito alla riduzione dell'utilizzo di mille tonnellate di solventi e di 500 tonnellate di emissione completando 143 autorizzazioni integrate ambientali per altrettante aziende del territorio, aumentando il rendimento delle centrali del 35%.
Insediamenti imprenditoriali
Abbiamo completato tutte le verifiche necessarie e le valutazioni di impatto ambientale per l'insediamento di Mediapolis, nel Canavese; nella stessa area abbiamo lavorato per consentire l'arrivo della Bracco e della Silfab
Senza dimenticare che con il progetto MIP "Mettersi in proprio" abbiamo aiutato a nascere quest'anno150 imprese nuove, raggiungendo quota 703 imprese dal 2004 ad oggi
1400 corsi di formazione professionale per 60mila allievi e 110milioni di euro.
Grandi collegamenti
Nel 2008 abbiamo insediato il Comitato di Pilotaggio per il piano strategico legato allo sviluppo della Val di Susa in stretto raccordo con l'Osservatorio il Virano; anche il nostro tavolo con il suo lavoro è stato essenziale per raggiungere i risultati ottenuti e per progettare concretamente il futuro della Valle come opportunità di sviluppo
Con il metodo della concertazione abbiamo anche insediato e già terminatola prima fase dei lavori del Comitato di pilotaggio per la Tangenziale Est; insieme ai sindaci e avvalendoci delle competenze del Politecnico abbiamo già definitoli corridoio entro il quale individuare il tracciato.
Siamo in grande avanzamento nel progetto di Corso Marche.
I lavori della variante di Alpignano-Pianezza sono ripresi i lavori, quelli della variante Borgaro- Venaria sono in corso, così come quelli della variante di Borgaretto che darà un grande futuro alla Reggia di Stupinigi.
Viabilità
Nel corso del 2008 sono stati completati lavori stradali per 133 milioni di euro, affidati altri lavori per 70 milioni e approvati progetti esecutivi per 65 milioni di euro. La Provincia è oggi in grado di appaltare lavori per 210 milioni di Euro.
Progetti straordinari
Fuori dalla ordinarietà, Saitta ha segnalato la conclusione di progetti molto importanti per l'impegno che hanno comportato: abbiamo rispettato i tempi di avvio della sede della Provincia in corso Inghilterra, dove abbiamo concentrato mille dipendenti prima sparsi in numerose sedi. Uno sforzo molto considerevole, che ci consentirà dal prossimo anno grandi risparmi e razionalizzazione di costi.
Stanno per cominciare i lavori collegati al grande concorso internazionale sul forte di Fenestrelle; abbiamo acquisito la ridotta Carlo Alberto che diventerà la porta di accesso al nostro monumento e conterrà l'ascensore che porterà al Forte.
Stiamo arrivando alla progettazione definitiva per la torre delle telecomunicazioni al Colle della Maddalena.
venerdì 12 dicembre 2008
A scuola fino a 18 anni
Come era prevedibile si sono incartati sulla scuola. Ora nella speranza che si possa aprire un confronto tra proposte, ne rilancio una:perchè non recuperiamo l'idea di un percorso scolastico che si conclude a 18 anni, come avviene in molti Paesi? Questo potrebbe avvenire o recuperando la proposta Berlinguer o preparandone una nuova. Fino a 18 anni è anche una risposta alla necessità di risparmio e consentirebbe di ridurre di tantissimo gli indirizzi di scuola superiore, lasciando al post diploma la preparazione tecnica per l'inserimento nel mondo del lavoro. Parliamone....
Umberto
Umberto
martedì 9 dicembre 2008
Quanto di peggio poteva accadere
ultimo aggiornamento: 22 novembre, ore 18:11
Torino, 22 nov. (Adnkronos) - Investire piu' risorse per garantire la sicurezza delle scuole. E' la richiesta avanzata dall'assessore all'Istruzione della Provincia di Torino, Umberto D'Ottavio."Quello che e' accaduto oggi e' cio' di quanto peggio puo' accadere andando a scuola -ha aggiunto commentando la tragedia verificatasi al liceo scientifico Darwin- anche se dai primi rilievi sembra trattarsi di una fatalita'. Quello che e' certo e' che sono necessari i controlli, per legge sono previsti, ma poi, purtroppo, mancano le risorse necessarie per farli. Dobbiamo insistere nel mettere in sicurezza le scuole -ha concluso- e oggi purtroppo non e' cosi' per carenza di fondi".
Torino, 22 nov. (Adnkronos) - Investire piu' risorse per garantire la sicurezza delle scuole. E' la richiesta avanzata dall'assessore all'Istruzione della Provincia di Torino, Umberto D'Ottavio."Quello che e' accaduto oggi e' cio' di quanto peggio puo' accadere andando a scuola -ha aggiunto commentando la tragedia verificatasi al liceo scientifico Darwin- anche se dai primi rilievi sembra trattarsi di una fatalita'. Quello che e' certo e' che sono necessari i controlli, per legge sono previsti, ma poi, purtroppo, mancano le risorse necessarie per farli. Dobbiamo insistere nel mettere in sicurezza le scuole -ha concluso- e oggi purtroppo non e' cosi' per carenza di fondi".
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