Ai 43 Presidenti PD delle Province
Ai 19 Vicepresidenti PD delle Province
Ai 26 Presidenti PD dei Consigli provinciali
Ai 174 Assesssori provinciali PD
Agli 813 Consiglieri Provinciali PD
p.c. Pierluigi Bersani, Enrico Letta,
Rosy Bindi, Dario Franceschini, Anna Finocchiaro
p.c. ai Deputati e Senatori PD
delle Commissioni affari cosituzionali
Carissimi,
ci siamo fatti carico di un’operazione verità sulle Province relativamente a funzioni e costi e di richiedere con forza una riforma complessiva degli assetti istituzionali nel nostro Paese.
Un’azione coerente con la posizione assunta dal nostro partito con la presentazione della proposta di legge costituzionale del 21 giugno 2011 a firma Bersani-Franceschini-Bressa e altri che in sintesi prevede l’istituzione delle città metropolitane, la contrarietrà all’istituzione delle nuove Province e
la riduzione del numero di Province esistenti. Questa pdl nasceva dall’assunto che il PD “ non è stato mai per l’abolizione dell’istituzione Provincia, poiché, ad esempio, le questioni relative ai trasporti, all’assetto idrogeologico, agli aspetti ambientali e alle strade costituiscono una dimensione non più gestibile dal singolo comune e che non dovrebbe essere gestita dalle regioni: in quest’ottica cancellare con un colpo di bacchetta magica le province ci consegnerebbe una
dimensione di confusione totale che sarebbe esattamente l’opposto di quello che i cittadini chiedono, ossia responsabilità, correttezza e trasparenza nell’amministrazione dei propri interessi.
Il PD è, quindi, per la ridefinizione delle province anche all’interno della Costituzione”(pag. 2 della relazione).
Dobbiamo purtroppo constatare come questa posizione sia stata abbandonata perché i gruppi parlamentari del PD di fatto hanno votato, con l’approvazione del decreto “salva Italia”, l’abolizione della Provincia che non avrà più funzioni amministrative dal 1 gennaio 2013 calpestando in modo palese la Costituzione (si veda l’intervento del prof. Onida su Il Sole 24 Ore del 20 gennaio scorso) .
Evidentemente abbiamo protestato verso i nostri dirigenti nazionali perché i nostri gruppi parlamentari hanno contribuito ad alimentare (insieme al prof. Monti) la falsità che abolendo le Province si risparmierebbero 12 miliardi di euro: come ormai abbiamo dimostrato - anche attraverso un autorevole studio dell’Università Bocconi - questa è la spesa che le Province sostengono per
svolgere le proprie competenze, spesa che aumenterebbe trasferendole a Regioni e Comuni.
Ci è stato promesso che in qualche provvedimento legislativo si sarebbe rivista la decisione assunta.
Di fatto i comportamenti sono stati di segno diverso:
· il nostro partito nell’apposita Commissione parlamentare è stato compatto nel sostenere che le
amministrazioni provinciali che andranno al voto in primavera devono essere commissariate
anziché prorogate di un anno come se fossero amministrazione mafiose o in bancarotta. Hanno
prorogato enti di nominati che avrebbero dovuto essere eliminati qualche anno fa (esempio Ato
acqua e rifiuti) e commissariato istituzioni garantite dalla Costituzione;
· a differenza di alcune Regioni guidate dal centrodestra, nessuna di quelle guidate dal
centrosinistra ha impugnato alla Corte Costituzionale il decreto “salva Italia” per la parte sulle
Province;
· il nostro responsabile nazionale degli enti locali in occasione della mobilitazione dei Consigli
provinciali del 31 gennaio ha suggerito ai gruppi consiliari di non approvare l’ordine del giorno
dell’Upi (che abbiamo contribuito a redigere) sottolineando l’inopportunità di promuovere
ricorsi alla Corte Costituzionale (per fortuna è stata una grida manzoniana, perché tutti i
Consigli d’Italia l’hanno approvato).
Siamo ancora stupefatti e riteniamo grave non difendere la Costituzione sempre.
In ogni caso non ci siamo rassegnati.
Abbiamo costruito lavorando come presidenti del PD all’interno dell’UPI (in particolare con Nicola
Zingaretti, Fabio Melilli, Piero Lacorazza, Giovanni Florido e Beatrice Draghetti) una proposta di
legge che riducendo il numero delle Province, istituendo le città metropolitane, abolendo il numero
gli uffici periferici ed eliminando gran parte degli enti intermedi consente la riduzione reale della
spesa pubblica di 5 miliardi di euro (anziché di soli 65 milioni come prevede il decreto “salva
Italia”). L’abbiamo presentata alla stampa, poi ai gruppi parlamentari e al Governo.
Sicuramente è stata aperta una breccia. Lo abbiamo constatato nel seminario del PD che si è tenuto
a Roma martedì scorso. Nel documento presentato all’inizio dell’incontro anche se timidamente si
afferma che l’eliminazione delle Province non ha senso, che forse occorrerà cambiarne il nome, che
devono avere poche funzioni, che è giusto ridurre il numero degli uffici periferici dello Stato, ma è
fondamentale che gli organi non siano non più eletti a suffragio universale.
Tutti i presidenti di Provincia presenti hanno sostanzialmente contestato l’elezione di secondo grado
chiedendo che cosa ci sia di così grave in democrazia nell’essere eletti direttamente dal popolo.
Abbiamo motivato che il sistema elettorale di secondo grado di fatto equivale a indebolire le
Province e accentuare il neocentralismo regionale.
Abbiamo osservato che oggi i cittadini chiedono di poter scegliere i propri rappresentanti e non
accettano più che siano i partiti a nominarli.
Non c’è stato verso di far cambiare opinione al gruppo dirigente nazionale, anche se era in
minoranza: ha preferito fare propria la posizione di Astrid elaborata in modo determinante con il
contributo degli onorevoli Vitali, Lanzillotta e Bassanini.
Questa dunque la posizione del nostro partito.
Secondo noi occorre spiegare urgentemente al gruppo dirigente nazionale il grande errore che sta
compiendo se fa proprie non le opinioni di consiglieri, assessori o presidenti provinciali, ma quelle
di un piccolo gruppo che ha deciso di decidere per conto di tutti noi.
Dobbiamo e vogliamo coinvolgere i parlamentari dei singoli territori, gli organi provinciali e
regionali.
Sinceramente rammarica essere stati abbandonati dal nostro partito.
Stupisce che con queste decisioni, che rincorrono l’antipolitica, il PD stia colpevolizzando e
demotivando una parte importante della sua classe politica diffusa sul territorio nazionale che ha il
grande merito di essere stata eletta direttamente dal popolo e di essere presente nelle istituzioni.
Il PD non dovrebbe fidarsi un po’ più di noi?
Antonio Saitta e Andrea Barducci
martedì 28 febbraio 2012
domenica 26 febbraio 2012
Da Gelmini a Profumo, cosa è cambiato per la scuola pubblica?
MARINA BOSCAINO –
La rete pullula di appelli, petizioni, richieste, lettere aperte: prove Invalsi, pensioni, valutazione i tre temi al momento più gettonati. La scuola, dopo il sospiro di sollievo tirato per la conclusione dell’era della triade Gelmini-Tremonti-Brunetta, che ha segnato uno dei momenti di peggiore, oltre che maggiore, disinvestimento – culturale, oltre che economico – sul sistema scolastico nel nostro Paese, ha cominciato, prima fiduciosamente, poi con sempre maggiore cautela, ad esternare i propri desiderata al nuovo inquilino di viale Trastevere, certa almeno del ritorno ad un ascolto concreto, dopo l’autoreferenzialità assoluta di Gelmini e del suo staff.
A distanza di circa 3 mesi dall’insediamento di Profumo, si registra un certo scetticismo rispetto alla possibilità che il cambiamento sia davvero concreto. Certo, siamo indubbiamente al riparo dal profluvio di gaffes che Mary Star ha collezionato (inutile ricordare quella iperbolica del tunnel Gran Sasso-Ginevra). Ma – come la proverbiale sobrietà – anche questo dovrebbe far parte di quel minino sindacale garantito da qualsiasi governo. Ciò che manca, che continua a mancare, è un’attenzione esperta e sollecita ai problemi della scuola; oltre alla volontà concreta di porre la scuola stessa al centro di un’agenda politica che abbia a cuore il futuro del Paese.
I mantra cari alla scuola democratica, alla scuola della Costituzione, rappresentano litanie un po’ sbiadite e certamente inefficaci, che collaudano la memoria di alcuni di noi, la nostra capacità di ricordare principi e valori a dispetto dell’esistente, e di insistere perché vengano ricordati; ma certamente non registrano l’adesione e l’interesse autentici della maggior parte di coloro che si occupano di scuola pubblica: inclusione, cittadinanza, emancipazione, uguaglianza, merito sono etichette abusate e svuotate di significato, quando non riplasmate su significati di stampo neoliberista.
Fino ad oggi gli studenti sono rimasti un po’ defilati rispetto alle richieste avanzate al ministro, forse immobilizzati da un panorama che certamente non incoraggia alla partecipazione: immaginate di avere dai 15 ai 19 anni, oggi. Il vostro presente è il nostro; l’unico passato è l’ultimo triennio Berlusconi, il solo che siete in grado realmente di ricordare. Le generazioni di riferimento – i vostri padri, i vostri insegnanti – annaspano nella notte della politica. Che percezione avreste del mondo, della cittadinanza, del futuro, del senso?
È di questi giorni la notizia che la Rete degli Studenti ha avviato la campagna “Mai più nelle nostre scuole”, raccolta di firme e ricorsi per la cancellazione di alcuni provvedimenti assunti dal precedente governo, cui almeno occorre riconoscere la capacità di essere riusciti a partorire ed imporre una serie di odiosissimi provvedimenti alla scuola italiana in tempi rapidissimi: le cosiddette “riforme” – eufemismo altisonante per non dire “tagli” – che hanno investito tutti i segmenti della scuola. Ma anche ambiti specifici, come i quattro sui quali gli studenti chiedono una marcia indietro a Profumo:
“Mai più nelle nostre scuole” alla bocciatura per il limite di assenze. Secondo il Dpr 122/09 sulla valutazione solo i ¾ della presenza rispetto al monte ore annuale garantiscono la promozione.
“Mai più nelle nostre scuole” al voto di condotta. Con il 5 in condotta si perde l’anno scolastico.
“Mai più nelle nostre scuole” alla sufficienza in ogni materia per accedere all’Esame di Stato. Da qualche anno si può partecipare alla maturità solo se si hanno tutte almeno sufficienze in ciascuna materia.
“Mai più nelle nostre scuole” al tetto del 30% di studenti migranti per classe: iniziò con Cota, e la balzana idea delle classi-ponte; ghetti, in realtà, dove – secondo le intenzioni del proponente – andavano relegati i diversi, indipendentemente dalla provenienza, per poter peggio provvedere alla loro integrazione in quella scuola che la Costituzione definisce “aperta a tutti”. Oggi la normativa (Cm 2/2010) prevede un massimo del 30% di studenti migranti in ogni classe, con un numero motivato di deroghe.
A prescindere dalla opportunità delle richieste – alcune, in particolare, sono estremamente sensate – sarebbe un bel segnale che qualcuno battesse un colpo. Il miracolo di una generazione che oggi abbia ancora voglia di esserci e di partecipare, di provare ad avere una lettura critica della realtà, di dire no a qualcosa senza rifugiarsi nell’acquiescenza acefala non può e non deve lasciare indifferenti.
Marina Boscaino
(24 febbraio 2012)
La rete pullula di appelli, petizioni, richieste, lettere aperte: prove Invalsi, pensioni, valutazione i tre temi al momento più gettonati. La scuola, dopo il sospiro di sollievo tirato per la conclusione dell’era della triade Gelmini-Tremonti-Brunetta, che ha segnato uno dei momenti di peggiore, oltre che maggiore, disinvestimento – culturale, oltre che economico – sul sistema scolastico nel nostro Paese, ha cominciato, prima fiduciosamente, poi con sempre maggiore cautela, ad esternare i propri desiderata al nuovo inquilino di viale Trastevere, certa almeno del ritorno ad un ascolto concreto, dopo l’autoreferenzialità assoluta di Gelmini e del suo staff.
A distanza di circa 3 mesi dall’insediamento di Profumo, si registra un certo scetticismo rispetto alla possibilità che il cambiamento sia davvero concreto. Certo, siamo indubbiamente al riparo dal profluvio di gaffes che Mary Star ha collezionato (inutile ricordare quella iperbolica del tunnel Gran Sasso-Ginevra). Ma – come la proverbiale sobrietà – anche questo dovrebbe far parte di quel minino sindacale garantito da qualsiasi governo. Ciò che manca, che continua a mancare, è un’attenzione esperta e sollecita ai problemi della scuola; oltre alla volontà concreta di porre la scuola stessa al centro di un’agenda politica che abbia a cuore il futuro del Paese.
I mantra cari alla scuola democratica, alla scuola della Costituzione, rappresentano litanie un po’ sbiadite e certamente inefficaci, che collaudano la memoria di alcuni di noi, la nostra capacità di ricordare principi e valori a dispetto dell’esistente, e di insistere perché vengano ricordati; ma certamente non registrano l’adesione e l’interesse autentici della maggior parte di coloro che si occupano di scuola pubblica: inclusione, cittadinanza, emancipazione, uguaglianza, merito sono etichette abusate e svuotate di significato, quando non riplasmate su significati di stampo neoliberista.
Fino ad oggi gli studenti sono rimasti un po’ defilati rispetto alle richieste avanzate al ministro, forse immobilizzati da un panorama che certamente non incoraggia alla partecipazione: immaginate di avere dai 15 ai 19 anni, oggi. Il vostro presente è il nostro; l’unico passato è l’ultimo triennio Berlusconi, il solo che siete in grado realmente di ricordare. Le generazioni di riferimento – i vostri padri, i vostri insegnanti – annaspano nella notte della politica. Che percezione avreste del mondo, della cittadinanza, del futuro, del senso?
È di questi giorni la notizia che la Rete degli Studenti ha avviato la campagna “Mai più nelle nostre scuole”, raccolta di firme e ricorsi per la cancellazione di alcuni provvedimenti assunti dal precedente governo, cui almeno occorre riconoscere la capacità di essere riusciti a partorire ed imporre una serie di odiosissimi provvedimenti alla scuola italiana in tempi rapidissimi: le cosiddette “riforme” – eufemismo altisonante per non dire “tagli” – che hanno investito tutti i segmenti della scuola. Ma anche ambiti specifici, come i quattro sui quali gli studenti chiedono una marcia indietro a Profumo:
“Mai più nelle nostre scuole” alla bocciatura per il limite di assenze. Secondo il Dpr 122/09 sulla valutazione solo i ¾ della presenza rispetto al monte ore annuale garantiscono la promozione.
“Mai più nelle nostre scuole” al voto di condotta. Con il 5 in condotta si perde l’anno scolastico.
“Mai più nelle nostre scuole” alla sufficienza in ogni materia per accedere all’Esame di Stato. Da qualche anno si può partecipare alla maturità solo se si hanno tutte almeno sufficienze in ciascuna materia.
“Mai più nelle nostre scuole” al tetto del 30% di studenti migranti per classe: iniziò con Cota, e la balzana idea delle classi-ponte; ghetti, in realtà, dove – secondo le intenzioni del proponente – andavano relegati i diversi, indipendentemente dalla provenienza, per poter peggio provvedere alla loro integrazione in quella scuola che la Costituzione definisce “aperta a tutti”. Oggi la normativa (Cm 2/2010) prevede un massimo del 30% di studenti migranti in ogni classe, con un numero motivato di deroghe.
A prescindere dalla opportunità delle richieste – alcune, in particolare, sono estremamente sensate – sarebbe un bel segnale che qualcuno battesse un colpo. Il miracolo di una generazione che oggi abbia ancora voglia di esserci e di partecipare, di provare ad avere una lettura critica della realtà, di dire no a qualcosa senza rifugiarsi nell’acquiescenza acefala non può e non deve lasciare indifferenti.
Marina Boscaino
(24 febbraio 2012)
lunedì 6 febbraio 2012
Commemorazione del Presidente emerito della Repubblica Oscar Luigi Scàlfaro.
Pierluigi Bersani
Signor Presidente, aderisco alle sue parole di commemorazione, di cordoglio e ne aggiungo qualcuna personale.
Il ruolo di Oscar Luigi Scàlfaro, nella vicenda italiana, attualmente, dovrà essere meditato, approfondito. Già dalle prossime settimane il Partito Democratico cercherà di dare un primo contributo di riflessione. Tuttavia, credo che le poche parole che si possono dire in quest'Aula abbiano un significato particolare perché risuonano nel luogo che Scàlfaro riteneva baricentrico della democrazia italiana.
Credo che sia giusto qui, brevissimamente, davanti alla morte e deposte le contese, pronunciarsi sul suo lascito, su quello che si ritiene essenziale del suo lascito. Per me e per noi, due cose sono fondamentali; la prima è la dignità, il ruolo e l'autonoma responsabilità della politica, quella che è stata chiamata, da molti commentatori, la laicità del religiosissimo Scàlfaro e che in fondo, in realtà è la concordia-discordia sempre da regolare fra cittadino e persona. Credo che Scàlfaro ci lasci, a questo proposito, un messaggio: non è affatto vero che ragionare con la testa di tutti e con i diritti di tutti, come deve fare la politica, non sia compatibile con forti e radicate convinzioni personali; anzi, forti convinzioni personali possono far capire meglio che la politica deve essere ispirata dalle proprie convinzioni, ma non deve essere al servizio delle stesse.
Il secondo lascito che, per noi, va sottolineato è naturalmente quello che riguarda la Costituzione, quella specie di religiosità costituzionale, forse si può dire così, di Oscar Luigi Scàlfaro, che non era mai, in nessun modo - ne siamo tutti testimoni - un atteggiamento di conservazione burocratica; semmai egli era nobilmente conservatore, come si usa dire.
Scàlfaro ha sempre detto, lo abbiamo sentito mille volte, che la Costituzione, la Carta va aggiornata purché questo avvenga nello spirito della Costituzione, cioè nella convergenza, non nella divisione, e purché non venga toccato il cuore della Costituzione stessa. Certamente, in questo cuore Scàlfaro metteva anche l'assetto parlamentare della nostra democrazia; ai suoi occhi questo assetto poteva essere riformato, aggiornato, modernizzato ma non soppiantato o deformato.
Ora, si può essere o meno d'accordo con questo, ma bisogna riconoscere tutti che fu questo e non altro, non questioni politiche o personali, il terreno di confronto, anche aspro, di quegli anni. Credo che questo tema rimanga, sia ancora davanti a noi. Chiudo su questo pensiero: credo che la domanda su quale democrazia vi sarà, domani, per il nostro Paese sia ancora drammaticamente presente, non possa svilirsi nella polemica politica quotidiana e richieda un confronto alto, serio, fuori dalla polemica, lo ripeto, quotidiana, non rinunciando all'idea che sia possibile, da questo confronto, avere decisioni di riforma.
Un'ultimissima considerazione: ad uno ad uno i padri costituenti se ne vanno e si sta assottigliando via via il numero delle grandi e nobili riserve della Repubblica, cioè delle personalità capaci di interpretare tutto il filo logico e civico della nostra vicenda politica, sociale, dalle origini dell'Italia repubblicana ad oggi. Figure, queste, che, non a caso, hanno avuto in passaggi difficili della Repubblica un loro ruolo. Allora, mentre tutti rivendichiamo, sottolineiamo l'esigenza di un rinnovamento, anche generazionale, della politica, dobbiamo però anche chiederci: senza quelle figure come si riprodurrà quell'affetto consapevole e orgoglioso verso le proprie origini costituzionali, verso la propria vicenda repubblicana che è da sempre la vera forza delle grandi democrazie, come gli Stati Uniti, l'Inghilterra e la Francia?
Come la riprodurremo, con chi, come si farà? Credo che a tutti tocchi dare una risposta. Per quel che ci riguarda abbiamo puntato sul rinnovamento di un'idea di partito che sia pienamente dentro la vicenda democratica nazionale e, quindi, sia capace anche di trasmetterla.
Abbiamo detto: un partito del lavoro, dell'unità della nazione, della Costituzione. Per parte nostra questo è il nostro impegno e la promessa che facciamo a Oscar Luigi Scàlfaro.
Signor Presidente, aderisco alle sue parole di commemorazione, di cordoglio e ne aggiungo qualcuna personale.
Il ruolo di Oscar Luigi Scàlfaro, nella vicenda italiana, attualmente, dovrà essere meditato, approfondito. Già dalle prossime settimane il Partito Democratico cercherà di dare un primo contributo di riflessione. Tuttavia, credo che le poche parole che si possono dire in quest'Aula abbiano un significato particolare perché risuonano nel luogo che Scàlfaro riteneva baricentrico della democrazia italiana.
Credo che sia giusto qui, brevissimamente, davanti alla morte e deposte le contese, pronunciarsi sul suo lascito, su quello che si ritiene essenziale del suo lascito. Per me e per noi, due cose sono fondamentali; la prima è la dignità, il ruolo e l'autonoma responsabilità della politica, quella che è stata chiamata, da molti commentatori, la laicità del religiosissimo Scàlfaro e che in fondo, in realtà è la concordia-discordia sempre da regolare fra cittadino e persona. Credo che Scàlfaro ci lasci, a questo proposito, un messaggio: non è affatto vero che ragionare con la testa di tutti e con i diritti di tutti, come deve fare la politica, non sia compatibile con forti e radicate convinzioni personali; anzi, forti convinzioni personali possono far capire meglio che la politica deve essere ispirata dalle proprie convinzioni, ma non deve essere al servizio delle stesse.
Il secondo lascito che, per noi, va sottolineato è naturalmente quello che riguarda la Costituzione, quella specie di religiosità costituzionale, forse si può dire così, di Oscar Luigi Scàlfaro, che non era mai, in nessun modo - ne siamo tutti testimoni - un atteggiamento di conservazione burocratica; semmai egli era nobilmente conservatore, come si usa dire.
Scàlfaro ha sempre detto, lo abbiamo sentito mille volte, che la Costituzione, la Carta va aggiornata purché questo avvenga nello spirito della Costituzione, cioè nella convergenza, non nella divisione, e purché non venga toccato il cuore della Costituzione stessa. Certamente, in questo cuore Scàlfaro metteva anche l'assetto parlamentare della nostra democrazia; ai suoi occhi questo assetto poteva essere riformato, aggiornato, modernizzato ma non soppiantato o deformato.
Ora, si può essere o meno d'accordo con questo, ma bisogna riconoscere tutti che fu questo e non altro, non questioni politiche o personali, il terreno di confronto, anche aspro, di quegli anni. Credo che questo tema rimanga, sia ancora davanti a noi. Chiudo su questo pensiero: credo che la domanda su quale democrazia vi sarà, domani, per il nostro Paese sia ancora drammaticamente presente, non possa svilirsi nella polemica politica quotidiana e richieda un confronto alto, serio, fuori dalla polemica, lo ripeto, quotidiana, non rinunciando all'idea che sia possibile, da questo confronto, avere decisioni di riforma.
Un'ultimissima considerazione: ad uno ad uno i padri costituenti se ne vanno e si sta assottigliando via via il numero delle grandi e nobili riserve della Repubblica, cioè delle personalità capaci di interpretare tutto il filo logico e civico della nostra vicenda politica, sociale, dalle origini dell'Italia repubblicana ad oggi. Figure, queste, che, non a caso, hanno avuto in passaggi difficili della Repubblica un loro ruolo. Allora, mentre tutti rivendichiamo, sottolineiamo l'esigenza di un rinnovamento, anche generazionale, della politica, dobbiamo però anche chiederci: senza quelle figure come si riprodurrà quell'affetto consapevole e orgoglioso verso le proprie origini costituzionali, verso la propria vicenda repubblicana che è da sempre la vera forza delle grandi democrazie, come gli Stati Uniti, l'Inghilterra e la Francia?
Come la riprodurremo, con chi, come si farà? Credo che a tutti tocchi dare una risposta. Per quel che ci riguarda abbiamo puntato sul rinnovamento di un'idea di partito che sia pienamente dentro la vicenda democratica nazionale e, quindi, sia capace anche di trasmetterla.
Abbiamo detto: un partito del lavoro, dell'unità della nazione, della Costituzione. Per parte nostra questo è il nostro impegno e la promessa che facciamo a Oscar Luigi Scàlfaro.
mercoledì 18 gennaio 2012
IL CONSIGLIO PROVINCIALE SALUTA I FINALISTI DELLA SFIDA SPAZIALE
Il Consiglio Provinciale ha oggi accolto per un saluto augurale le tre scuole del Torinese - lItis Pininfarina di Moncalieri, lItis Avogadro di Torino e lItis Olivetti di Ivrea che parteciperanno alle finali olandesi della sfida Usa/ Europa Zero Robotics competition 2011 fra team di studenti dei licei e degli istituti tecnici sulla progettazione di robot spaziali a basso costo.
Un successo - ha sottolineato il presidente del Consiglio Sergio Bisacca - significativo dal punto di vista dellesperienza scolastica e dellinnovazione, che ci ha indotto a dedicare un momento dei lavori dellassemblea per onorare e salutare gli studenti in partenza per Amsterdam.
Un ottimo risultato davvero per le tre scuole che, nella progettazione dei robot, si sono confrontate con istituti del Piemonte (Ipsia Galilei-Ferrari Torino, Iis Ferrari - Susa , Iis Vallauri Fossano), della Provincia di Padova, di Berlino e con le migliori High School americane.
Una scommessa vinta grazie al coinvolgimento generale da parte della Rete ha commentato Enzo Marvaso coordinatore della Rete Robotica a scuola nata a Torino nel 2010 per avvicinare la formazione scolastica allindustria.
La robotica ha rilevato lassessore allIstruzione della Provincia Umberto DOttavio - è un settore produttivo in crescita. Il nostro territorio è leader nazionale. Con la rete che coinvolge imprese e istituzioni la robotica è diventata materia di insegnamento. I risultati ottenuti da questi ragazzi sono la prova della validità del sistema e della qualità della scuola piemontese.
I rappresentanti della Rete hanno partecipato allincontro per condividere con gli studenti la gioia dellimportante affermazione: Francesco de Sanctis direttore dellUfficio scolastico regionale del Piemonte; Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio, Paola Barbero responsabile Scuola e Università dellUnione industriale; Vincenzo Ilotte presidente Amma; Arturo Baroncelli partner tecnico Comau, Franco Francavilla dirigente scolastico dellistituto Galilei-Ferrari scuola capofila della Rete Robotica
Gli studenti erano accompagnati dai dirigenti scolastici Stefano Fava (Pininfarina), Tommaso De Luca (Avogadro), Daniela Vaio (Olivetti).
La sfida Usa/ Europa Zero Robotics competition 2011 è legata a un concorso lanciato dal Politecnico di Torino rappresentato in Consiglio dal prof. Leonardo Reyneri - in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e lAgenzia Spaziale Europea (Esa).
Ai team studenteschi, sulla base delle specifiche tecniche fornite dal Mit di Boston, è stato affidato il compito di programmare piccoli satelliti low cost chiamati Spheres per farli partecipare a una gara a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dellEsa e della Nasa, interessate a sviluppare le migliori idee progettuali.
Con lEsa cè stato un collegamento nel corso dellincontro che ha permesso di conoscere ulteriori dettagli del concorso evidenziando limportanza della sfida e la bravura degli studenti piemontesi
Lunedì 23 gennaio i finalisti andranno ad Amsterdam per competere collaudando i propri progetti a bordo della Stazione spaziale Internazionale con la supervisione diretta degli astronauti.
In attesa del risultato gli studenti del Pinifarina, dellAvogadro, dellOlivetti stanno assaporando il successo. Vale la pena investire sui giovani ha detto uno di loro in Consiglio Provinciale.
Un successo - ha sottolineato il presidente del Consiglio Sergio Bisacca - significativo dal punto di vista dellesperienza scolastica e dellinnovazione, che ci ha indotto a dedicare un momento dei lavori dellassemblea per onorare e salutare gli studenti in partenza per Amsterdam.
Un ottimo risultato davvero per le tre scuole che, nella progettazione dei robot, si sono confrontate con istituti del Piemonte (Ipsia Galilei-Ferrari Torino, Iis Ferrari - Susa , Iis Vallauri Fossano), della Provincia di Padova, di Berlino e con le migliori High School americane.
Una scommessa vinta grazie al coinvolgimento generale da parte della Rete ha commentato Enzo Marvaso coordinatore della Rete Robotica a scuola nata a Torino nel 2010 per avvicinare la formazione scolastica allindustria.
La robotica ha rilevato lassessore allIstruzione della Provincia Umberto DOttavio - è un settore produttivo in crescita. Il nostro territorio è leader nazionale. Con la rete che coinvolge imprese e istituzioni la robotica è diventata materia di insegnamento. I risultati ottenuti da questi ragazzi sono la prova della validità del sistema e della qualità della scuola piemontese.
I rappresentanti della Rete hanno partecipato allincontro per condividere con gli studenti la gioia dellimportante affermazione: Francesco de Sanctis direttore dellUfficio scolastico regionale del Piemonte; Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio, Paola Barbero responsabile Scuola e Università dellUnione industriale; Vincenzo Ilotte presidente Amma; Arturo Baroncelli partner tecnico Comau, Franco Francavilla dirigente scolastico dellistituto Galilei-Ferrari scuola capofila della Rete Robotica
Gli studenti erano accompagnati dai dirigenti scolastici Stefano Fava (Pininfarina), Tommaso De Luca (Avogadro), Daniela Vaio (Olivetti).
La sfida Usa/ Europa Zero Robotics competition 2011 è legata a un concorso lanciato dal Politecnico di Torino rappresentato in Consiglio dal prof. Leonardo Reyneri - in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e lAgenzia Spaziale Europea (Esa).
Ai team studenteschi, sulla base delle specifiche tecniche fornite dal Mit di Boston, è stato affidato il compito di programmare piccoli satelliti low cost chiamati Spheres per farli partecipare a una gara a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dellEsa e della Nasa, interessate a sviluppare le migliori idee progettuali.
Con lEsa cè stato un collegamento nel corso dellincontro che ha permesso di conoscere ulteriori dettagli del concorso evidenziando limportanza della sfida e la bravura degli studenti piemontesi
Lunedì 23 gennaio i finalisti andranno ad Amsterdam per competere collaudando i propri progetti a bordo della Stazione spaziale Internazionale con la supervisione diretta degli astronauti.
In attesa del risultato gli studenti del Pinifarina, dellAvogadro, dellOlivetti stanno assaporando il successo. Vale la pena investire sui giovani ha detto uno di loro in Consiglio Provinciale.
IL CONSIGLIO PROVINCIALE SALUTA I FINALISTI DELLA SFIDA SPAZIALE
Il Consiglio Provinciale ha oggi accolto per un saluto augurale le tre scuole del Torinese - lItis Pininfarina di Moncalieri, lItis Avogadro di Torino e lItis Olivetti di Ivrea che parteciperanno alle finali olandesi della sfida Usa/ Europa Zero Robotics competition 2011 fra team di studenti dei licei e degli istituti tecnici sulla progettazione di robot spaziali a basso costo.
Un successo - ha sottolineato il presidente del Consiglio Sergio Bisacca - significativo dal punto di vista dellesperienza scolastica e dellinnovazione, che ci ha indotto a dedicare un momento dei lavori dellassemblea per onorare e salutare gli studenti in partenza per Amsterdam.
Un ottimo risultato davvero per le tre scuole che, nella progettazione dei robot, si sono confrontate con istituti del Piemonte (Ipsia Galilei-Ferrari Torino, Iis Ferrari - Susa , Iis Vallauri Fossano), della Provincia di Padova, di Berlino e con le migliori High School americane.
Una scommessa vinta grazie al coinvolgimento generale da parte della Rete ha commentato Enzo Marvaso coordinatore della Rete Robotica a scuola nata a Torino nel 2010 per avvicinare la formazione scolastica allindustria.
La robotica ha rilevato lassessore allIstruzione della Provincia Umberto DOttavio - è un settore produttivo in crescita. Il nostro territorio è leader nazionale. Con la rete che coinvolge imprese e istituzioni la robotica è diventata materia di insegnamento. I risultati ottenuti da questi ragazzi sono la prova della validità del sistema e della qualità della scuola piemontese.
I rappresentanti della Rete hanno partecipato allincontro per condividere con gli studenti la gioia dellimportante affermazione: Francesco de Sanctis direttore dellUfficio scolastico regionale del Piemonte; Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio, Paola Barbero responsabile Scuola e Università dellUnione industriale; Vincenzo Ilotte presidente Amma; Arturo Baroncelli partner tecnico Comau, Franco Francavilla dirigente scolastico dellistituto Galilei-Ferrari scuola capofila della Rete Robotica
Gli studenti erano accompagnati dai dirigenti scolastici Stefano Fava (Pininfarina), Tommaso De Luca (Avogadro), Daniela Vaio (Olivetti).
La sfida Usa/ Europa Zero Robotics competition 2011 è legata a un concorso lanciato dal Politecnico di Torino rappresentato in Consiglio dal prof. Leonardo Reyneri - in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e lAgenzia Spaziale Europea (Esa).
Ai team studenteschi, sulla base delle specifiche tecniche fornite dal Mit di Boston, è stato affidato il compito di programmare piccoli satelliti low cost chiamati Spheres per farli partecipare a una gara a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dellEsa e della Nasa, interessate a sviluppare le migliori idee progettuali.
Con lEsa cè stato un collegamento nel corso dellincontro che ha permesso di conoscere ulteriori dettagli del concorso evidenziando limportanza della sfida e la bravura degli studenti piemontesi
Lunedì 23 gennaio i finalisti andranno ad Amsterdam per competere collaudando i propri progetti a bordo della Stazione spaziale Internazionale con la supervisione diretta degli astronauti.
In attesa del risultato gli studenti del Pinifarina, dellAvogadro, dellOlivetti stanno assaporando il successo. Vale la pena investire sui giovani ha detto uno di loro in Consiglio Provinciale.
Un successo - ha sottolineato il presidente del Consiglio Sergio Bisacca - significativo dal punto di vista dellesperienza scolastica e dellinnovazione, che ci ha indotto a dedicare un momento dei lavori dellassemblea per onorare e salutare gli studenti in partenza per Amsterdam.
Un ottimo risultato davvero per le tre scuole che, nella progettazione dei robot, si sono confrontate con istituti del Piemonte (Ipsia Galilei-Ferrari Torino, Iis Ferrari - Susa , Iis Vallauri Fossano), della Provincia di Padova, di Berlino e con le migliori High School americane.
Una scommessa vinta grazie al coinvolgimento generale da parte della Rete ha commentato Enzo Marvaso coordinatore della Rete Robotica a scuola nata a Torino nel 2010 per avvicinare la formazione scolastica allindustria.
La robotica ha rilevato lassessore allIstruzione della Provincia Umberto DOttavio - è un settore produttivo in crescita. Il nostro territorio è leader nazionale. Con la rete che coinvolge imprese e istituzioni la robotica è diventata materia di insegnamento. I risultati ottenuti da questi ragazzi sono la prova della validità del sistema e della qualità della scuola piemontese.
I rappresentanti della Rete hanno partecipato allincontro per condividere con gli studenti la gioia dellimportante affermazione: Francesco de Sanctis direttore dellUfficio scolastico regionale del Piemonte; Guido Bolatto segretario generale della Camera di Commercio, Paola Barbero responsabile Scuola e Università dellUnione industriale; Vincenzo Ilotte presidente Amma; Arturo Baroncelli partner tecnico Comau, Franco Francavilla dirigente scolastico dellistituto Galilei-Ferrari scuola capofila della Rete Robotica
Gli studenti erano accompagnati dai dirigenti scolastici Stefano Fava (Pininfarina), Tommaso De Luca (Avogadro), Daniela Vaio (Olivetti).
La sfida Usa/ Europa Zero Robotics competition 2011 è legata a un concorso lanciato dal Politecnico di Torino rappresentato in Consiglio dal prof. Leonardo Reyneri - in collaborazione con il Massachusetts Institute of Technology (Mit) e lAgenzia Spaziale Europea (Esa).
Ai team studenteschi, sulla base delle specifiche tecniche fornite dal Mit di Boston, è stato affidato il compito di programmare piccoli satelliti low cost chiamati Spheres per farli partecipare a una gara a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (Iss) dellEsa e della Nasa, interessate a sviluppare le migliori idee progettuali.
Con lEsa cè stato un collegamento nel corso dellincontro che ha permesso di conoscere ulteriori dettagli del concorso evidenziando limportanza della sfida e la bravura degli studenti piemontesi
Lunedì 23 gennaio i finalisti andranno ad Amsterdam per competere collaudando i propri progetti a bordo della Stazione spaziale Internazionale con la supervisione diretta degli astronauti.
In attesa del risultato gli studenti del Pinifarina, dellAvogadro, dellOlivetti stanno assaporando il successo. Vale la pena investire sui giovani ha detto uno di loro in Consiglio Provinciale.
venerdì 23 dicembre 2011
Lettera a Profumo sull' Edilizia Scolastica
Stimatissimo
Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Prof. Francesco Profumo
Viale Trastevere 76/a
00153 ROMA
Oggetto: Programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico finalizzati alla messa in sicurezza. Contributi stanziati con delibera CIPE n. 32/2010.Sollecito Convenzioni.
Con deliberazione CIPE n. 32/2010 del 13 maggio 2010 pubblicata in Gazzetta Ufficiale
14/9/2010 è stato approvato il Piano straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico, provvedendo altresì all’assegnazione delle risorse agli Enti competenti.
La Provincia di Torino, in qualità di Ente titolare delle competenze in materia di edilizia scolastica superiore di secondo grado, è risultata assegnataria dei seguenti importi volti a finanziare interventi di messa in sicurezza di Istituti con sede nel territorio provinciale:
Succ. Baldessano – Roccati Carmagnola Euro 850.000,00
L.S. Galilei Ciriè Euro 250.000,00
L.C. Botta Ivrea Euro 550.000,00
I.I.S. Darwin - Romero Rivoli Euro 3.000.000,00
I.I.S. Ferraris Settimo T.se Euro 160.000,00
I.I.S. Steiner Torino Euro 500.000,00
I.A. Passoni Torino Euro 250.000,00
I.I.S Sommeiller - Ferraris Torino Euro 300.000,00
Primo Liceo Artistico Torino Euro 550.000,00
I.T.G. Guarini Torino Euro 250.000,00
I.T.I. Casale Torino Euro 100.000,00
In data 26/11/2010 la Provincia di Torino ha comunicato i dati richiesti al fine della stipulazione delle convenzioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Piemonte e Valle d’Aosta.
In data 24/2/2011 la Provincia ha trasmesso al Provveditorato (in triplice originale) tutte le Convenzioni debitamente compilate e sottoscritte dal Presidente della Provincia.
Con nota 14/6/2011 si sollecitava la restituzione, da parte del Ministero, delle Convenzioni debitamente sottoscritte, registrate e vistate, al fine di presentare al Provveditorato stesso i progetti relativi e procedere con le gare d’appalto.
Ad oggi è stata restituita solo la Convenzione relativa al rifacimento delle coperture del Darwin di Rivoli, e di conseguenza questo Ente non ha potuto avviare le procedure di gara degli interventi che lo stesso Ministero ha valutato prioritari e urgenti a garanzia della sicurezza della popolazione scolastica.
Si segnala che, a fronte dell’avvenuta assegnazione delle risorse da parte del CIPE, questo Ente ha dato precedenza alla elaborazione dei progetti sopra elencati rispetto ad altri possibili interventi; gli stessi progetti sono già stati tutti predisposti dagli Uffici tecnici dell’Ente, ma non sono stati sottoposti al Provveditorato al fine di non far decorrere i termini previsti all’art. 4 delle
Convenzioni stesse in mancanza della copertura finanziaria degli interventi.
La mancata sottoscrizione delle Convenzioni ha quindi compromesso buona parte del
Programma dei Lavori Pubblici della Provincia di Torino relativo all’edilizia scolastica per l’anno 2011. Peraltro, l’urgenza degli interventi sta determinando situazioni di pericolo anche critiche, a fronte delle quali la Provincia – esposta anche all’applicazione di sanzioni da parte degli Enti preposti alla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro – si vede costretta in taluni casi
ad interdire l’utilizzo dei locali degli Istituti scolastici interessati, penalizzando così studenti e corpo docente.
L’Ente non dispone, infatti, di risorse finanziarie alternative con cui sostenere gli interventi suddetti, considerato che deve provvedere per legge alla manutenzione di più di 150 edifici scolastici.
Si chiede quindi nuovamente di dare corso con ogni urgenza alla sottoscrizione, registrazione e visto delle Convenzioni in parola, nell’interesse della popolazione scolastica cui le risorse suddette sono state destinate fin dal maggio 2010 e che legittimamente attende l’esecuzione degli interventi all’epoca ampiamente pubblicizzati anche dal MIUR e di garantire la disponibilità delle
corrispondenti risorse finanziarie sin dall’inizio del 2012.
Distinti saluti.
Umberto D’Ottavio
Ministro dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca
Prof. Francesco Profumo
Viale Trastevere 76/a
00153 ROMA
Oggetto: Programma straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico finalizzati alla messa in sicurezza. Contributi stanziati con delibera CIPE n. 32/2010.Sollecito Convenzioni.
Con deliberazione CIPE n. 32/2010 del 13 maggio 2010 pubblicata in Gazzetta Ufficiale
14/9/2010 è stato approvato il Piano straordinario stralcio di interventi urgenti sul patrimonio scolastico, provvedendo altresì all’assegnazione delle risorse agli Enti competenti.
La Provincia di Torino, in qualità di Ente titolare delle competenze in materia di edilizia scolastica superiore di secondo grado, è risultata assegnataria dei seguenti importi volti a finanziare interventi di messa in sicurezza di Istituti con sede nel territorio provinciale:
Succ. Baldessano – Roccati Carmagnola Euro 850.000,00
L.S. Galilei Ciriè Euro 250.000,00
L.C. Botta Ivrea Euro 550.000,00
I.I.S. Darwin - Romero Rivoli Euro 3.000.000,00
I.I.S. Ferraris Settimo T.se Euro 160.000,00
I.I.S. Steiner Torino Euro 500.000,00
I.A. Passoni Torino Euro 250.000,00
I.I.S Sommeiller - Ferraris Torino Euro 300.000,00
Primo Liceo Artistico Torino Euro 550.000,00
I.T.G. Guarini Torino Euro 250.000,00
I.T.I. Casale Torino Euro 100.000,00
In data 26/11/2010 la Provincia di Torino ha comunicato i dati richiesti al fine della stipulazione delle convenzioni al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – Provveditorato Interregionale per le Opere Pubbliche del Piemonte e Valle d’Aosta.
In data 24/2/2011 la Provincia ha trasmesso al Provveditorato (in triplice originale) tutte le Convenzioni debitamente compilate e sottoscritte dal Presidente della Provincia.
Con nota 14/6/2011 si sollecitava la restituzione, da parte del Ministero, delle Convenzioni debitamente sottoscritte, registrate e vistate, al fine di presentare al Provveditorato stesso i progetti relativi e procedere con le gare d’appalto.
Ad oggi è stata restituita solo la Convenzione relativa al rifacimento delle coperture del Darwin di Rivoli, e di conseguenza questo Ente non ha potuto avviare le procedure di gara degli interventi che lo stesso Ministero ha valutato prioritari e urgenti a garanzia della sicurezza della popolazione scolastica.
Si segnala che, a fronte dell’avvenuta assegnazione delle risorse da parte del CIPE, questo Ente ha dato precedenza alla elaborazione dei progetti sopra elencati rispetto ad altri possibili interventi; gli stessi progetti sono già stati tutti predisposti dagli Uffici tecnici dell’Ente, ma non sono stati sottoposti al Provveditorato al fine di non far decorrere i termini previsti all’art. 4 delle
Convenzioni stesse in mancanza della copertura finanziaria degli interventi.
La mancata sottoscrizione delle Convenzioni ha quindi compromesso buona parte del
Programma dei Lavori Pubblici della Provincia di Torino relativo all’edilizia scolastica per l’anno 2011. Peraltro, l’urgenza degli interventi sta determinando situazioni di pericolo anche critiche, a fronte delle quali la Provincia – esposta anche all’applicazione di sanzioni da parte degli Enti preposti alla tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro – si vede costretta in taluni casi
ad interdire l’utilizzo dei locali degli Istituti scolastici interessati, penalizzando così studenti e corpo docente.
L’Ente non dispone, infatti, di risorse finanziarie alternative con cui sostenere gli interventi suddetti, considerato che deve provvedere per legge alla manutenzione di più di 150 edifici scolastici.
Si chiede quindi nuovamente di dare corso con ogni urgenza alla sottoscrizione, registrazione e visto delle Convenzioni in parola, nell’interesse della popolazione scolastica cui le risorse suddette sono state destinate fin dal maggio 2010 e che legittimamente attende l’esecuzione degli interventi all’epoca ampiamente pubblicizzati anche dal MIUR e di garantire la disponibilità delle
corrispondenti risorse finanziarie sin dall’inizio del 2012.
Distinti saluti.
Umberto D’Ottavio
martedì 20 dicembre 2011
EDILIZIA SCOLASTICA: ASSEGNATI I CONTRIBUTI AI COMUNI CON MENO DI 5000 ABITANTI
Con una delibera approvata dalla Giunta provinciale di Torino sono stati assegnati - per il 2011 - circa 410.000 euro di contributi ai Comuni del territorio della Provincia di Torino con popolazione inferiore ai 5000 abitanti: si tratta di fondi regionali destinati a limitati interventi di edilizia scolastica. “ La Regione Piemonte – riferisce l’assessore all’Istruzione Umberto D’Ottavio - doveva trasferire circa un milione di euro come previsto da una disposizione del 2008. La Provincia ne ha ricevuti solo 400.000 ed è stata costretta a intervenire con risorse finanziarie pari al 40% di quanto richiesto dai Comuni, in attesa che la Regione corrisponda la parte rimanente dell’ammontare complessivo”. I contributi per i piccoli interventi di edilizia scolastica sono stati erogati ai seguenti Comuni: - Agliè: 10.096 euro (messa a norma impianti e contenimento energetico della scuola elementare e media) - Airasca: 7.852 euro (adeguamento sismico della scuola media) - Bricherasio: 14.582 euro (interventi ai servizi igienici nel primo piano della scuola elementare) - Candia Canavese: 15.705 euro ( manutenzione ordinaria della scuola elementare) - Chiaverano: 1.572 euro ( manutenzione straordinaria della centrale termica della scuola materna) - Cuceglio : 4.887 euro (manutenzione straordinaria della palestra elementare) - Fenestrelle: 13.465 euro ( sostituzione serramenti della scuola elementare e media) - Frassinetto: 20.057 euro (abbattimento barriere architettoniche e adeguamenti normativi della scuola elementare) - Front: 4.391 euro (lavori di pavimentazione del cortile della scuola elementare) - Locana: 17.470 (manutenzione straordinaria della scuola materna e della palestra) - Mompantero: 20.057 euro (ristrutturazione impianti della scuola materna) - Monteu da Po: 12.924 euro (manutenzione straordinaria della scuola materna ed elementare) - Novalesa: 12.340 euro (sostituzione manto di copertura della scuola elementare) - Oulx: 22.436 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare e media) - Ozegna: 20.192 euro (1°lotto manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Pomaretto: 17.898 euro (opere di manutenzione straordinaria della scuola elementare e della palestra) - Prali: 17.949 euro (manutenzione straordinaria della palestra elementare) - Prarostino: 20.181 euro (lavori di adeguamento alle prescrizioni Asl della scuola materna ed elementare) - Prascorsano: 8.362 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Rivalba: 17.949 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Salassa: 15.705 euro (adeguamento impianti idro-termo-sanitari della scuola elementare e della palestra) - Samone: 17.925 euro (manutenzione straordinaria e contenimento energetico della scuola elementare) - San Germano Chisone: 9.661 euro (manutenzione straordinaria della palestra della scuola materna) - San Martino Canavese: 12.130 euro (messa in sicurezza della scuola materna) - Tavagnasco: 20.160 euro (ristrutturazione edilizia della scuola materna) - Torre Canavese:17.377 euro (manutenzione straordinaria della scuola elementare) - Vaie: 4.377 euro (interventi per risparmio energetico della scuola materna, elementare e palestra) - Villafranca Piemonte: 15.705 ( costruzione nuova mensa scolastica della scuola media) - Villarfocchiardo: 4.301 euro (rifacimento impianto di riscaldamento della palestra della scuola elementare) - Villastellone: 12.340 euro (rifacimento copertura della scuola materna).
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